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Segrate decima in Italia per reddito medio

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Lo dicono le rilevazioni più recenti, secondo cui Segrate sarebbe in decima posizione per reddito medio dei residenti fra i comuni italiani, subito dietro a Milano. I dati parlano di un valore che si attesta oltre i 40.000 euro/annui, di poco inferiore al capoluogo lombardo. La rilevazione, però, che potrebbe apparire come un risultato esclusivamente positivo, nasconde un campanello d’allarme da non sottovalutare, specie in vista del cambio di amministrazione ormai prossimo.

Un successo da celebrare?

Segrate conta circa 35-37 mila abitanti, classificandosi come un comune dalle dimensioni contenute. La presenza di Milano 2, contribuisce in modo significativo a tirare su la media. I prezzi immobiliari attuali lo confermano: a marzo 2026, la quotazione media richiesta per la vendita si attesta intorno ai 3.500-3.700 €/mq, mentre gli affitti viaggiano sui 15,5-16,5 €/mq al mese. Valori elevati per un comune non centrale, che rendono l’accesso sempre più selettivo.

Negli ultimi undici anni, le giunte di centrosinistra hanno investito con decisione su qualità urbana: parchi, verde, servizi, trasporti e vivibilità, che sono oggi al centro anche della nuova campagna elettorale. Il fiore all’occhiello è il Golfo Agricolo, area di oltre 600-700 mila metri quadri acquisita dal Comune e trasformata in polmone verde pubblico. Oggi, il Golfo Agricolo è oggetto del progetto Centro Parco, presentato proprio in occasione della prossima tornata elettorale. Questi interventi, apprezzabili per chi già risiede a Segrate, rischiano di proddurre un effetto indesiderato.

Qualità della vita e costi

Più verde di qualità, servizi migliori e vicinanza a Milano e Linate aumentano l’attrattività per famiglie e professionisti con redditi medio-alti. Quando però l’unico meccanismo di accesso resta il libero mercato immobiliare, il risultato è un filtro naturale per censo: chi guadagna sotto i 30-35 mila euro pro capite (o le famiglie con un solo stipendio medio) fa sempre più fatica a entrare o a restare. I giovani, le coppie al primo acquisto e i ceti medio-bassi tendono a spostarsi verso comuni più periferici e meno serviti.

Il progetto Milano East Gate prevede 247 abitazioni, di cui 97 in edilizia convenzionata a prezzi calmierati (intorno ai 2.550 €/mq). L’avviso ha registrato oltre 500 richieste: segno evidente di una domanda repressa di housing accessibile. Eppure si tratta di una quota minoritaria rispetto al totale e non risolve il problema strutturale dei prezzi generali del libero mercato. Il rischio concreto è quello di trasformare Segrate in una sorta di Courmayeur residenziale di pianura: un luogo piacevole, verde, ben servito e con statistiche invidiabili, ma progressivamente riservato a una fascia ristretta di popolazione. Una città omogenea per ceto e stile di vita, con minore mix sociale.

Cosa ci segnalano questi dati

Il dato sul reddito medio andrebbe forse visto non solo come medaglia, ma come campanello d’allarme. Il libero mercato immobiliare funziona, ma quando diventa l’unico regolatore dell’accesso a un comune ben posizionato e con alta qualità della vita, produce inevitabilmente selezione. Servirebbe un piano più ambizioso di housing misto: maggiore edilizia convenzionata e sociale, incentivi reali per l’affitto calmierato, piani urbanistici che non aumentino solo la domanda di bellezza, ma anche l’offerta di case accessibili alle famiglie normali.

I progetti legati al verde, al trasporto pubblico e ad altre iniziative sulla qualità della vita dei residenti sono senza dubbio preziose. Ma una città non vive solo di parchi e piste ciclabili: vive di persone che riescono ancora ad abitarla.

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