HomeBrugherioPeraboni risponde ad Assi: "Ma quale sfida, si faccia un dibattito pubblico"

Peraboni risponde ad Assi: “Ma quale sfida, si faccia un dibattito pubblico”

Il professor Peraboni risponde al sindaco Assi contestando nel merito la variante di via Bindellera, definita funzionale solo agli interessi della logistica. Oltre a denunciare lo squilibrio tra cemento e parcheggi e la natura tecnica del presunto parco, il docente invita il primo cittadino a un dibattito pubblico e aperto, offrendo la propria disponibilità per un confronto trasparente basato sui documenti e sulle reali ricadute del progetto per la città.

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Come era prevedibile, non si è chiusa con la replica del sindaco Assi al professor Peraboni la polemica su via Bindellera e il polo logistico con la cosiddetta “bretella”. Il ping-pong tra i due prosegue, a prendere la parola è di nuovo Carlo Peraboni che alle puntuali precisazioni fornite nel merito dal primo cittadino, ha voluto rispondere con una altrettanto puntuale nota, che potrete trovare nella sua interezza scaricando il file word allegato in fondo a questo articolo. Noi qui di seguito, tentiamo di riassumere il testo nei suoi punti salienti. Per coloro si fossero persi le prime battute di questo botta e risposta, cliccando qui e qui troverete gli articoli che riassumono la questione.

La natura della variante e l’ottimizzazione logistica

Il professor Peraboni esordisce mettendo in discussione la stessa idea di sfida lanciata dal primo cittadino, sottolineando che il dibattito dovrebbe vertere esclusivamente sugli atti formali prodotti dall’amministrazione, i quali devono essere improntati a coerenza e trasparenza. Egli chiarisce che la questione non riguarda la legittimità dell’insediamento, ma il reale obiettivo della variante urbanistica adottata. Secondo l’analisi tecnica, la convenzione del 2012 limitava la superficie edificabile, imponendo un immobile produttivo multilevel su almeno due piani, una «caratteristica però non ottimale per un utilizzo ad uso logistico dell’area».

Peraboni evidenzia come la variante serva proprio a rimuovere questi vincoli tecnici: «mantenendo la “superfice di scorrimento” prevista dalla convenzione la localizzazione della logistica non risulta ottimale. Sicuramente legittima, ma sicuramente non ottimale. Questo lo dice lei sindaco nella relazione, non io». In sintesi, l’atto firmato dalla giunta trasformebbe un progetto che non era ideale per la logistica in uno che lo diventa pienamente, modificando i diritti edificatori originari. Peraboni incalza il sindaco chiedendogli di confermare se sia vero o meno che «con questa variante si modifica l’area di scorrimento che era stata convenzionata nel 2012 e che rendeva la localizzazione della logistica non ottimale».

Lo squilibrio dei parcheggi e le soluzioni futuribili

Il secondo punto di forte attrito riguarda la dotazione di parcheggi pubblici, che Peraboni giudica assolutamente insufficiente rispetto all’entità dell’insediamento. I documenti riportano infatti una superficie di soli 450 mq destinata alla sosta pubblica a fronte di un comparto di 24.000 mq. L’ex assessore esprime tutto il suo sconcerto affermando: «io, lo dico francamente, trovo questa scelta fuori dalla sfera del credibile e del sostenibile. È un mio parere, sicuramente condivisibile o meno, ma trovo incredibile pensare che si possano attuare 24.000 mq di intervento legato a funzioni logistiche prevedendo 450 mq di parcheggi».

Per rendere più chiara la proporzione ai cittadini, Peraboni utilizza una metafora sportiva molto efficace, spiegando che «24.000 mq di area trasformata equivalgono a tre campi da calcio, 450 mq sono molto meno di una singola area di rigore di uno dei tre campi da calcio». Egli critica aspramente il fatto che, nonostante i noti impatti della logistica sulla viabilità, l’amministrazione si affidi a promesse non vincolanti, poiché «la variante prevede che si autorizzi una trasformazione di 24.000 mq di logistica affidando a ipotesi future (e forse futuribili) la risposta ai problemi di traffico che inevitabilmente l’insediamento provocherà». Peraboni conclude questa sezione definendo irragionevole il procedere con soluzioni ipotetiche a fronte di un problema certo e documentato.

Il parco urbano e l’equivoco tecnico della vasca di laminazione

Un altro tema centrale della critica riguarda la trasformazione di un ampio parcheggio previsto nel 2012 in quello che l’amministrazione definisce parco urbano pubblico. Peraboni, analizzando la descrizione tecnica del progetto, smonta questa definizione rilevando che l’intervento consiste nella «realizzazione di un nuovo parco costituito da avvallamenti naturali e rilevato inerbiti in sostituzione di ampio parcheggio pubblico con diretto accesso sulla nuova strada di percorrenza». Egli osserva che, stando agli atti, non si tratterebbe di un vero parco ma di un’area tecnica.

Nello specifico, l’autore sottolinea che l’area è descritta come un’«area verde dotata di rilevati inerbiti e depressione per la raccolta delle acque». Peraboni contesta la terminologia usata dalla giunta affermando che «un’area verde, rilevati inerbiti, con una depressione centrale dove si convogliano le aree meteoriche per favorirne il drenaggio, senza percorsi, senza attrezzature, senza illuminazione, senza protezioni… è definibile, senza ombra di dubbio, come un’ottima vasca di laminazione e non certo come un parco urbano». Esorta dunque l’amministrazione a essere trasparente e a correggere la descrizione se si tratta di un errore, o ad ammettere che si è scelto di realizzare una vasca di drenaggio al posto di un parco.

Peraboni “Contraddizioni sulle infrastrutture”

Infine, Peraboni analizza le modifiche alla viabilità, in particolare la nuova rotatoria su via Bindellera, progettata in variante per «agevolare il transito e la percorrenza degli autoarticolati». L’osservazione critica nasce dal fatto che questa rotatoria era originariamente identica a quella già realizzata su via Monza. Peraboni rileva una contraddizione logica: «se ci sono due rotatorie progettate come identiche, e oggi una deve essere modificata per adempiere compiutamente alle proprie funzioni, significa che quella realizzata in precedenza risulta ad oggi solo parzialmente adeguata a sopportare il volume e la tipologia di traffico previsto dall’intervento».

In chiusura, viene sollevato un tema economico e di responsabilità amministrativa estremamente delicato riguardante i risparmi ottenuti dall’operatore privato. Peraboni invita gli assessori a riflettere sul fatto che la sostituzione di un parcheggio pavimentato con un’area verde depressa comporta «una differenza di costi realizzativi estremamente consistente che non ha generato nessuna opera aggiuntiva posta a carico dell’operatore, né (tantomeno) generato risorse aggiuntive utilizzabili per opere da realizzare extra-comparto». Questo punto è definito come un tema molto delicato che mette in campo responsabilità personali rilevanti in merito alla «motivazione di interesse pubblico» da porre alla base della scelta di intervenire con una variante di un intervento già convenzionato.

Peraboni vs Assi, un confronto pubblico per la città?

Peraboni chiude la sua nota non con una sfida al sindaco Assi, ma con un accorato invito al confronto pubblico «Qualora volesse organizzare un incontro pubblico e aperto a tutti, per rispondere alle tante perplessità che questo intervento genera (e che ho cercato di argomentare in modo sereno), mi troverà certamente disponibile ad un confronto nel merito delle problematicità che il progetto, come da LUI pensato e voluto, indubbiamente pone».

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