sabato, Novembre 29, 2025
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Al San Giuseppe scende in campo “Il Maestro”: Favino e il lato B del tennis

Un racconto di formazione on the road, tra "tennis da battaglia" e padri ingombranti. L'ultimo film di Andrea Di Stefano ci porta in un’estate italiana fatta di gettoni telefonici, aspettative feroci e seconde occasioni.

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Arriva sul grande schermo del Cinema San Giuseppe “Il Maestro”, con Pierfrancesco Favino, la quarta regia di Andrea Di Stefano. Dopo il successo del noir L’ultima notte di Amore, cambia registro ma non intensità. Questa volta il regista ci trasporta in un’Italia degli anni ’80, tra le note di Cucuruccuccu Paloma e le voci di Drupi alla radio, per raccontare una storia che odora di terra rossa, sudore e riscatto.

Al centro della vicenda c’è Felice (il promettente Tiziano Menichelli), un tredicenne mancino, introverso e rigoroso, schiacciato dall’ossessione del padre per il suo futuro sportivo. Il genitore, interpretato da uno straordinario Giovanni Ludeno, è un ingegnere della SIP che sacrifica tutto, dignità compresa, pur di vedere il figlio trionfare. Per lui il tennis non è lo sport dei “figli dei ricchi”, ma un “tennis da battaglia”, una guerra di posizione dove – stravolgendo Sun Tzu – la miglior difesa è l’attacco mancato.

Favino è Raul Gatti

Quando il talento di Felice richiede un salto di qualità per i tornei nazionali, entra in scena Raul Gatti, interpretato da un Pierfrancesco Favino in stato di grazia. Gatti è un ex campione dal passato glorioso ma dal presente disastrato: una vecchia gloria che vive di ritagli di cronaca rosa, psicofarmaci e fascino sbiadito. Un uomo che ha dissipato la sua esistenza e che ora si ritrova a fare da mentore al giovane atleta.

La pellicola si sviluppa come un buddy movie e un road movie lungo la penisola. “Stiamo giocando un doppio, io e te“, si dicono maestro e allievo. Ed è proprio così: mentre Felice cerca di emanciparsi dalle regole asfissianti del padre e dall’ansia da prestazione, Raul tenta di fare i conti con i propri fantasmi e con un passato di occasioni mancate. Intorno a loro ruota un’umanità imperfetta, fatta di mascolinità fragili e figure tragicomiche, che Di Stefano ritrae senza mai scivolare in soluzioni consolatorie.

Omaggio a Risi e Comencini, Favino memorabile

Il film è un omaggio dichiarato a un certo cinema italiano agrodolce, quello di Risi e Comencini, ma pulsante di vita propria. Favino regala una caratterizzazione memorabile: il suo Raul è un “mentore imperfetto”, ferito ma pieno di cuore, capace di trasmettere un dolore reale dietro ogni sorriso forzato da vecchio sex symbol.

Non è solo un film sullo sport, ma una riflessione profonda sui legami: quelli di sangue che a volte soffocano e quelli scelti che possono salvare. Tra un dritto e un rovescio, tra un gettone telefonico e un torneo di provincia, Il Maestro ci ricorda che a volte, per vincere davvero, bisogna avere il coraggio di superare la linea e sbagliare.

SCHEDA DEL FILM

Titolo: Il Maestro

Regia: Andrea Di Stefano

Cast: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Valentina Bellè, Edwige Fenech

Nazionalità: Italia, 2025

Durata: 125 minuti

Genere: Drammatico / Sportivo

PROGRAMMAZIONE

Il film sarà proiettato nei seguenti giorni e orari:

  • Sabato 29 Novembre: ore 21.15
  • Domenica 30 Novembre: ore 15.30 – 18.15 – 21.15
  • Lunedì 1 Dicembre: ore 21.15

Per ulteriori informazioni: www.sangiuseppeonline.it


L’ultimo ballo di Pamela Anderson: al Breson brilla la malinconia di “The Last Showgirl”

Mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre, il Cinema San Giuseppe accoglie per la rassegna d’essai del Bresson un’opera che sa di addio e di rinascita. Un film che graffia il cuore sotto uno strato di paillettes ormai opache. Si tratta di “The Last Showgirl”, l’ultimo lavoro della regista Gia Coppola, nipote d’arte che dimostra qui di essersi definitivamente emancipata dall’ombra familiare per costruire una poetica personale, ruvida e commovente.

Al centro della scena c’è Shelley, una showgirl ultracinquantenne che, dopo aver ballato per trent’anni nel tradizionale spettacolo Razzle Dazzle di Las Vegas, si ritrova improvvisamente senza lavoro. Lo show chiude, e con esso si spegne l’unico mondo che Shelley conosce. Ma la vera notizia, quella che rende questo film un evento imperdibile, è il corpo che dà vita a Shelley: Pamela Anderson.

Pamela Anderson interpreta Shelley

L’icona erotica degli anni ’90, la bagnina dal costume rosso che ha popolato i sogni e gli schermi di una generazione, compie qui un’operazione coraggiosa e “metacinematografica”. Anderson si spoglia, non per mostrare le curve, ma per rivelare l’anima. Abbandona il trucco pesante (che nel film diventa una maschera protettiva) per abbracciare un “no make-up look” che espone le cicatrici del tempo e la verità delle emozioni. Come ha notato la critica, è un “film-corpo”: la parabola di Shelley, costretta a reinventarsi quando i riflettori si spengono, si sovrappone a quella dell’attrice stessa, in un gioco di specchi che ricorda il Mickey Rourke di The Wrestler.

Gia Coppola ci porta in una Las Vegas lontana dallo scintillio turistico, una città scheletrica fatta di parcheggi, supermercati e vie secondarie. Uno scenario ripreso con la grana nostalgica della pellicola 16mm e uno stile indie che pedina i protagonisti. È un mondo di “lustrini e squallore”, dove l’esibizionismo non è vanità ma una disperata affermazione di esistenza: Shelley vuole ancora “essere bella, essere guardata”, rifiutando di scomparire nell’invisibilità che la società riserva alle donne non più giovani.

Curtis, l’ex collega disillusa e Bautista, il manager malinconico

Attorno alla protagonista ruota un cast di supporto eccezionale che arricchisce il quadro di questa umanità ai margini. C’è Jamie Lee Curtis, priva di qualsiasi ego, nel ruolo di una cameriera ed ex collega disillusa, e un sorprendente Dave Bautista, manager malinconico che offre un perfetto contraltare maschile alla fragilità di Shelley.

Il film non cerca soluzioni consolatorie e non chiede al suo personaggio di “redimersi”. Shelley è una guerriera, come la definisce la stessa regista. Un simbolo di una femminilità che resiste, aggrappata ai suoi sogni adolescenziali e ai suoi costumi di scena, anche quando la musica sta per finire. Un’opera delicata e brutale sulla paura di invecchiare e sulla necessità di restare fedeli a se stessi, accompagnata da una colonna sonora che, tra hit anni ’80 e rumori sinistri, scandisce il tempo di un’era che svanisce.

SCHEDA DEL FILM

Titolo: The Last Showgirl

Regia: Gia Coppola

Cast: Pamela Anderson, Kiernan Shipka, Brenda Song, Dave Bautista, Jamie Lee Curtis

Nazionalità: USA, 2024

Durata: 89 minuti

Genere: Drammatico

PROGRAMMAZIONE

Il film sarà proiettato nei seguenti giorni e orari:

  • Mercoledì 3 Dicembre: ore 21.15
  • Giovedì 4 Dicembre: ore 15.00 – 21.15

Per ulteriori informazioni: www.sangiuseppeonline.it

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