HomeBrugherioBrugherio, caos appalto verde: l’opposizione chiede trasparenza

Brugherio, caos appalto verde: l’opposizione chiede trasparenza

Il centrosinistra di Brugherio attacca la Giunta sulla gestione del verde: tra ricorsi e ritardi la città è definita una giungla. L'opposizione denuncia la mancanza di trasparenza e l'inefficacia degli interventi, sottolineando come l'emergenza si ormai cronica. Segnalati al Prefetto i gravi ritardi nella pubblicazione degli atti ufficiali.

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Meno tagli del nastro, più tagli dell’erba. Questo in estrema sintesi il succo della conferenza stampa che si è tenuta mercoledì 22 aprile presso la sede del PD di Brugherio, alla ex Casa del Popolo, in via Cavour a cui ha preso parte la colazione di centrosinistra cittadina, all’opposizione, rappresentata da Damiano Chirico e Silvia Bolgia per il PD, Laura Valli per Alleanza Progressista e Beatrice Sambusiti per la lista civica Brugherio è Tua.

L’opposizione “Non possiamo più aspettare, chiediamo chiarezza sul verde”

A dare fuoco alle polveri è stato Damiano Chirico, capofila dell’opposizione che ha sottolineato come il problema dell’appalto del verde, incastrato da un anno e mezzo circa tra ricorsi e sentenze impugnate, era stato fino a pochi mesi fa una questione su cui l’opposizione non aveva voluto speculare per senso di responsabilità, ben sapendo come purtroppo, certi problemi non sempre possano essere governati efficacemente nell’immediato, e che soprattutto quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione i tempi di reazione non sono quelli auspicabili.

A distanza di tempo però questa problematica, che doveva essere contingente, mostra peculiarità tipiche della cronicità; questo anche a causa, riferisce Chirico, della mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione. Impossibile quindi, riferisce il segretario cittadino del PD, anche a seguito delle sollecitazioni sempre più vivaci da parte dei brugheresi, continuare a tacere su un tema così importante, che tra l’altro, sottolinea, è stato centrale nel corso della campagna elettorale di ormai tre anni fa.

La ricostruzione di Sambusiti

Beatrice Sambusiti, coordinatrice di Brugherio è tua, ricostruisce la timeline degli eventi che si sono susseguiti, basata sulla lettura delle carte: “Il Comune avvia una procedura di gara per individuare un appaltatore che per quattro anni si occupi dello sfalcio dell’erba in tutta la città per base d’asta di 2 milioni e 76 mila euro, affidandosi alla stazione appaltante di Monza”.

Vince Malegori, anzi no

“A febbraio 25 termina la procedura e il servizio è affidato alla ditta Malegori che è risultata vincitrice perché migliore offerente con un ribasso percentuale del 40%. Il terzo classificato che è Consorzio Stabile Alpi, presenta ricorso al TAR, rilevando che i conti non tornano, perché il valore del contratto dichiarato dalla Malegori risulta 1.675.000. Il ribasso, quindi, non sarebbe del 40% bensì del 19. Questo perché la ditta vincitrice non ha offerto il ribasso del 40% sulla base d’asta di 2 milioni e 76, ma la base d’asta meno il costo della mano d’opera, che in un appalto come questo incide per più del 50% del totale”.

Prosegue Sambusiti “Il 5 dicembre è pubblica la sentenza e il TAR dà ragione al terzo classificato proprio per la motivazione appena descritta. A questo punto, non resta che rifare i conteggi e individuare l’aggiudicatario corretto. Malegori però decide di fare ricorso al Consiglio di Stato il 19 gennaio. Di questa notizia non c’è traccia data nessuna parte non c’è nulla neanche sul sito del comune. Nella delibera pubblicata il 29 gennaio 2026, la numero 12, la Giunta, senza dare atto dell’appello, ipotizzando che per rifare i conteggi ci vorranno circa 6-9 mesi – senza spiegare su quali basi venga fatto questo calcolo – decide di avviare una nuova procedura di gara per un servizio da svolgere esclusivamente nell’anno 2026 e per un importo totale di 215.000 euro, il cosiddetto appalto ponte”.

Appalto ponte, l’opposizione “Chi se lo è aggiudicato”?

Ancora la coordinatrice di Brugherio è tua “Perché proprio questo importo? Perché se si andasse oltre questa cifra saremmo nuovamente nell’ambito di una procedura aperta europea da svolgere con la stazione appaltante di Monza. Invece, in questo modo, si può fare una procedura più snella che si chiama procedura negoziata. A inizio febbraio 26 parte la procedura negoziata. Adesso oggi siamo al 22 di aprile e nulla si è saputo di come è andata questa procedura. Sappiamo solo che in questi giorni abbiamo iniziato a vedere qualcuno che sta sfalciando ed è stata data anche questa notizia. Perché? Perché esattamente due settimana fa, il 15 aprile, con Determina 305, è partito un piccolissimo appalto di 6.000 euro, più IVA, solo per sfalciare 12 rotonde e 19 incroci, un solo sfalcio. Questo per evidenti ragioni di sicurezza stradale”.

L’appalto ponte prevede nel suo capitolato 5 sfalci in tutto l’anno nelle aree inferiori a 5.000 metri quadri. Nelle aree superiori a 5.000 mila metri quadri sono previsti 4 sfalci, mentre il parco Increa vedrà solo due sfalci nel 2026. In più Sambusiti sottolinea come il taglio prevederebbe la tecnica del mulching, o pacciamatura, ovvero lo sfalciato resta a terra e va a concimare il terreno, in soldoni. Ci si chiede però se questa lavorazione sia efficace con l’erba ad altezza d’uomo, in alcune zone. La raccolta è prevista solo nei cortili del comune, della biblioteca, della polizia locale, a seguito di 8 tagli previsti.

Valli “L’amministrazione annuncia, i cittadini attendono invano”

Laura Valli prende la parola e dal canto suo, riferisce, come già fatto da Chirico, di aver ritenuto opportuno attendere per portare sul tavolo politico la questione del verde. Attendendo fino quasi a chiedersi se l’attuale intervento non sia addirittura tardivo. Comunque, allo stato attuale, dice di non poter fare altro che definire gravi i ritardi e le mancanze della amministrazione Assi nella gestione del problema, arrivando a parlare persino di incapacità. Inoltre evidenzia come la maggioranza, invece che agire si sia prodigata in quello che considerano il consueto scaricabarile: se non è la provincia è il tar, se non è il tar l’amministrazione precedente… insomma, secondo Valli, sempre e solo scuse.

“Questa – dice la consigliera di Alleanza Progressista – è l’amministrazione dei grandi annunci. I cittadini si aspettano un servizio o un’iniziativa e poi al momento in cui si devono realizzare le promesse, le aspettative vengono disattese. E così è stato anche per l’appalto ponte: Il servizio non è partito ad aprile, come annunciato e come scritto anche nella delibera del 29 di gennaio e per il secondo anno consecutivo la città sembra una giungla. Come è possibile che si arrivi a fine aprile del 2026 a fronte di un problema che si è generato nel novembre 2024 e non si sia pensato a soluzioni alternative? Promettevano che si sarebbe visto il verde, beh se si vede anche troppo il verde…”

Bolgia “Occorre convocare la commissione lavori pubblici”

È il turno poi di Silvia Bolgia, che mette in risalto le difficoltà che si riscontrano nel reperire informazioni in funzione di una efficace azione politica, in questo come in altri temi. Sottolinea inoltre che sarebbe il caso di convocare una commissione lavori pubblici: ”Quello che ci rimane sono le informazioni che riusciamo a reperire attraverso accesso agli atti e tramite accesso al sito del comune. Non siamo messi in condizioni di poter dire la nostra su nulla. È capitato ormai quattro volte che i cittadini chiedano di essere ascoltati e che si rivolgano anche a noi”.

“Presentiamo i temi in Consiglio Comunale dove però per le mozioni abbiamo i 10 minuti di intervento (il proponente), poi magari il tempo di una replica. Diventa difficile discutere così, solo in Consiglio Comunale su tematiche importanti, peraltro senza le carte e senza poter richiedere spiegazioni ed esprimere dei pareri un pochino più articolati. In commissione avremmo la possibilità di fare qualche valutazione più approfondita, fare la nostra parte con qualche suggerimento”.

L’opposizione “Ritardi nella pubblicazione delle delibere, inoltrata segnalazione al prefetto”

Su questo tema si aggancia Damiano Chirico, che sottolinea che c’è una oggettiva difficoltà nel reperire informazioni, sia per consiglieri che per i cittadini e che c’è una legge sulla amministrazione trasparente che impone la pubblicazione di delibere e determine sul sito del comune in tempi che vengono definiti congrui “Le delibere vengono pubblicate con una media di uno o due mesi di ritardo, se è un patrocinio solo un mese di ritardo. La legge obbliga a pubblicare in tempi brevi i documenti su cui poi l’opposizione, ma anche la maggioranza, possa svolgere il suo compito di controllo e di indirizzo”.

“I cittadini stessi non possono avere contezza di niente, se non attraverso l’accesso agli atti. Tema sul quale si apre un’altra questione perché mica sempre ci rispondono nei tempi regolamentari e mica sempre ci rispondono. Ed è proprio e questo è un problema gravissimo per cui abbiamo anche fatto una segnalazione al prefetto”.

Il leader dell’opposizione sottolinea poi che il tema del verde pubblico non è argomento sul quale i diversi punti di vista dei partiti politici possano trovare cittadinanza: “La cura del verde è misurabile, oggettiva, o è fatta bene o è fatta male, non è una questione opinabile. Al momento la gestione è fatta male, inutile girarci intorno”. Chirico richiama infine il governo cittadino alla responsabilità. Responsabilità che – dice – sarebbero però sempre imputabili ad altri, su ogni tema scottante:” Ogni volta che l’amministrazione viene richiamata alle proprie responsabilità, è sempre colpa di qualcun altro. O chi c’era prima, o l’ufficio, o la provincia, o la grandine, o le cavallette…. Tutto ciò è inaccettabile, anche perché alla città questa Giunta costa 233.000 euro l’anno e saranno più di un milione di euro…di scuse, a fine mandato”.

Incidente tra via Rodari e via Aldo Moro: scarsa visibilità la causa?

In coda, viene segnalato nella giornata di ieri un incidente stradale all’incrocio tra via Rodari e via Aldo Moro. A scontrarsi sono state un’auto e una moto e, sui social, alcuni cittadini hanno ipotizzato come plausibile causa, o concausa, la lunghezza dell’erba che, dalle foto scattate, sembrerebbe effettivamente ostruire parte della visibilità ai conducenti di mezzi motorizzati.

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