HomeArte, cultura e spettacoliLiberazione, Assi ricorda Egidio Teruzzi: «Adempiuto un dovere»

Liberazione, Assi ricorda Egidio Teruzzi: «Adempiuto un dovere»

In scena sabato le celebrazioni per l'81esimo anniversario del 25 aprile 1945.

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Bandiere, musica e l’immancabile corteo. Anche quest’anno, a 81 anni da quel 25 aprile 1945, a Brugherio si è celebrata la festa della Liberazione dal nazifascismo. In piazza, per il corteo e il cerimoniale, i rappresentanti delle istituzioni, guidati dal sindaco Roberto Assi, insieme all’Anpi e alle altre associazioni, con la partecipazione del sindaco di Ballabio Giovanni Bruno Bussola.

La sosta davanti al monumento della pace. Al centro, da sinistra, Michele Bulzomì, Roberto Assi, Giovanni Bruno Bussola, Mariele Benzi.

Numerosi gli esponenti politici in piazza: dalla vicesindaca Mariele Benzi agli assessori Annalisa Varisco, Massimiliano Balconi, Carlo Nava, Jessica Petito e Diego Cristiano; passando per il presidente del consiglio, Michele Bulzomì, e i consiglieri comunali di maggioranza (Laura Signorini, Stefano Giovanardi, Irina Neagu, Massimo Pirola, Giuseppe Calabretta) e di opposizione (Damiano Chirico, Carlo Polvara, Silvia Bolgia, Christian Livorno, Pietro Virtuani, Dominique Sabatini, Laura Valli, Giovanna Borsotti). Hanno sfilato anche Christian Canzi (M5S) ed Emmanuele Scivoletto (PCI), oltre a numerosi esponenti di Rifondazione Comunista e all’ex sindaco Marco Troiano.

Il corteo cittadino

Fiori accanto alla stele del partigiano Luigi Teruzzi

Come da tradizione, dopo la messa mattutina, il corteo ha preso le mosse da Villa Fiorita, con in testa il primo cittadino accompagnato dalla banda musicale di San Damiano. La prima tappa si è svolta in piazza Mandelli, luogo di ricordo del partigiano Ferdinando “Ferruccio” Mandelli. Il corteo ha poi sostato davanti alla caserma della polizia locale, dove è stato reso omaggio al partigiano Luigi Teruzzi, nell’omonima via.

Dopo il passaggio davanti alla sede degli Alpini in via XXV Aprile, la manifestazione si è fermata al monumento ai caduti di via Sciviero per l’alzabandiera, quindi al cimitero vecchio e in piazza Papa Giovanni XXIII, davanti al monumento della pace. La chiusura si è tenuta in piazza Roma.

In ogni tappa si sono alternati discorsi istituzionali, letture da parte di esponenti di Anpi e dell’associazione Papaveri Rossi e momenti musicali a cura della banda di San Damiano.

Sul palco. Da sinistra, Pietro Occhiuto (Anpi), Roberto Assi e Giovanni Bruno Bussola.

Occhiuto (Anpi): «La libertà e la democrazia sono il punto di riferimento»

Sul palco della piazza principale, il primo a intervenire è stato Pietro Occhiuto, in rappresentanza dell’Anpi. «La Repubblica non nasce solo con un atto formale l’8 settembre, ma nasce nelle scelte di chi ha detto no al fascismo», ha detto.

E, guardando alla situazione attuale, in cui – sostiene Occhiuto – si stanno riaffacciando modi di fare autoritari, il faro restano sempre i valori della Liberazione: «È vero che il mondo cambia, ma libertà, democrazia e giustizia sono il nostro punto di riferimento».

Bussola (Ballabio): «Il partigiano Confalonieri ha unito le nostre comunità»

A seguire, l’intervento del sindaco di Ballabio Bussola, che ha ricordato «il sacrificio di chi ha lottato per darci un Paese libero». Tra questi, il brugherese Ambrogio Confalonieri, «che ha compiuto un gesto eroico proprio nell’ex colonia di Ballabio: grazie a lui le nostre comunità sono unite in un valore comune. La sua storia ci ricorda che la libertà non è un’idea astratta, ma una conquista concreta».

Bussola ha poi fatto riferimento all’attualità internazionale: «È normale che l’Europa ci chieda di investire risorse in armi anziché in lavoro e innovazione?», si è chiesto.

Assi: «Inammissibile il silenzio dell’Ue sulla situazione internazionale»

Al ruolo dell’Unione Europea nel contesto globale segnato dai conflitti ha fatto cenno anche il sindaco Assi, esponendo il gonfalone “europeo” del Comune. Perché, sostiene il sindaco, anche da Brugherio «qualcosa si può dire al riguardo».

E cioè che «non è pensabile che il Vecchio Continente stia zitto su quello che accade e pensi solo al riarmo. È inammissibile». Per cui Bruxelles dovrà iniziare a considerare che «il problema della convivenza pacifica tra popoli che si sono nutriti del bullismo di Stato di qualcuno si porrà».

Il sindaco: «I protagonisti della resistenza hanno adempiuto a un dovere»

Tuttavia, l’intervento più commosso Assi lo ha dedicato allo zio, il partigiano Egidio Teruzzi, scomparso il mese scorso alla soglia dei cento anni. «Lo zio e la zia venivano a visitare la nonna. La nonna e la zia, insieme alle altre donne, recitavano il rosario. Lo zio, insieme a noi cuginetti, aveva sempre qualcosa da fare. Ammiravo il fatto che non stesse mai fermo. Non mi ha mai raccontato ciò che solo oggi sto iniziando a riscoprire».

Perché questo aneddoto? «Perché queste erano le persone a cui dovevamo la libertà e nemmeno lo sapevamo. Dal loro punto di vista era un adempimento del dovere: hanno fatto ciò che si doveva fare. E poi la necessità di battersi per la libertà altrui, anche per coloro che non c’erano, per coloro che non sanno e perfino per chi arriverà a negare questo sacrificio. Loro lo hanno fatto. Ecco l’insegnamento che dobbiamo trarre per l’oggi».

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