HomeArte, cultura e spettacoliLa Design Week a Monza e Brianza: 0-99 Design per gioco

La Design Week a Monza e Brianza: 0-99 Design per gioco

La mostra è visitabile dal 10 aprile al 10 maggio 2026, con ingresso gratuito, negli spazi di Palazzo Arese Borromeo.

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Alla Milano Design Week non c’è solo Milano. Anche la provincia si prende il suo spazio, e lo fa con una mostra che parte dal gioco per raccontare qualcosa di più ampio. A Palazzo Arese Borromeo, a Cesano Maderno, prende forma “0-99. Design per gioco”, progetto curato da Cristian Confalonieri e Alessia Interlandi visitabile fino al 10 maggio,

L’idea è semplice solo in apparenza: raccontare il board game non come passatempo, ma come fenomeno culturale, capace di attraversare epoche, linguaggi e generazioni.

Un oggetto che accompagna l’umanità da migliaia di anni

Il gioco da tavolo accompagna l’umanità da migliaia di anni. Prima dei libri e degli schermi, era già uno strumento per imparare, immaginare e costruire relazioni. La mostra parte proprio da questo presupposto: il gioco come “luogo pubblico in miniatura”, dove regole e segni definiscono una forma di convivenza.

Il percorso segue una linea temporale che affonda le radici nell’antico Egitto e nella Mesopotamia, per poi attraversare il Medioevo e arrivare alla contemporaneità. Con una lettura chiara: ogni gioco è il prodotto della cultura del tempo e del luogo in cui nasce.

Un percorso tra storia e cultura pop

Il percorso espositivo segue una linea temporale, ma senza rigidità. Si muove tra epoche e significati, alternando pezzi storici e riferimenti più contemporanei.

Tra i primi oggetti esposti compare il Gioco reale di Ur, rinvenuto nelle tombe reali dell’antica città sumera e datato intorno al 3200 a.C. È uno dei giochi più antichi mai scoperti e segna l’inizio di una narrazione che attraversa millenni.

Accanto a questi reperti, la mostra lascia spazio anche alla tradizione italiana, con titoli come la Tombola, il Gioco dell’oca e il Mercante in fiera. Giochi che fanno parte della memoria collettiva e che raccontano abitudini, rituali e momenti condivisi.

Si arriva poi al Novecento, dove il gioco diventa industria e cultura pop. Da Cluedo a Forza 4, fino a Risiko!, protagonista anche di una versione gigante e giocabile che occupa circa 90 metri quadrati.

Il design come linguaggio

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il modo in cui il design viene utilizzato per leggere il gioco. Non solo estetica, ma progettazione di regole, interazioni e dinamiche sociali. Il board game diventa così un oggetto di design completo, dove forma e funzione si incontrano.

Non manca uno sguardo al presente, con giochi contemporanei e autoproduzioni che raccontano come il settore sia oggi in forte espansione, tra sperimentazione grafica, nuove meccaniche e contaminazioni con altri mondi, dal digitale alla narrativa.

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