HomeArte, cultura e spettacoliNineinthepaint nella raccolta “Mamba & Mambacita Forever”

Nineinthepaint nella raccolta “Mamba & Mambacita Forever”

Nel volume che raccoglie le foto delle opere d'arte dedicata a Kobe Bryant e sua figlia Gianna, scomparsi in una tragico incidente aereo, anche il playground riqualificato da Francesca Cassani, designer e urban artist fondatrice del progetto Nineinthepaint. L'intervista a Vittoria! Donne di Sport su Freedom Street Radio

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Nell’atlante delle opere d’arte dedicate alla leggenda del basket Kobe Bryan e sua figlia Gianna c’è anche una giovane designer, urban artist e cestista lombarda: Francesca Cassani, in arte Nineinthepaint.

Francesca Cassani ospite a Vittoria! Donne di Sport su Freedom Street Radio

Cassani ha raccontato la sua realtà, tra il basket di alto livello e il lavoro da designer e streetartist, su Freedom Street Radio.

Domenica 29 marzo, nel programma Vittoria! Donne di Sport, ha parlato della sua vita di sportiva e di come ha trasformato le sue due passioni – lo sport e l’arte – in un lavoro, con il progetto Nineinthepaint.

L’intervista completa si riascolta su Mixcloud

Pallacanestro, una questione di famiglia

«Quando sono nata mi hanno messo un body dei Chicago Bulls» inizia così il racconto di Francesca Cassani su come il basket sia sempre stato nel suo DNA. «Sia mio padre che mia madre hanno giocato a pallacanestro, mamma in A1 a Gavirate e Busto Arsizio». Francesca ha mosso i primi passi sul parquet giocando con i maschi proprio a Busto, poi un periodo d’oro nelle giovanili della GEAS: «in quattro anni abbiamo vinto quattro scudetti» racconta. Ha vissuto esperiente in A2, una panchina in A1 e molte stagioni in serie B a Varese e ora a Canegrate.

Proprio per Canegrate Francesca ha ridisegnato lo storico logo della società, in occasione del cinquantennale.

Riqualificare playground

La passione per lo sport e quella per l’arte, con gli studi in design, si mischiano continuamente nella vita di Francesca Cassani. I primi approcci alla pittura sono stati assieme alla nonna, che amava il decoupage. Poi alcuni tentativi con bombolette spray su supporti piccoli.

Fino ad arrivare alla riqualificazione dei playground a Milano e non solo: «Mi occupo di riqualificazione artistica di spazi urbani, soprattutto in ambito sportivo e per lo più pavimentazioni inerenti al mondo del basket, anche se quest’anno mi occuperò anche di altri sport».

Sono già più di 25 i campi da basket di cui Francesca, attraverso il progetto Nineinthepaint di cui è founder, ha progettato e curato la riqualificazione, collaborando con associazioni, enti organizzatori di eventi sportivi o Comuni.

Il playground in memoria di Kobe nella raccolta “Mamba e Mambacita Forever

Uno dei suoi lavori più noti è il playground realizzato nel 2024 a Valmadrera, in provincia di Lecco, dedicato a Kobe Bryant. In stile geometrico, proprio di Cassani, unisce due momenti della vita di Bryant: in una metà campo nella versione da “rookie”, con il numero 8, nell’altra metà con la maglia numero 24, una versione più matura.

“Al centro – si legge nella descrizione dell’opera – un grande serpente, simbolo della sua identità Black Mamba, si avvolge formando il segno dell’infinito”. E i colori — nero, giallo, viola e bianco — richiamano i colori dei Los Angeles Lakers, squadra in cui Kobe ha trascorso tutta la sua carriera.

Un lavoro meritevole di essere inserito nella raccolta “Mamba & Mambacita Forever”, curata da Vanessa Bryant (vedova di Kobe) che contiene fotografie di murales, campi da basket dedicate proprio alla memoria di Kobe e della giovane Gianna Bryant. Gli scatti sono di Andrew Bernstein, fotografo celeberrimo del mondo NBA.

A pagina 161 c’è proprio il playground riqualificato da Cassani, ripreso dall’alto per apprezzare nell’insieme l’opera. Una soddisfazione importante per l’artista, perché testimonia il raggiungimento del fine ultimo del suo lavoro: trasmettere un messaggio.

«Non si tratta solo di mettere del colore sul cemento, in ogni lavoro ci sono disegni pensati per trasmettere un messaggio, il campo da basket ne diventa il veicolo».

E attraverso il messaggio e la bellezza si crea aggregazione. «I progetti artistici donano una sorta di anima al campo, si crea aggregazione tra le persone perché si affezionano a quel posto tanto da sentirselo proprio. Quando realizzo i progetti do sempre la possibilità a volontari di darmi una mano, vivendo l’esperienza di dipingersi il proprio campo. Questo aiuta a sentirselo proprio, stimola affezione e evita il vandalismo. E poi, una volta che c’è un campo nuovo, c’è sicuramente più voglia di viverselo, organizzare eventi, tornei».

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