HomeAssociazioni e IstruzioneDebiti delle associazioni, la voce di Il Giunco e Avis

Debiti delle associazioni, la voce di Il Giunco e Avis

Le due associazioni della palazzina di via Oberdan hanno risentito in modo diverso del pagamento degli arretrati. Bella parla di fulmine a ciel sereno, mentre Brugali spiega che non è stata una sorpresa.

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La richiesta del Comune di recuperare circa 69 mila euro complessivi di arretrati per utenze e spese di gestione della palazzina del volontariato di via Oberdan, ha generato posizioni contrastanti tra le associazioni. Il Giunco e Avis si sono esposti sul tema, sottolineando come le diverse realtà non ne abbiano risentito alla stessa maniera. 

Bella: “È stato un fulmine a ciel sereno” 

Fulvio Bella, presidente dell’associazione Il Giunco, sottolinea soprattutto le modalità con cui la richiesta è arrivata. “Nessuno contesta che le spese vadano pagate, è chiaro, ma ci sono arrivate tutte insieme dopo dieci anni, senza alcun preavviso”, ha spiegato.

Ciò che ha generato forte perplessità è l’assenza di comunicazioni precedenti: “Non sappiamo cosa sia successo in questi anni. Sarebbe servita più trasparenza, soprattutto nella comunicazione. Per noi è arrivato tutto come un fulmine a ciel sereno”. A pesare è soprattutto l’impatto concreto sui progetti dell’associazione: “Se dobbiamo pagare 4 mila euro significa che ci saranno soldi in meno per le borse di studio. Questo vuol dire che una decina di ragazzi quest’anno non la riceveranno”.

La richiesta principale resta quella di una gestione sostenibile del debito: “La rateizzazione sembra possibile, come ha detto anche l’assessore Balconi, ed è fondamentale. Non si tratta di non pagare, ma di trovare un modo per farlo senza compromettere le nostre attività”, ha concluso Bella.

Brugali: “Per noi non è stata una sorpresa”

Diversa, invece, la situazione dell’AVIS, associazione strutturata e abituata a una gestione contabile più articolata. “Per noi la situazione è diversa – spiega il presidente Mauro Brugali – perché abbiamo sempre monitorato la questione. Già nel 2023, avevamo incontrato la nuova amministrazione per chiedere cosa intendessero fare con gli arretrati della palazzina”.

Come sottolineato da Brugali, infatti, già negli anni precedenti AVIS aveva accantonato a bilancio le somme relative agli arretrati, dal 2016 al 2022. “Quando è arrivata la fattura, abbiamo pagato circa 28 mila euro per quegli anni. Successivamente è arrivata una seconda tranche, circa 9 mila euro per il periodo 2023-2025, che abbiamo già saldato”.

Secondo Brugali, il problema riguarda soprattutto le conseguenze per le realtà più piccole: “Noi abbiamo entrate, tramite il Sistema Sanitario Nazionale da cui riceviamo un rimborso spese per le nostre attività. Ma molte associazioni non hanno risorse, e per loro trovarsi a pagare tutto insieme è un colpo molto duro”. Il presidente di AVIS evidenzia anche un altro fattore che contribuirebbe ad aumentare le difficoltà per queste associazioni: “In alcuni anni, probabilmente prima del 2022, le associazioni ricevevano anche contributi o donazioni per le loro attività dall’amministrazione. Se questo meccanismo è venuto meno, è chiaro che le cifre si sono accumulate fino a diventare difficili da sostenere”.

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