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Salto con l’asta: l’atleta brianzolo Renzo Gaspardi vince l’oro ai Campionati Italiani Master 60

L'atleta e allenatore al GSA Brugherio, ha raccontato il suo percorso, dimostrando che l'età non conta, ma servono passione e motivazione.

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Tredici salti e tre metri superati, così Renzo Gaspardi, classe 1965, ha conquistato il titolo italiano Master 60 di salto con l’asta.  

L’atleta, nonché tecnico istruttore presso GSA Brugherio, ha raccontato a HEO Post il suo percorso, dagli inizi fino alla conquista del titolo. Una storia che dimostra come tanta passione e motivazione possano portare a grandi risultati.

Gli inizi

Tutto comincia in seconda superiore, durante alcuni test di ginnastica: ”Facevo più degli altri – racconta Gaspardi – e il professore, che insegnava anche all’Arena di Milano, mi disse di andare assolutamente a provare con la loro società. Così mi sono iscritto e dopo i primi tentativi nel salto in alto, la mia attenzione si è spostata presto verso il salto con l’asta. Vedevo quei ragazzi correre con il bastone in mano, mi sembrava molto più divertente”.

La soddisfazione della vittoria

“Quando non si è più giovani si mette su famiglia, si pensa ad altro e un po’ si smette di fare atletica – racconta Gaspardi -. Verso i 50 anni però ho deciso di riprendere. Siccome c’era una pista d’atletica vicino a casa mia, a Carugate, ho recuperato un’asta e ho incominciato a fare qualcosa. Poi sono diventato anche allenatore dei ragazzi”.

L’atleta ha raccontato poi quello che ha provato tornando a praticare questo sport e in gara: “Ritrovare le emozioni di quando ero ragazzo è stato incredibile. Sei lì, da solo, con quest’asta in mano e devi tirare fuori qualcosa che sfida la gravità. Sono dieci anni che faccio gare da master, ma erano già due anni che ero fermo tra acciacchi e dolori”. Nonostante ciò, mister Gaspardi non si è arreso e ha partecipato alla competizione conquistando l’oro: “Mi sono detto che per insegnare devo essere in forma. Se vuoi trasmettere qualcosa, devi farlo vedere”. 

Gaspardi non ha nascosto che la competizione è stata molto faticosa: “Ho raggiunto i 3 metri in 13 salti, che sono veramente tanti, ho fatto una fatica bestiale. Avevo anche dolore al tendine d’Achille, però mi son detto: ‘ormai sono in gara, devo dare tutto’. Dovevo battere i due padovani che mi avevano battuto in precedenza”, ha aggiunto scherzando. 

Allenatore, atleta e motivatore

Oltre all’oro vinto, anche la sua carriera da allenatore non è priva di soddisfazioni, come detto da lui stesso: “L’anno scorso ho portato una ragazza, che si allena da noi, ai campionati italiani ed è arrivata terza. E’ stata una stagione fantastica”. 

Per essere bravi ad allenare, bisogna però essere anche dei grandi motivatori, e mister Gaspardi di certo lo è: “Mi dicono che più che un allenatore sono un motivatore. Mi entusiasmo quando vedo i ragazzi saltare e divertirsi. Questo vale sia per i più piccoli, sia anche per quelli un po’ più grandi come me, che cerco di portare a praticare questo sport”. 

“Mi sento un punto di riferimento – afferma – perché dimostro che si può ricominciare. Non è che gli altri non abbiano quello che ho io, è che non hanno ancora riacceso quella curiosità”. 

Non a caso, durante la premiazione Gaspardi ha alzato un cartellone con la frase “Non smetti di saltare quando invecchi… invecchi quando smetti di saltare!”. “E’ una frase che hanno scritto i ragazzi del gruppo Asta Padova, che hanno un centro nazionale di salto con l’asta di altissimo livello, e a cui noi siamo molto vicini – afferma -. Però, il personaggio presente sul cartello l’ho pensato io. Si tratta di Willy il Coyote, simbolo ironico di chi ha sfortuna, fa una gran fatica ma continua a provarci anche se non ci riesce mai. Un po’, diciamo, mi rappresenta nel percorso che ho fatto in questi dieci anni, perchè ho fatto sempre delle ‘garette’, ma ora ho raggiunto l’oro”, racconta sorridendo.

Nonostante gli inevitabili acciacchi, la voglia di gareggiare non manca: “Mi rivedrete in pista, compatibilmente con i dolori”, ha concluso.

Una storia fatta di passione, impegno e tanta voglia di rimettersi in gioco. A dimostrarlo è il suo ritorno in pista, nonostante gli anni e i dolori. Perché come dimostra la sua esperienza, non è mai troppo tardi per ricominciare.

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