HomePoliticaScontro su via Bindellera, Assi sfida il professor Peraboni

Scontro su via Bindellera, Assi sfida il professor Peraboni

Il Sindaco Roberto Assi risponde alle critiche dell’opposizione sul caso di via Bindellera: «Il polo logistico è previsto da una convenzione del 2012, un contratto a cui non possiamo opporci». Tra chiarimenti tecnici sulla destinazione d’uso e stoccate al professor Peraboni, il Primo Cittadino difende l’operato della maggioranza e rilancia la sfida: «Perché nel 2016 non è stato fatto nulla?».

- Pubblicità -

L’affaire Bindellera continua a scaldare il clima politico cittadino a suon di botta e risposta a distanza. Dopo la conferenza stampa della scorsa settimana in cui l’opposizione — attraverso l’intervento di Carlo Peraboni, ex assessore del Comune di Brugherio e docente del Politecnico di Milano — ha sollevato diversi dubbi e posto specifiche domande alla maggioranza, quest’ultima passa al contrattacco rispondendo punto su punto ai quesiti attraverso le parole del sindaco Roberto Assi.

Nella sostanza, Assi mantiene la propria posizione, già ribadita in Consiglio Comunale e nell’incontro che il primo cittadino ha avuto con i residenti di via Bindellera: non ci sono alternative possibili al polo logistico, in quanto è la convenzione stipulata che lo prevede. Prima, però, di entrare nel dettaglio della replica all’opposizione, lo stesso sindaco esprime amarezza a carattere personale per quella che ritiene una caduta di stile da parte della sinistra cittadina: “Pensare che nell’incontro che ho avuto con gli abitanti di via Bindellera, ho difeso l’operato di chi mi ha preceduto, Peraboni compreso, sostenendo che anche loro non potevano far altro che avallare il piano approvato. Mi dispiace che nei mi confronti non vi sia stata la stessa forma di eleganza”.

Bindellera, Assi risponde a Peraboni e all’opposizione

Poi Assi passa in rassegna tutte le obiezioni formulate sette giorni fa nella conferenza stampa congiunta tenuta da PD, Brugherio è tua e Alleanza Progressista. E parte a spron battuto, domandandosi se il Professor Peraboni non soffra di misteriose amnesie: “Voglio credere che un tecnico stimato come Carlo Peraboni abbia semplicemente avuto un vuoto di memoria, perché non posso credere abbia fatto certe affermazioni leggendo le carte. I documenti parlano chiaro. La convenzione esiste, esiste dal 2012 e, se io oggi decidessi di fermare tutto, non si fermerebbe niente. La società era già pronta a partire un anno fa, ma abbiamo chiesto di attendere per fare un ragionamento sulle opere pubbliche”.

Ovvero i cosiddetti oneri di urbanizzazione, che un’amministrazione può decidere di riscuotere in denaro o attraverso la realizzazione di opere pubbliche a spese dell’impresa. Questione che, stando a quanto riferisce Assi, sarebbe all’origine della variante; quest’ultima non sarebbe stata inserita per permettere che in via Bindellera si insediasse il polo logistico al posto dell’attività produttiva originariamente prevista, bensì per inserire opere pubbliche nella convenzione che ha validità fino al 2030.

La categoria D nel P.R.G. (Piano Regolatore Generale) del 2004 e del 2005 prevedeva espressamente che ci fosse anche la logistica. La categoria è zona D2 con di seguito l’elenco di tutte le funzioni ammesse, tra le quali è citata la logistica. Sto parlando di destinazione d’uso principale. È una soluzione che mi piace? No, lo dico senza problemi, ma non c’è modo di opporsi a una convenzione che, ricordiamolo, è un contratto”, sottolinea Assi.

Normativa, destinazione d’uso principale all’articolo 56 zona D” nell’elenco è presente tra le altre, anche la logistica

Altezze, parcheggi e aree verdi

Anche la questione dell’edificio su due piani, incompatibile con un’attività di carico e scarico merci, non sarebbe, secondo il Sindaco, indicativa del tipo di attività che si può svolgere in quell’area. “Nel momento in cui la sagoma dell’edificio rimane quella – riferisce – e le altezze rimangono le stesse, noi non interveniamo su ciò che avviene all’interno. Ci vogliono fare un piano solo anziché due? Oppure prevedere un secondo piano di uffici o per il custode? Non ci interessa, se la struttura esterna resta la medesima”.

Si passa poi all’area verde e ai parcheggi: otto stalli (per auto, non per automezzi pesanti) su un’area complessiva che equivale a tre campi da calcio e un parco che l’opposizione individua in una vasca di laminazione per la raccolta delle acque. “Secondo noi il parcheggio non va fatto, perché è evidente che quel parcheggio esterno sarebbe stato di difficile gestione. Abbiamo imposto loro di avere una dotazione di parcheggi interna e loro hanno accettato. Lì noi preferiamo fare un parco che sia anche un’area per l’allagamento pilotato, come ad esempio è stato fatto anche al Parco Miglio. Non è forse un parco a tutti gli effetti quello? ”.

Il progetto originale dell’area, che prevedeva i parcheggi. Nella nuova versione sono stati sostituiti dalla vasca di laminazione

Una convenzione con il Bennet per il parcheggio?

Alla domanda che gli poniamo, riportando l’interrogativo sollevato da Peraboni — ovvero dove andranno a parcheggiare i camion in attesa di caricare o scaricare — Assi risponde: “Stiamo cercando di individuare un luogo all’interno del PGT, un luogo lontano dalle abitazioni, unico in tutta la città. Se ti dicessi che l’abbiamo individuato, mentirei. Abbiamo alcune idee per farli sostare, perfino a pagamento. Anche il parcheggio del Bennet è un’ipotesi: una parte è di proprietà del Comune. Sarebbe una cosa da gestire con la proprietà, probabilmente in ragione degli orari, perché in determinati momenti c’è una convenzione per cui il supermercato lo usa per i propri scopi commerciali. È sicuramente una delle ipotesi, non è l’unica”.

Infine, ci sono i temi delle rotonde, quelle di via Monza e viale Lombardia, che fungeranno da varchi di ingresso e uscita per i mezzi pesanti che imboccheranno la futura bretella di collegamento. Secondo quanto affermato in precedenza da alcuni esponenti della maggioranza, i tir entreranno e usciranno dalla rotonda di via Monza, ma ad essere ingrandita, secondo la variante alla convenzione, sarebbe quella di viale Lombardia. Perché? “Semplice — ribatte — perché dalla rotonda di via Monza i mezzi pesanti già transitano tranquillamente e quindi non necessita di un allargamento”. Sulla manutenzione del manto d’asfalto della bretella, che con tutta probabilità sarà messo a dura prova, Assi è serafico: “Le strade pubbliche sono manutenute dall’ente pubblico”.

Bindellera, Assi sfida Peraboni

Il sindaco chiude la sua replica ponendo a sua volta una domanda al Professor Peraboni: “Se la sente, rendendo pubblico ciò che dice, di affermare che, con una convenzione in essere, il sindaco possa decidere di non fare la logistica? Può il sindaco, o addirittura il Consiglio Comunale, impedire che lì sopra si faccia logistica? Un docente del Politecnico se la sente di fare un’affermazione di questo tipo? Se rispondesse di sì, a questo punto io gli chiederò perché nel 2016 ha deciso di mandarla in salvaguardia e non ha deciso di fare esattamente questo”.

Non sappiamo se Carlo Peraboni raccoglierà il guanto di sfida lanciato dal primo cittadino Roberto Assi, quello che è certo è che il dibattito in ogni caso non si esaurirà qui. In questo ping pong, non resta che aspettare il prossimo colpo.

- Pubblicità -
TI POTREBBERO INTERESSARE...
- Advertisment -

I più letti

- Advertisment -