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Ronchi nel ricordo di Umberto Bossi: “Una figura che ha lasciato il segno”

Il leader leghista brugherese ha ricordato Umberto Bossi raccontandone la personalità, il legame con i suoi sostenitori, e alcuni aneddoti significativi.

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“Era una persona straordinaria, un uomo che ha cambiato la storia. Ha portato il tema dell’autonomia e del federalismo all’attenzione di tutto il Paese”, così Maurizio Ronchi ha parlato di Umberto Bossi, il fondatore della Lega scomparso il 19 marzo all’età di 84 anni. 

“Ci siamo conosciuti nel 1990 – racconta Ronchi -. Il primo ricordo che ho di lui è, nella primavera di quell’anno, in campagna elettorale a Monza: già allora era determinato”. Un rapporto costruito negli anni, fatto di incontri e di una sua presenza costante. Bossi infatti venne più volte a Brugherio: “Ricordo il primo comizio in piazza Roma del 1993 e poi le numerose partecipazioni alle feste della Lega a San Damiano. È venuto anche a una cena a Brugherio quando aveva già avuto problemi di salute – ha continuato Ronchi -. Nonostante tutto non faceva mai mancare la sua presenza”. 

Il ricordo umano e l’eredità politica

Nel ricordo di Ronchi emerge soprattutto il tratto umano del leader leghista: “Era una persona straordinaria, stimata da tutti, anche dagli avversari, come dimostrano i riconoscimenti di questi giorni”. Inoltre, lo descrive anche come un innovatore politico: “Tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, in pieno centralismo storico romano, ha avuto il coraggio di mettere sul tavolo il tema del federalismo e il ritorno a una politica vicina al popolo – ha affermato Ronchi -. È stato colui che ha riportato i comizi nelle piazze, dopo anni in cui non si facevano più”. 

Un altro aspetto, che ha fatto emergere Ronchi, è il legame diretto che aveva con le persone, fatto di gesti concreti: “Passava ore a firmare le bandiere della Lega per i sostenitori. Seguiva i problemi della gente in prima persona”. Ronchi ricorda anche un episodio emblematico: “A San Damiano una persona, che lui aveva conosciuto in quel momento, gli espose un problema territoriale. Lui mi chiese di intervenire e continuò a chiamarmi finché non fu risolto. Questo fa capire quanto fosse attento al territorio”. 

Secondo Ronchi, la sua eredità politica non termina con la sua scomparsa: “Ha lasciato un’idea forte di federalismo nella gente, e questo è un seme che prima o poi crescerà”. Inoltre, ha continuato il suo ricordo con una delle frasi più importanti di Bossi: “Diceva sempre: ‘Il popolo in cammino piega la storia’, e io di questo ne sono fermamente convinto”.

Infine, Ronchi ha concluso dicendo: “Io gli devo personalmente tutto, non lo dimenticheremo mai”. 

Umberto Bossi a Brugherio

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