HomePoliticaSpazi sportivi al Kennedy, scetticismo di opposizione e Bpe. Ok della maggioranza

Spazi sportivi al Kennedy, scetticismo di opposizione e Bpe. Ok della maggioranza

La proposta della Lega ha fatto emergere opinioni contrastanti tra le forze politiche, tra chi contesta il contenuto e modalità e chi la ritiene una proposta concreta.

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Torna il tema degli spazi sportivi a Brugherio, con la proposta della Lega di utilizzare temporaneamente alcuni locali del centro Kennedy per ospitare attività sportive. Un’idea pensata come soluzione ponte per circa un anno e mezzo che, ascoltando l’opinione delle diverse forze politiche cittadine, ha fatto emergere posizioni contrastanti. 

Le opinioni della maggioranza

Tra la maggioranza sono emerse sensibilità diverse, tra chi intravede una possibile soluzione immediata e chi invece invita alla prudenza.

Massimo Pirola (BPE) contesta la proposta nel merito e nel metodo. Pirola evidenzia come molti degli spazi del Kennedy non siano nemmeno di proprietà comunale e come il complesso versi in condizioni manutentive molto gravi, aggravate da debiti condominiali milionari e da aste immobiliari andate deserte per anni. Secondo Pirola, pensare di insediare attività sportive in quel contesto significa ignorare una realtà già compromessa. Pirola richiama inoltre il principio della “ricognizione dei beni”: “Prima di cercare soluzioni esterne, bisognerebbe valorizzare immobili già disponibili ma inutilizzati, come la scuola Corridoni, che a breve per ragioni demografiche non sarà più utilizzata, o altri spazi vuoti, evitando operazioni che potrebbero configurare danno erariale”, ha concluso.

Michele Bulzomì (FI) si dice invece favorevole. Secondo il consigliere, infatti, si tratta di una proposta concreta, soprattutto se limitata ad alcune discipline sportive compatibili con gli spazi disponibili. “L’utilizzo del Kennedy permetterebbe di alleggerire la pressione sulle palestre comunali, oggi in difficoltà anche a causa della mancata manutenzione delle palestre fatta in precedenza e della temporanea chiusura della Leonardo”, ha dichiarato. Pur riconoscendo che servirà una valutazione tecnica e amministrativa, Bulzomì ritiene che l’iniziativa sia realizzabile e utile nel breve periodo.

Enza Maria Neri (FdI) ritiene invece che questa proposta sia una possibile risposta alla carenza di spazi. Neri ha ammesso di non conoscere nel dettaglio la situazione proprietaria degli immobili al centro Kennedy, ma ha sottolineato che: “In una situazione di fatica nella disponibilità degli spazi, le richieste sono numerose ed è difficile accontentare. La proposta dunque appare un ottimo compromesso. L’idea di utilizzare spazi alternativi per attività ‘leggere’ – ha ribadito Neri -, come arti marziali, ginnastica per anziani o corsi di danza, appare una soluzione pragmatica”. Tuttavia, ribadisce la necessità di verificare compatibilità, autorizzazioni e tempi: “La via per arrivarci non è così semplice”, ha concluso.

Laura Signorini (Misto) invita a valutare attentamente la sostenibilità economica dell’operazione. “Gli spazi comunali già presenti al Kennedy sono stati assegnati alla Casa di Comunità ed eventuali nuovi utilizzi comporterebbero costi di affitto o acquisto”, ha ricordato Signorini. Un investimento che, secondo lei, potrebbe non essere giustificato alla luce del fatto che nel giro di un anno torneranno disponibili nuove strutture, come la palestra Leonardo. Pur non escludendo a priori l’ipotesi, la consigliera sottolinea la necessità di capire se l’operazione sia davvero conveniente e necessaria.

Le opinioni dell’opposizione

Dall’opposizione, invece, il giudizio è più negativo con critiche sia al contenuto della proposta sia al modo in cui è stata presentata.

Silvia Bolgia (PD) interpreta l’iniziativa come un tentativo di distogliere l’attenzione dal problema principale, ovvero la gestione degli spazi sportivi e i criteri di assegnazione. Bolgia denuncia la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione alle richieste avanzate in Consiglio comunale e sottolinea come una proposta seria dovrebbe indicare chiaramente risorse, tempi e interventi necessari per rendere gli spazi idonei. Inoltre, solleva forti dubbi sulla sicurezza dei locali del Kennedy, citando situazioni critiche come uscite di emergenza non accessibili. “Questi li riteniamo dei tentativi maldestri per ritagliarsi un po’ di spazio mediatico, con idee che sono prive di una logica”, ha dichiarato. Secondo Bolgia, l’idea appare quindi superficiale e irrispettosa nei confronti delle associazioni sportive.

Sulla stessa linea Dominique Sabatini (Bet), che definisce la proposta poco concreta e scollegata dalla realtà attuale. Sabatini chiarisce di non essere pregiudizialmente contraria a proposte per l’aumento degli spazi, ma ritiene che il problema principale resti quello delle assegnazioni, ancora poco chiare. “A questo si aggiungono interrogativi pratici su lavori necessari, tempi di realizzazione e sicurezza degli spazi, che non sembrano essere stati approfonditi – ha affermato -. Non siamo contrari a prescindere, bisogna fare delle valutazioni in merito quando si avranno tutti gli elementi in mano”.

Laura Valli (AP) ha invece espresso stupore. “La Lega è una forza di maggioranza con deleghe importanti e quindi le proposte dovrebbero essere discusse in giunta o nelle riunioni di maggioranza, con il supporto dei tecnici – ha dichiarato Valli -. L’impressione, invece, è quella di una buttata per distogliere un po’ l’attenzione da una gestione problematica degli spazi sportivi”. Valli richiama anche criticità concrete come costi di affitto, lavori di adeguamento, sostenibilità per le società e mancanza di dati su tempi e risorse. Inoltre, mette in dubbio la logica di chiedere alle associazioni di sostenere investimenti per una soluzione temporanea.

Giovanna Borsotti (Brugherio Civica) ha evidenziato i limiti della proposta ma invita a non escluderla a priori. “C’è una grave carenza di spazi sportivi e credo che ogni idea debba essere valutata – ha dichiarato -. È importante aprire un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte, comprese le società sportive”. Anche Borsotti ha però sottolineato le incognite legate ai costi e ai tempi burocratici.

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