martedì, Marzo 3, 2026
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Milan, ci credi davvero? Il racconto da Cremona e quel patto segreto per riaprire la corsa al titolo

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Ha rischiato di chiudersi definitivamente già prima del derby di domenica il discorso legato allo scudetto. Il Milan non ha sofferto molto contro la Cremonese di Nicola, ma ha faticato tantissimo nel trovare lo spiraglio giusto per un vantaggio – poi diventato doppio – arrivato soltanto al novantesimo.

Pulisic troppo indietro

La nostra analisi parte dalle scelte di Massimiliano Allegri che non rinuncia al suo modulo, il 3-5-2. Non rinuncia ai diffidati Saelemaekers, Rabiot e Fofana, schierati tutti e tre dal primo minuto. E non rinuncia nemmeno al duo Leao-Pulisic.

Dopo il solito avvio a singhiozzo e qualche occasione di troppo – soprattutto su palla inattiva – concessa alla Cremonese, il Milan è riuscito a sbloccarsi e a creare qualche opportunità. La prima di Leao, che solo davanti ad Audero calcia incredibilmente fuori. La seconda di Pulisic, ipnotizzato dal portiere grigiorosso, che stoppa pochi minuti dopo anche il sinistro all’angolino di Fofana. È un Milan che crea tanto ma concretizza poco; e tra tutti i rossoneri in campo, quello maggiormente in difficoltà è ancora una volta Christian Pulisic. Poco reattivo, poco acceso, lontano dalle prestazioni di inizio annata.

Il tridente per cambiare

La ripresa allo stadio Giovanni Zini regala una prima parte con i padroni di casa pericolosi, soprattutto con Bonazzoli e Luperto. La partita cambia davvero a mezz’ora dalla fine. Fullkrug subentra a Saelemaekers e il Diavolo cambia faccia: da 3-5-2 a 4-3-3. Il tridente regala nuovi spunti, rimette Leao nella sua zona comfort e permette al Milan di creare tante occasioni per un vantaggio che, alla fine, arriva sugli sviluppi di corner.

Modric di prima pesca De Winter che la spizza e trova la spalla di Pavlovic. Esplode la Curva rossonera, il Milan è in vantaggio al 90’. Quattro minuti dopo ecco anche lo 0-2, gol che arriva grazie al tridente. Fullkrug tocca di testa un pallone alto, lanciano in porta Nkunku. Il francese si presenta davanti al portiere prima di scaricare per Leao che segna, surfa e chiude i giochi.

Il derby e quel patto segreto

Il distacco di 10 punti dall’Inter a inizio marzo è sinonimo di una montagna quasi insormontabile da scalare. Il Milan crede allo scudetto? Sì, sottovoce continua a farlo. È il piano del Diavolo da qui in avanti: vincere il derby e vincerle tutte, senza più rimpianti. Poi, a fine anno, si tireranno le somme.

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