Brugherio introdurrà una nuova imposta di soggiorno. Si tratta di un contributo che chi soggiorna in città per motivi turistici dovrà versare per coprire in parte i servizi di cui usufruisce. Come ha chiarito l’assessore al Bilancio Massimiliano Balconi, «In nessun modo colpisce i residenti». Questo è stato uno dei tre temi principali che, insieme alla commissione Servizi e alla proposta di divieti antifumo all’esterno dei luoghi pubblici, hanno animato il dibattito consiliare accanto alla decisione sugli autovelox.
Una nuova tassa di soggiorno per i turisti
«Brugherio è riconosciuto come Comune turistico da Regione Lombardia», ha spiegato Balconi. Si tratta prevalentemente di un turismo legato al lavoro, che sfrutta la ricettività di un territorio vicino a Milano e Monza, e non troppo distante da Bergamo e Lecco. «Le tariffe non sono vessatorie né punitive, ma calcolate sulla base di un benchmark di Comuni paragonabili al nostro», prosegue poi l’assessore.
Nel dettaglio, la tariffa sarà di 3 euro a notte per gli hotel a quattro stelle; 2 euro per i tre stelle; 1,50 euro per i bed and breakfast; 0,50 euro per gli ostelli. L’imposta si applicherà fino a un massimo di cinque pernottamenti. La destinazione del gettito è vincolata: il primo anno sarà dedicato al verde pubblico. In base ai risultati del primo anno di prova, i fondi potranno essere destinati a investimenti in ambito turistico, al recupero di beni culturali o ambientali, al rafforzamento dei servizi pubblici locali e alla gestione dei rifiuti.
Saranno esentati i residenti e i casi emergenziali. Tra le esenzioni figurano anche le forze dell’ordine in servizio, i minori fino a 16 anni, le persone con disabilità, coloro che soggiornano a Brugherio per motivi di cura e i loro accompagnatori. Grazie a un emendamento approvato all’unanimità, il luogo di cura non dovrà essere necessariamente situato in provincia di Monza.
Con una stima di 25 mila pernottamenti annui imponibili e una tariffa media di 1,80 euro, il gettito previsto è di circa 45 mila euro l’anno. Tuttavia, nel bilancio di previsione è stata inserita una stima prudenziale di 30 mila euro annui.
Approvazione bipartisan, esulta la Lega. Scivoletto: «Si usi il gettito per i senzatetto»
Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio. E i primi a esultare sono i membri del Carroccio, che avevano avanzato l’ipotesi della tassa di soggiorno già a ridosso dell’approvazione del bilancio di previsione.
«L’approvazione unanime testimonia un confronto serio e approfondito, nel quale sono emerse sensibilità diverse ma accomunate dalla volontà di rafforzare Brugherio senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini», scrive la Lega in una nota. Che prosegue: «Con questa decisione, Brugherio compie un passo importante verso una maggiore autonomia finanziaria e una più forte capacità di investimento sul territorio».
Nei giorni scorsi, tuttavia, il referente locale del Partito Comunista Italiano, Emmanuele Scivoletto, aveva lanciato una proposta: «Essendo una tassa di scopo, ovviamente non la si può usare per qualsiasi finalità, ma può essere “accettata” se le maggiori entrate saranno destinate, con un approccio etico, alle problematiche riguardanti quelle poche persone (fortunatamente) che a Brugherio affrontano un grave problema abitativo. Non è inoltre accettabile che i sette casi non vengano seriamente presi in considerazione, cercando di risolvere le questioni con il Comune di Monza».
La relazione della commissione servizi non arriverà in consiglio
Non ha invece avuto successo la mozione di Silvia Bolgia (Pd) per convocare i commissari della commissione Servizi e Partecipate e mettere al voto la relazione sui servizi e sulle partecipate 2024, ritirata all’ultimo dopo un iniziale accordo dei commissari.
«Sorprende la richiesta – ha commentato il sindaco Roberto Assi –. Quando il Consiglio l’aveva proposta, voi avete votato contro. La commissione è nata su mia iniziativa per consentirmi di avere un supporto nella presentazione di una relazione consuntiva sul funzionamento dei servizi. La delibera prevedeva però una durata di 18 mesi». Considerata la scadenza di novembre, i consiglieri interessati avrebbero dovuto «chiedere la proroga a settembre».
Il sindaco ha poi aggiunto: «Qualcuno ha sostenuto che non l’ho rinnovata perché non ho ottenuto un parere allineato su una delle nostre partecipate (Cem, ndr). Non è vero. Tuttavia alcune forze di opposizione (Alleanza Progressista su facebook ndr) hanno iniziato a pubblicare note sui social sulla mancanza di pulizia e decoro in alcune zone della città».
Rispondendo a un intervento di Stefano Manzoni (Lega), Assi ha confermato l’intenzione di ricostituire la commissione Servizi con criteri diversi, ottenendo il favore del Carroccio.
Non passa l’ordine del giorno sul divieto di fumo fuori dagli edifici pubblici
Non ha avuto esito positivo neppure la proposta di Dominique Sabatini (Bet) di estendere il divieto di fumo nelle aree antistanti i luoghi pubblici. Secondo la consigliera, il divieto all’aperto nei pressi di scuole, aree giochi e oratori – già previsto dal regolamento di polizia urbana – dovrebbe essere esteso a spazi come come strutture sportive e centri commerciali, e altro. Ovvero ovunque l’accesso sia “obbligato” e vi sia il rischio di esposizione al fumo passivo.
Il sindaco Assi ha inizialmente invitato al ritiro della proposta e successivamente ha dato indicazione di votare contro. «Non possiamo impegnare la Giunta a duplicare provvedimenti e normative», ha dichiarato, facendo riferimento al regolamento di polizia urbana e alla legge Sirchia, in vigore a livello nazionale. «Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto». Ha inoltre promesso di rinnovare la segnaletica.
Motivazioni condivise dai consiglieri di maggioranza, che le hanno riprese nei loro interventi, non senza qualche stoccata. «Quando abbiamo inserito il divieto di fumo nel regolamento di polizia urbana, voi dell’opposizione avete votato contro», ha puntualizzato Michele Bulzomì (Forza Italia), sempre più a suo agio nel doppio ruolo di presidente e consigliere.
Spiegazioni che non hanno convinto la proponente: «Sono un’illusa perché pensavo che la politica potesse arrivare a una posizione unitaria – ha commentato amareggiata Sabatini –. Non so cosa i cittadini abbiano capito delle vostre motivazioni. Non vogliamo tutelare altri luoghi oltre a quelli previsti dal regolamento di polizia urbana? E le donne in gravidanza, e gli anziani?».
È stata infine Giovanna Borsotti (Brugherio Civica) a offrire una lettura politica del dibattito: «Pensavo che questo provvedimento passasse all’unanimità. Qui ci si arrampica sugli specchi pur di non votare qualcosa che arriva da questa parte dell’aula».




