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Hamnet – Nel nome del figlio: Il capolavoro di Zhao al San Giuseppe

La pluripremiata regista Chloé Zhao porta in sala il capolavoro di Maggie O'Farrell, svelando la dolorosa genesi dell'Amleto attraverso l'intenso sguardo di Agnes. Un viaggio viscerale e commovente in una famiglia segnata dal lutto, dove l'amore, l'ancestrale legame con la natura e il potere salvifico dell'arte si fondono.

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Questo fine settimana, il grande schermo del Cinema Teatro San Giuseppe di Brugherio si illumina con un’opera di rara potenza visiva ed emotiva: Hamnet – Nel nome del figlio. Diretta dalla pluripremiata Chloé Zhao (già vincitrice del Leone d’Oro e del premio Oscar per Nomadland), la pellicola ci trasporta nelle nebbiose e affascinanti campagne inglesi di fine XVI secolo, offrendoci una prospettiva inedita e struggente sulla genesi di uno dei più grandi capolavori della cultura occidentale: l’Amleto di William Shakespeare.

Hamnet, un (Anti)Biopic sulle Tracce di un’Assenza

Tratto dall’acclamato bestseller di Maggie O’Farrell, che ne ha curato la sceneggiatura insieme alla regista, Hamnet compie una scelta audace e vincente: decostruisce il classico dramma storico in costume per concentrarsi sulle assenze. Non a caso, il nome del celebre Bardo verrà pronunciato solamente verso la fine della narrazione.

Il vero cuore pulsante del film è Agnes, interpretata da una magistrale Jessie Buckley, protagonista di una delle performance più impressionanti di questo decennio. Figliastra cresciuta a stretto contatto con il bosco, misteriosa e “nata da una strega”, Agnes è una donna dotata di un’empatia ancestrale, capace di leggere le anime e di fondersi con la natura circostante. Attorno a lei nasce l’amore giovanile con un istitutore di latino (un bravissimo e tormentato Paul Mescal), destinato a sposarla e a darle tre figli: Susannah e gli inseparabili gemelli Judith e Hamnet.

Il Lutto, la Natura e il Potere Salvifico dell’Arte

Il film esplora con un tocco delicato, eppur inesorabile, il dramma indicibile della perdita. La prematura scomparsa del piccolo Hamnet a soli 11 anni (il cui nome, all’epoca, era una variante ortografica di Hamlet) apre una voragine familiare che Chloé Zhao cattura in modo sublime, mescolando lirismo ed estrema fisicità.

La regista indaga il confine sottile tra la vita e la morte, muovendosi in un sottobosco di foglie scosse dal vento e silenzi pesanti. In scena si alternano lo struggimento dell’elaborazione del lutto, freddezze coniugali e sguardi intensi, fino al disperato tentativo di Agnes di farsi guardare dal marito («look at me»), sfidando la paura di finire come Euridice in un personalissimo viaggio negli inferi.

Ma Hamnet è soprattutto una grandiosa riflessione sul potere dell’arte. Nel dolore straziante per una distanza che sembra incolmabile, la disperazione trova la sua catarsi sul palcoscenico del Globe Theatre. L’elaborazione della tragedia si trasforma in letteratura universale: vestendo i panni del padre-spettro in dialogo col giovane Hamlet, il drammaturgo tenta di sconfiggere, o almeno di scendere a patti, con la morte. Un climax emotivo mozzafiato dove teatro, cinema e vita vera si fondono, resi indimenticabili dalle struggenti note di On the Nature of Daylight di Max Richter.

Un’opera impossibile da ignorare, che scava negli animi per aiutarci a comprendere meglio noi stessi. Come direbbe il Bardo, per tutto il resto… è silenzio.

Scheda del film

TitoloHamnet – Nel nome del figlio
RegiaChloé Zhao
CastJessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn, David Wilmot
Nazionalità/AnnoGran Bretagna, USA 2025,
Durata125 minuti
GenereDrammatico

Giorni e Orari di Programmazione

GiornoDataOrari
Sabato 28 febbraioOre 21:15
Domenica1 marzoOre 15:30 – 18:15 – 21:15
Lunedì2 marzoOre 21:15

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