sabato, Febbraio 28, 2026
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Mattarella: rispetto per il CSM

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Necessario «ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare» nei confronti del CSM. Così si esprime il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo di persona durante una seduta del Consiglio Superiore della Magistratura. Il suo intervento, entra nel più ampio contesto del dibattito intorno alla riforma costituzionale che sarà oggetto di referendum nel mese di Marzo.

L’intervento a sorpresa del Presidente

Il Presidente della Repubblica è formalmente membro a pieno titolo del CSM. Tuttavia, per prassi istituzionale, è raro che questo sia presente durante le sedute ordinarie. Questo per limitare la presenza politica all’interno dell’organo. Lo stesso Mattarella lo ha ribadito nel suo intervento, ricordando come sia la prima volta nell’arco di undici anni di mandato presidenziale.

Ciò che a spinto Mattarella a presentarsi con scarso preavviso, tuttavia, è « la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare – particolarmente da parte delle altre istituzioni – nei confronti di questa istituzione».

Il riferimento alle dichiarazioni pubbliche del governo

Sebbene non esplicito, il riferimento del Presidente sembra essere mirato direttamente allo scontro acceso che si sta sviluppando intorno alla riforma costituzionale. Non è un caso, probabilmente, che solo pochi giorni prima il Ministro Nordio avesse dichiarato che il CSM sia affetto da un «sistema para-mafioso». In questo contesto, Mattarella invoca al rispetto per le istituzioni e allo sviluppo di un dibattito meno polarizzante.

A seguito dell’intervento, il Ministro Nordio ha avuto occasione di rispondere, promettendo che il governo s’impegnerà a fare la propria parte «mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni». Queste dichiarazioni, però, risultano immediatamente sconfessate dalla Presidente del Consiglio Meloni, la quale non ha perso occasione di attaccare esplicitamente la Magistratura in luogo della sentenza emessa sul caso Sea Watch.

Istituzioni non esenti da errori

Mattarella ribadisce inoltre come la presenza di criticità nel CSM non siano motivo di vilipendio dello stesso. Come ha ribadito, l’istituzione è senza dubbio «non esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario».

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