Il Cinema San Giuseppe di Brugherio si conferma ancora una volta il cuore pulsante della riflessione cinematografica locale. Per la rassegna Bresson 2025-2026, giovedì 19 e venerdì 20 febbraio 2026, lo schermo si accenderà su un’opera necessaria, potente e dolorosa: “Un semplice incidente” di Jafar Panahi.
Vincitore della Palma d’Oro a Cannes, questo film non è solo un evento cinematografico, ma un atto di resistenza civile che arriva a Brugherio carico di domande che bruciano sotto la superficie della quotidianità.
Il caso e la necessità: la trama
Tutto inizia in una strada buia. Un’auto investe un cane. È, appunto, “un semplice incidente”. Ma nel cinema di Panahi, il caso è spesso il velo che copre una traiettoria già segnata. La moglie del guidatore lo dice chiaramente: “Le cose accadono perché Dio vuole che accadano”.
Subito dopo, però, la narrazione scarta bruscamente verso il thriller psicologico e politico. Vahid, un meccanico segnato dalla detenzione politica, crede di riconoscere in quell’uomo “Gamba di legno”, il torturatore più feroce incontrato in carcere. Non lo ha mai visto in faccia, ma il suono è inconfondibile: il rumore sordo e ritmico di una protesi che batte sul terreno. Da qui parte una caccia all’uomo febbrile, un viaggio su un furgoncino che si trasforma in un “tribunale del popolo ambulante”, dove vittime e presunti carnefici si trovano stretti nello stesso spazio fisico e morale.
Un Panahi “nuovo” ed essenziale
Abbandonando i giochi metacinematografici dei suoi lavori precedenti (come Taxi Teheran o Gli orsi non esistono), Panahi sceglie qui uno stile secco, diretto e tesissimo. Il regista rinuncia a mostrarsi, evitando di fare della propria vicenda personale un simbolo di martirio, per tornare a un cinema di “cose concrete”.
“Volevo girare un film che fosse un documento storico per il futuro”, ha dichiarato Panahi. “Qualcosa che ricordasse per sempre cosa abbiamo vissuto in questo periodo”.
Il film si muove tra le atmosfere del road movie e i toni della commedia nera, sfiorando a tratti il Teatro dell’Assurdo. Eppure, ogni scena sprigiona una potenza reale, a tratti agghiacciante, come nel caso del piano-sequenza finale dove le vittime devono decidere il destino del loro aguzzino.
I temi: Giustizia o Vendetta?
Il cuore pulsante della pellicola risiede nel dilemma morale: la violenza subita può giustificare altra violenza? Panahi mette in scena un gruppo di persone comuni, appartenenti alla classe popolare, tutte ferite dal regime. Il regista esplora il confine sottile tra vittima e carnefice, chiedendosi se sia possibile spezzare il circolo vizioso dell’odio senza perdere la propria umanità.
Un elemento di grande rottura è la rappresentazione delle donne senza velo, un esplicito omaggio alla lotta di ribellione che sta scuotendo l’Iran. Le donne sono il centro segreto del film, capaci di saldare pietà e brutalità in un unico gesto, come nella straordinaria scena dell’ospedale dove l’umanità prevale nonostante l’orrore passato.
Perché non perderlo
“Un semplice incidente” è un film che non offre risposte consolatorie. Esce dalla sala con noi, lasciandoci addosso l’eco di quel suono di passi che, anche se non ha volto, continua a far risuonare la paura. È un’opera che ci ricorda come la Settima Arte possa essere la risposta più forte ai regimi autoritari.
Scheda del film
| Titolo Originale | Yek tasadef sadeh |
| Titolo Italiano | Un semplice incidente |
| Regia | Jafar Panahi |
| Cast | Vahid Mobasseri, Mariam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten, Madjid Panahi |
| Nazionalità/Anno | Iran, Francia, Lussemburgo 2025 |
| Durata | 105 minuti |
| Genere | Drammatico |
Giorni e Orari di Programmazione
| Giorno | Data | Orari |
| Giovedì | 19 Febbraio 2026 | Ore 15:00 e Ore 21:15 |
| Venerdì | 20 Febbraio 2026 | Ore 21:15 |




