domenica, Febbraio 15, 2026
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Musica, Cervello, Musicoterapia nel comune di Brugherio 

Mercoledì 11 febbraio la Sala Consiliare di Brugherio si è trasformata in uno spazio di incontro tra neuroscienza ed emozione, dove teoria e pratica hanno mostrato come la musica possa attivare il cervello, favorire relazione e diventare strumento concreto di benessere.

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La Sala Consiliare di Brugherio, mercoledì 11 febbraio, si è trasformata in un’aula di neurologia e, allo stesso tempo, in uno spazio di ascolto. È andato in scena il secondo appuntamento della prima edizione di “Musica, Cervello, Musicoterapia”, inserito nella rassegna Fatti Idee, promossa dalla Città di Brugherio in collaborazione con la Fondazione Luigi Piseri.

Ad aprire l’incontro la vicesindaca Mariele Benzi: “con questo progetto vogliamo portare a Brugherio ospiti che ci permettano di conoscerci meglio come persone, attraverso temi che toccano la nostra quotidianità e il nostro modo di stare al mondo”.

A lezione di Livio Claudio Bressan 

La serata è quindi entrata nel vivo con Livio Claudio Bressan, neurologo, musicista e compositore, che ha guidato il pubblico in una riflessione sulle relazioni tra ascolto musicale e attività cerebrale.

Bressan ha spiegato quanto potente sia il coinvolgimento del nostro cervello quando ascoltiamo musica: non è solo un’esperienza emotiva, ma un fenomeno complesso che attiva simultaneamente molte aree cerebrali, comprese quelle legate alla percezione, al movimento e alla memoria. Studi neuroscientifici confermano, infatti, che l’ascolto musicale stimola regioni come il sistema limbico.

Musica e linguaggio, ha proseguito Bressan, implicano processi diversi: “la prima intreccia sensazioni, emozioni e ritmo, mentre il linguaggio verbale segue percorsi più analitici e sequenziali nel cervello”. È proprio questa capacità della musica di attraversare la nostra esperienza soggettiva che ne fa un ponte così potente tra la mente e le emozioni.

Infine, il professore ha introdotto il concetto di musicoterapia, definita come modalità di intervento che utilizza musica e suono come strumenti di comunicazione non verbale, per favorire benessere e relazione, in contesti educativi, riabilitativi o terapeutici.

Entrare nel vivo: l’esperienza con Stefanna Kybalova 

Dalla teoria si è passati alla pratica con Stefanna Kybalova, musicoterapeuta diplomata al Conservatorio di Verona, che ha accompagnato il pubblico in un’esperienza diretta.

A introdurre il momento musicale sono stati due studenti della Scuola Luigi Piseri, Stefano Scala e Annamaria Bernadette Cristian, che con violoncello e clarinetto hanno eseguito l’“Aria sulla quarta corda” di Johann Sebastian Bach.

L’esercizio proposto era semplice: inspirare contando fino a sei, espirare fino a quattro, lasciandosi guidare dalle vibrazioni. Dopo pochi minuti, il ritmo del respiro sembrava sincronizzarsi con quello della musica.

Al termine, Kybalova ha chiesto al pubblico di condividere le sensazioni provate. Alcuni hanno parlato di rilassamento, altri di immagini evocate, altri ancora di una maggiore consapevolezza corporea. È qui che si comprende il senso della musicoterapia: non si tratta solo di ascoltare, ma di entrare in relazione.

La parte conclusiva della serata ha reso ancora più evidente questo aspetto. Stefanna ha simulato una seduta di musicoterapia coinvolgendo prima la vicesindaca Benzi e poi un volontario dal pubblico. Attraverso il dialogo e l’ascolto, ha costruito un percorso musicale personalizzato, modulando voce e pianoforte in base alle reazioni dell’interlocutore.

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