domenica, Febbraio 1, 2026
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Gioco d’azzardo, in Lombardia raccolta da 24,8 miliardi

Nel 2024 la raccolta pro capite era di 1.243 euro pro capite. Monza e Brianza quarta tra le province della regione Coinvolto il 54% degli studenti. La Commissione Antimafia chiede più prevenzione, servizi di cura e controlli contro riciclaggio e criminalità.

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Nel 2024, in Lombardia, la raccolta complessiva del gioco d’azzardo, tra canali fisici e online, ha raggiunto i 24,84 miliardi di euro, pari al 15,9% del totale nazionale, che ammonta a 157 miliardi. Un dato che, flessione del 2020 legata al Covid a parte, è in crescita dal 2017 (anche se l’incidenza sul totale nazionale è leggermente diminuita, segno che altrove si gioca di più). La raccolta pro capite in regione è pari a 2.478 euro. Allo stesso tempo emerge un elemento che segnala una forte disomogeneità territoriale: in 171 Comuni lombardi la raccolta da gioco è stata prossima allo zero.

Sono numeri delineati nella relazione “L’evoluzione del gioco d’azzardo in Lombardia tra digitalizzazione e nuove vulnerabilità”, redatta dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che sono stati alla base della discussione nella Commissione speciale antimafia (biennio 2024-2025) e hanno portato alla stesura della “Relazione sulle sette audizioni sul gioco d’azzardo e le ludopatie”, presentata al Consiglio regionale dalla presidente Paola Pollini (M5S).

Il gioco in Lombardia

Più nel dettaglio, nel 2024 la Lombardia, con una raccolta pro capite del giocato su rete fisica pari a 1.243 euro, si colloca al terzo posto tra le regioni, dietro ad Abruzzo e Campania, e sopra la media nazionale di 1.109 euro a testa. Il Comune con la maggiore raccolta pro capite per giochi su rete fisica è Varedo, in Brianza, con un giocato di oltre 107 milioni nel 2024, pari a oltre 7.744 euro a testa. Quello meno incline al gioco d’azzardo fisico è Mariana Mantovana, dove si sono giocati solo 38 euro complessivi, pari a cinque centesimi a testa.

Molto probabilmente la diminuzione dell’incidenza della raccolta lombarda rispetto a quella nazionale è dovuta al gioco su piattaforme online. Con una raccolta di 1.236 euro pro capite, la Lombardia si trova al dodicesimo posto, sotto la media nazionale (1.549 euro pro capite) e molto lontana dalla prima, la Campania (2.342 euro pro capite). Tuttavia, in Lombardia il gioco online è in crescita costante dal 2018. Lo dimostrano i conti aperti per accedere alle piattaforme: si è passati infatti da circa 12 milioni di conti attivi a oltre 20 milioni nel 2024. Per inciso, sono più di uno a testa.

Il dato sulle province e sui giovani

Tra le province lombarde, Monza e Brianza si trova al quarto posto, con una raccolta totale pro capite di 2.511 euro nel 2024, di cui 1.250 euro dal fisico e 1.261 dall’online. Al primo posto c’è Milano (2.750 euro pro capite), poi Como (2.700) e Sondrio (2.623). Monza e Brianza si colloca quindi sotto la media nazionale (2.658 euro pro capite) e sotto quella lombarda (2.478 euro pro capite).

Accanto ai dati economici, il documento richiama un altro indicatore ritenuto particolarmente significativo: la diffusione del gioco tra i più giovani. Nel 2024 in Lombardia il 54% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta, a fronte di una media nazionale del 57,4%. In termini assoluti si tratta di 840 mila studenti minorenni coinvolti nel fenomeno.

Il lavoro della comissione e l’intervento della presidente pollini

Il documento presentato in consiglio è il risultato di sette audizioni che hanno coinvolto operatori sanitari, forze dell’ordine, amministratori locali, esperti e rappresentanti del Terzo settore. Dalle testimonianze raccolte emerge, secondo la presidente Pollini, «un quadro complesso e preoccupante, in cui la liberalizzazione del settore non ha portato maggiore sicurezza».

«Moltiplicando le opportunità per gli operatori onesti – ha dichiarato – si è parallelamente offerto maggiore spazio alla criminalità organizzata». Le audizioni hanno evidenziato come le organizzazioni mafiose abbiano progressivamente adattato le proprie modalità operative: non solo gestione del gioco illegale, ma anche infiltrazioni nel gioco legale, in particolare nel comparto online.

Secondo quanto riportato nella Relazione consiliare, il gioco su piattaforme digitali rappresenta oggi «un canale privilegiato per il riciclaggio di denaro», grazie all’utilizzo di server e circuiti esteri che sfuggono al controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un altro aspetto emerso riguarda la dimensione sociale del fenomeno. «La criminalità – ha sottolineato Pollini – approfitta della vulnerabilità di chi sviluppa una dipendenza, concedendo prestiti usurari e chiedendo in cambio prestazioni illecite. Così il gioco può diventare la porta d’ingresso alla marginalità e alla criminalità».

Da qui la necessità, evidenziata nel documento, di integrare politiche sanitarie, sociali e di legalità, affinché il contrasto alle ludopatie diventi parte integrante delle strategie di tutela delle comunità.

Le linee di intervento

Tra le indicazioni prioritarie individuate dalla Commissione vi è il rafforzamento della prevenzione precoce, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Un obiettivo che passa anche attraverso il potenziamento dei servizi di cura: SerD, sportelli ospedalieri dedicati e comunità terapeutiche.

Sul piano istituzionale, la Relazione sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza dei dati e di strumenti di monitoraggio costanti, ritenuti condizioni indispensabili per una governance efficace del fenomeno.

Un ulteriore punto riguarda la regolazione locale. La Commissione chiede che il riordino nazionale del settore non riduca la capacità di intervento dei Comuni, ma al contrario sostenga le reti territoriali attraverso meccanismi di premialità e incentivi per gli esercenti che scelgono di dismettere gli apparecchi da gioco.

Viene inoltre sollecitato un maggiore coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni nel contrasto al gioco illegale e al riciclaggio, con il potenziamento dei controlli interforze e l’impiego di tecniche di anomaly detection per individuare flussi anomali di denaro.

Il dibattito in aula

Nel corso della discussione in Consiglio regionale sono intervenuti esponenti di diversi gruppi consiliari. Paola Bulbarelli (FdI), segretaria della Commissione, ha evidenziato «l’approccio integrato e tempestivo assunto da tempo, con responsabilità e autonomia, da Regione Lombardia, che tiene insieme prevenzione, cura e lotta all’illegalità», indicando la regione come «punto di riferimento nazionale» su questo fronte.

Soddisfazione è stata espressa anche dal vicepresidente della Commissione, Luca Marrelli (Lombardia Ideale), che ha sottolineato come la Lombardia «porti avanti da tempo forme di prevenzione e di contrasto» e come sia necessario «rafforzare la sinergia tra soggetti istituzionali e Terzo settore, investendo in prevenzione e nelle misure di sostegno ai più fragili e ai giovani».

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