sabato, Gennaio 31, 2026
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“La sindaca chieda scusa”, a Lesmo mozione post Brianza Pride 2025

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Si va verso l’organizzazione del Brianza Pride 2026, ma le polemiche per quello del 2025 svolto ad Arcore non si sono affatto placate. A riportarle in auge ci ha pensato la minoranza di centrodestra del Comune di Lesmo, con una richiesta di scuse e di un atto riparatore indirizzata alla sindaca Sara Dossola.

Ma andiamo con ordine, riavvolgendo il nastro. A settembre 2025 la manifestazione Brianza Pride ha sfilato per le strade di Arcore con un corteo a tappe intitolato “Via Frocis”. Una scelta lessicale forte, fatta “in reazione alle dichiarazioni del cardinal Muller” e come “riappropriazione dell’offesa, utilizzando lo stesso termine usato da altri per offendere un singolo e contemporaneamente tutta una categoria di persone” a detta di Brianza Oltre Arcobaleno, capofila nell’organizzazione dell’evento.

In tanti l’hanno ritenuta di cattivo gusto o anche al limite della blasfemia, criticando pubblicamente la scelta o – nel caso di vari comuni brianzoli – adducendola come motivazione per la non concessione del patrocinio all’iniziativa. Il comune di Lesmo aveva invece concesso il patrocinio e la sindaca Sara Dossola ha anche partecipato personalmente alla parata di settembre 2025 ad Arcore.

Il 20 gennaio scorso, a quattro mesi di distanza, i consiglieri di centrodestra Luca Zita, Federica Bonfanti, Carlo Colombo e Laura Confalonieri hanno presentato una mozione chiedendo alla sindaca di scusarsi e invitandola a “compiere un gesto significativo, discostandosi dalla manifestazione della Via Frocis e a partecipare alla Via Crucis precedente alla Pasqua, accanto a don Mauro Viganò e a don Stefano Borri”.

Le motivazioni risiedono nell’aver patrocinato e presenziato all’evento in rappresentanza di tutta la comunità, sebbene parte della comunità rappresentata si dissoci e si senta anche offesa dai contenuti e dalle modalità della manifestazione, ritenuti oltraggiosi verso la cultura e la sensibilità cristiana.

La replica del Coordinamento Brianza Pride

Senza mezzi termini la replica del Coordinamento Brianza Pride tramite nota stampa: “Probabilmente i consiglieri di minoranza non hanno reali argomenti politici con cui confrontarsi con la sindaca di Lesmo e hanno quindi scelto di utilizzare strumentalmente il Brianza Pride per meri scopi di polemica locale.”

E poi minacciano la denuncia per diffamazione, con particolare riguardo al passaggio della mozione in cui si parla della «assai sgradevole e niente affatto simpatica parodia della cerimonia religiosa cristiana della Via Crucis del Venerdì Santo prima della Santa Pasqua, definita molto infelicemente Via Frocis» che si sarebbe tenuta durante la manifestazione con «una serie di sei “stazioni”, corredate da presunte rappresentazioni goliardiche e altrettanto discutibili messe in scena teatrali, costruite sulla falsariga di quelle previste dalla ritualità della cerimonia religiosa pre-pasquale».

Per BOA e il Coordinamento si tratta di una “affermazione gravissima, priva di qualsiasi fondamento nei fatti” e invitano i consiglieri a riguardare i video e rileggere gli articoli di stampa locale che documentano l’accaduto. “Basterebbe fare una telefonata al sindaco di Arcore Maurizio Bono – suggeriscono nella nota – che non è un nostro alleato politico, né parte dell’organizzazione del Brianza Pride. Ha seguito l’intera manifestazione dal centro di coordinamento della Polizia Locale e neppure lui ha avuto modo di riscontrare quanto i consiglieri dichiarano di aver visto, semplicemente perché quell’allestimento goliardico e quelle messe in scena teatrali non sono mai esistite”

Manca ancora la replica dell’interessata, ossia la sindaca Dossola, che non si è pronunciata a riguardo. Se la situazione non verrà ricomposta prima, la mozione verrà discussa nel prossimo consiglio comunale, che dovrebbe avvenire la prossima settimana.

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