La Fondazione Luigi Piseri guarda al 2026 con incertezza in attesa della nuova governance, dopo un 2025 chiuso con una variazione dello statuto. Il Consiglio di Indirizzo è stato designato la scorsa primavera ma non può iniziare a operare, perché ancora in attesa del via libera della Prefettura. Questo passaggio è peraltro necessario per permettere al comune di erogare i finanziamenti per il 2026.
Una volta sciolto questo nodo burocratico, inizierà un nuovo percorso per la Fondazione, tornata negli ultimi mesi sotto il controllo dell’amministrazione pubblica. Il Comune di Brugherio potrà fare la sua parte sostenendo economicamente la Fondazione, che è stata oggetto di dibattito nei Consigli Comunali degli ultimi due anni.
Ripercorriamo dunque l’ultimo biennio: dal momentaneo passaggio a Ente del Terzo Settore (ETS) sotto l’amministrazione Troiano, al nuovo statuto approvato dal Consiglio Comunale, passando per le accuse che il Consigliere Massimo Pirola (BPE) ha rivolto alla precedente dirigenza.
Gambaro: “ETS? Lo siamo stati, poi un passo indietro”
Per capire i motivi che hanno portato alla modifica dello statuto, occorre fare un passo indietro. Nel 2022 la Fondazione divenne per un breve periodo un Ente del Terzo Settore. A raccontarlo è lo stesso direttore Roberto Gambaro: “ETS? Lo siamo diventati, ma da subito si sono intravisti problemi con l’amministrazione e alcuni funzionari, dunque abbiamo preferito fare un passo indietro, rivedendo lo statuto. C’erano vantaggi e svantaggi, dal punto di vista economico, ma credo che in fin dei conti sia stato un adeguamento formale”.
Il centrodestra di Roberto Assi ha infatti più volte sostenuto che il passaggio a ETS avrebbe interrotto i finanziamenti diretti da parte del comune. Un Ente del Terzo Settore non può infatti ricevere direttamente contributi da parte del Comune ma deve passare da un bando di gara per ottenerli. Così facendo, però, il rischio per il Comune di Brugherio sarebbe stato di perdere un fiore all’occhiello della città; un’attività quarantennale sul territorio.
Passare da bando è, in linea teorica, sempre un rischio: in una competizione può presentarsi una terza realtà molto qualificata che ottiene l’assegnazione. Di contro, lo status di ETS permette una maggiore agilità e autonomia gestionale rispetto agli enti pubblici.
A novembre 2024 si accende il dibattito
IL momento in cui lo status della Fondazione torna sotto i riflettori è novembre 2024. Durante un intervento in Consiglio Comunale, il consigliere Pirola, propose ai colleghi una mozione per riavviare il processo di revisione dello statuto. A questo seguì una doppia accusa da parte dello stesso Pirola ai vertici di allora della Fondazione: “aver mangiato parte del fondo patrimoniale” e aver “inventato fantasiose deduzioni fiscali illegali”. A queste se ne è subito aggiunta una politica diretta all’ex assessora Laura Valli, delegata alla Piseri nel 2022, e all’ex sindaco Marco Troiano. Pirola accusò i due di “essersi persi” che un’istituzione comunale non fosse più tale.
A queste accuse, l’ex presidente della Fondazione Carlo Mariani, vicino al PD, e il Consigliere Delegato Vincenzo Sergio Vitale, hanno risposto con un comunicato ufficiale. Hanno respinto punto per punto le accuse, definendole come diffamatorie. Gli ex dirigenti della Fondazione hanno ribadito la piena legittimità della propria gestione, ricordando la sua natura di ente di diritto privato con personalità giuridica, la correttezza delle deduzioni fiscali, la liceità dei compensi agli organi di gestione e l’assenza di irregolarità nell’utilizzo del fondo di dotazione, chiarendo di aver sempre operato nel rispetto della legge e in costante rapporto con l’Amministrazione comunale. Sulla vicenda L’ex assessora alla Piseri, Laura Valli, commenta: “Il passaggio a ETS andava ragionato meglio”.
La mozione proposta dal Consigliere è stata approvata con l’astensione dell’opposizione.
Il nuovo statuto:
Il nuovo statuto è stato poi definitivamente approvato lo scorso sei marzo. Tra le novità più rilevanti vi è una clausola che impedisce alla fondazione di diventare un ETS senza l’approvazione del Consiglio Comunale. “Abbiamo deciso questa cosa per evitare che possa risuccedere quanto già accaduto, obbligando chi governerà in futuro a passare da Consiglio Comunale per modificare lo statuto”, spiega Pirola.
Poi, continua il consigliere, il nuovo statuto non è nient’altro che un ritorno a quello precedente. Prevede che gran parte dei membri del Consiglio di Indirizzo della Piseri vengano eletti dal Fondatore Promotore, ovvero il Comune stesso. Villa Fiorita può scegliere fino a sette membri su undici del Consiglio di Indirizzo, che a sua volta eleggono l’Organo di Gestione. Quest’ultimo può variare da uno a tre membri in base alla nomina: Consigliere Delegato o Consiglio di Gestione.
Ora si attende la Prefettura
Archiviate le modifiche allo statuto è stato poi designato il nuovo CdI. Tuttavia, quest’ultimo non è ancora in grado di operare. Il motivo è che non è ancora arrivata l’approvazione della Prefettura. Lo spiega il direttore Gambaro: “Lo scorso luglio abbiamo presentato alla Prefettura l’atto notarile contenente la modifica statutaria e le nuove nomine del CdI, ma stiamo ancora aspettando la risposta”.
Questo è un passaggio necessario anche per permettere che il Comune possa erogare i fondi alla Fondazione. “Stiamo aspettando la Prefettura per l’accettazione delle modifiche, dopo si potrà procedere con i contributi per il 2026”, conclude l’assessore alla Piseri Carlo Nava.




