Si chiude con una battuta d’arresto la vicenda giudiziaria legata all’appalto del verde di Brugherio. Villa Fiorita rinuncia infatti al ricorso al Consiglio di Stato. Dopo la condanna incassata davanti al Tar Lombardia, la giunta ha deciso di non impugnare la sentenza che ha accolto il ricorso del Consorzio Stabile Alpi sull’appalto per la gestione del verde pubblico.
La decisione è contenuta in una delibera approvata il 19 dicembre scorso, con cui l’amministrazione prende atto del parere dei legali che hanno seguito il Comune nel giudizio di primo grado. Secondo gli avvocati, la sentenza del Tar — la numero 3980 del 5 dicembre 2025 — è «coerente con i principi del giudizio amministrativo» e non presenta «profili evidenti di illogicità o contraddittorietà» tali da giustificare un appello sostenibile.
Il ricorso del Consorzio Stabile
Il contenzioso era stato avviato dal Consorzio Stabile Alpi, che aveva chiesto l’annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto, vinto dalla società Malegori, per la cura e la manutenzione del verde pubblico cittadino. Il Tar ha dato ragione al Consorzio, condannando il Comune anche al pagamento di 2.000 euro di spese processuali.
Una scelta che segna un cambio di passo rispetto alle dichiarazioni rilasciate in precedenza dal sindaco Roberto Assi. All’indomani della sentenza, il primo cittadino aveva infatti annunciato di stare valutando il ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che i limiti dimensionati concessi alla difesa non fossero congrui per un Comune delle dimensioni di Brugherio.
La giunta, però, dopo aver esaminato il parere tecnico e giuridico, ha deciso di fermarsi. Nel provvedimento si legge che i contenuti della sentenza «non inducono questa Amministrazione al ricorso» e che non vi sono le condizioni per proseguire il contenzioso in secondo grado. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, per formalizzare senza ulteriori ritardi la rinuncia all’impugnazione.
Le prossime tappe
Resta ora aperto il nodo dell’appalto e delle conseguenze operative della pronuncia del Tar. Come noto, l’aggiudicazione contestata è stata il frutto di un conteggio errato rispetto al ribasso della base d’asta che il giudice ha ritenuto fosse dovere delle amministrazioni (Comune e stazione appaltante della provincia di Monza e Città Metropolitana di Milano) correggerlo.
E vale la pena ricordare che tra gli atti di cui il Consorzio ha chiesto l’annullamento c’è la nota del 21 novembre 2024 con cui il responsabile unico del procedimento del Comune di Brugherio ha renuto “non anomalo” e “congruo” il ribasso proposto da Malegori.
La correzione dell’errore da parte del giudice ha tolto a Malegori il primato dell’offerta più vantaggiosa. La seconda in graduatoria, Ti-Effe, dovrà essere sottoposta a un controllo per accertare l’assenza di anomalie dell’offerta. L’esito deciderà chi tra Ti-Effe e Consorzio Stabile avrà l’incarico del servizio. Il taglio dell’erba dovrà partire in primavera.




