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Milano celebra i 100 anni della Nazionale di basket: memoria, sport e futuro in Piazzale Accursio

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Milano ha reso omaggio alla storia della pallacanestro italiana celebrando, sabato 4 aprile 2026, il centenario della prima partita disputata dalla Nazionale azzurra. Proprio nel luogo in cui tutto ebbe inizio, l’attuale Piazzale Accursio, un tempo sede del Poligono di tiro alla Cagnola, istituzioni, ex campioni e appassionati si sono riuniti per ricordare un momento fondativo dello sport italiano.

Cuore della cerimonia è stata l’inaugurazione di una stele commemorativa, fortemente voluta da Pierluigi Marzorati e Giorgio Papetti, due figure simbolo del basket nazionale. Il monumento sorge accanto al campo dove, esattamente cento anni prima, l’Italia scrisse la prima pagina della sua storia cestistica.

La celebrazione di Piazzale Accursio non è stata soltanto un omaggio al passato, ma un ponte tra generazioni. In un luogo simbolico, Milano ha ricordato come il basket sia molto più di uno sport: è identità, comunità e futuro.

Milano: 4 aprile 1926

Era la domenica di Pasqua del 1926 quando l’Italia affrontò la Francia nella sua prima partita ufficiale. Il match, disputato su un campo in terra battuta, “livellato al meglio”, allestito nel cortile del poligono, vide gli azzurri imporsi per 23-17, dopo un primo tempo chiuso sul 12-6.

Una vittoria tutt’altro che scontata contro una nazionale più esperta, che segnò però l’inizio della diffusione della pallacanestro in Italia. In campo scesero Carlo Canevini, Alberto Valera, Guido Brocca, Giannino Valli e Giovanni Ortelli, sotto la guida del commissario tecnico Marco Muggiani.

Quella partita rappresenta oggi un simbolo: il punto di partenza di un percorso lungo un secolo, fatto di successi, difficoltà e continua evoluzione.

Le voci dei protagonisti: tra memoria e orgoglio

Tra gli ospiti più attesi, Sandro Gamba, leggenda del basket italiano e membro della Hall of Fame, ha condiviso un ricordo personale e intenso: “Sono molto orgoglioso di questa targa. Io ho cominciato che eravamo in pochi, siamo arrivati, abbiamo vinto, abbiamo convinto, abbiamo divertito. Io mi sono divertito e riesco a vivere grazie a questo.”

Un intervento carico di emozione, che ha sottolineato il legame profondo tra sport, vita e identità.

Sulla stessa linea Fausto Maifredi, Presidente d’Onore della Federazione Italiana Pallacanestro: “Si trattò di uno scontro fortunato che portò alla vittoria. Poi ci furono periodi di ascesa e altri meno positivi. Ma è importante essere qui, cento anni dopo, a celebrare questa storia.”

Milano e il basket: una storia condivisa

L’evento ha avuto anche un forte significato territoriale. Simone Zambelli ha evidenziato il valore storico del quartiere: “Questa zona ha una storia straordinaria. È bello avere una targa che riporti alla memoria un momento così importante, anche per il Municipio 8.”

Un concetto ribadito anche dalle istituzioni presenti. Il viceprefetto Massimo Signorelli ha sottolineato il ruolo sociale dello sport: “Questi eventi valorizzano il movimento sportivo come elemento di coesione sociale, soprattutto per i giovani.”

Il Questore di Milano Bruno Megale ha poi aggiunto: “Il basket è integrazione, inclusione. Unisce senza distinzioni. Celebrarlo in un campetto di periferia, che oggi non è più periferia, è un segnale fortissimo per una città che sta cambiando in questo senso.”

Il basket come linguaggio universale

Presente anche una rappresentanza del Consolato degli Stati Uniti, a testimonianza delle radici internazionali di questo sport. Il basket, nato oltreoceano, viene oggi riconosciuto come strumento di dialogo tra culture: “Lo sport è una forma di diplomazia. Il basket racconta valori come gioco di squadra, rispetto ed eccellenza, che uniscono Stati Uniti e Italia.”

Un legame destinato a rafforzarsi ulteriormente, anche alla luce del futuro insediamento del nuovo consolato americano proprio in questa area.

Il valore dello sport e delle comunità

Marco Riva ha ricordato l’importanza della memoria e del lavoro quotidiano: “Siamo nani sulle spalle dei giganti. Questo sport vive grazie a dirigenti e volontari che operano con passione. È fondamentale ricordare chi ha costruito questo mondo.”

Un pensiero condiviso anche da Marco Pieghi, che ha sottolineato il ruolo delle società storiche nello sviluppo della pallacanestro italiana, definendole “l’humus” su cui è cresciuto questo sport.

Uno sguardo al futuro

A chiudere la cerimonia è stato nuovamente Pierluigi Marzorati, con un messaggio rivolto alle nuove generazioni: “Questo non è un traguardo, ma una partenza. Dobbiamo coinvolgere sempre più ragazzi, allenatori e famiglie. Lo sport deve essere prevenzione, socializzazione, vita insieme.”

Un augurio esteso anche alla Nazionale, oggi guidata dal nuovo commissario tecnico Luca Banchi, con la speranza di un ritorno ai vertici internazionali già dai prossimi appuntamenti mondiali.

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