HomeArte, cultura e spettacoliI colori del tempo al San Giuseppe: Klapisch tra pixel e pennelli

I colori del tempo al San Giuseppe: Klapisch tra pixel e pennelli

Klapisch firma una commedia sofisticata che congiunge la frenesia digitale di oggi alla poesia della Belle Époque. Un’eredità in Normandia diventa il pretesto per un viaggio nella memoria, dove il confronto tra generazioni rivela che il futuro è possibile solo riscoprendo le proprie radici. Un racconto lieve e affilato sulla necessità di riconciliarsi con il passato.

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Scocca subito una freccia: ironica, lieve, affilata. I colori del tempo, il nuovo film di Cédric Klapisch presentato fuori concorso a Cannes, non ha bisogno di gridare. Non pretende di riscrivere il cinema, ma fa qualcosa di più raro: ti prende per mano, ti racconta una storia e ti lascia addosso quella strana sensazione delle giornate normanne, che iniziano col sole e finiscono con un pensiero. L’appuntamento è per sabato 11 aprile alle ore 17 presso il Cinema San Giuseppe di Brugherio, all’interno della rassegna “Di Sabato”.

Un’eredità tra due secoli

Siamo di fronte a un classico film à tiroirs: una costruzione a incastri dove le vite frenetiche di oggi si rifrangono in quelle sognanti di ieri. Quattro parenti dai profili quasi caricaturali — un influencer svogliato, un apicoltore anticapitalista, un professore mite e un’ingegnera senza respiro — si ritrovano in un vecchio casolare in Normandia per sistemare un’eredità. Ma tra le mura riemergono le tracce di Adèle Meunier (interpretata da una magnetica Suzanne Lindon), una giovane che nel 1895 lasciò la provincia per la Parigi della Belle Époque.

Il film si biforca, danza tra i secoli: i pittori bohémiens e i pionieri della fotografia fanno da contrappunto a creatrici di contenuti e storiche dell’arte “instagrammabili”. Klapisch, veterano noto per L’appartamento spagnolo, firma qui forse la sua opera più ispirata, muovendosi con una leggerezza che potremmo definire mozartiana.

Il bisturi dell’ironia

La scena d’apertura è una dichiarazione d’intenti: in un museo, una modella bellissima e vacua tenta di modificare digitalmente un quadro perché “non sta bene col vestito”. È qui che l’autore affonda il bisturi bonario nel culto dell’apparenza e nella velocità che schiaccia la profondità. Non c’è livore, solo un’alzata di sopracciglio. Il messaggio è chiaro: i colori del tempo non si toccano.

Nonostante qualche sbandata corale e alcuni cliché, il film brilla per la sua capacità di far dialogare le generazioni. Come sottolineato dalla critica, l’opera rievoca le atmosfere oniriche di Midnight in Paris, culminando in un “trip” psichedelico che congiunge presente e passato.

I colori del tempo: perché vederlo

I colori del tempo non è un capolavoro che segna la storia del cinema, ma è un film che “passa bene”, regalando una joie de vivre rara. Ci ricorda che prima di inventare il nuovo, dovremmo imparare a rovistare tra le pieghe dell’antico. Non per nostalgia, ma per lucidità.

In un’epoca di algoritmi e ritocchi digitali, Klapisch ci offre un consiglio prezioso attraverso i suoi personaggi: se non avete un fiore, al vostro amore offrite un sasso. Non appassisce. Proprio come le radici che, una volta ritrovate, ci permettono finalmente di guardare al futuro con occhi nuovi.

Al Bresson c’è La Grazia

La prossima settimana per la rassegna del Bresson sarà la volta de La Grazia, l’ultimo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo. Al San Giuseppe era stato già programmato le scorse settimane come film del weekend, a questo link trovate la nostra recensione. Sarà in programma mercoledì 8 aprile, giovedì 9 aprile e venerdì 10 aprile alle 21:15; giovedì 9 aprile anche alle ore 15.

 Scheda del film

TitoloI colori del tempo
RegiaCédric Klapisch
CastSuzanne Lindon, Abraham Wapler, Julia Piaton, Vincent Macaigne
Nazionalità/AnnoFrancia, 2025
Durata124 minuti
GenereDrammatico

 Giorni e Orari di Programmazione

GiornoDataOrari
Sabato11 aprile 2026Ore 17

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