HomeBrugherioUn'opera pubblica a servizio del privato: l'accusa dell'opposizione sul polo di via...

Un’opera pubblica a servizio del privato: l’accusa dell’opposizione sul polo di via Bindellera

L’opposizione contesta la tesi della "scelta obbligata" sostenuta dalla Giunta. Secondo l'esperto Carlo Peraboni, il polo logistico non sarebbe un’eredità del passato ma il frutto di una variante precisa per finanziare la bretella stradale. Chiesta la riapertura del dialogo per evitare che l'interesse pubblico diventi funzionale a quello del privato.

- Pubblicità -

Il polo logistico che dovrebbe trovare casa in via Bindellera continua a far discutere politica e cittadini brugheresi. Dopo il dibattito nel corso dell’ultimo consiglio comunale e la mozione promossa da Damiano Chirico – poi respinta – che chiedeva la sospensione immediata dell’iter approvativo e la convocazione della Commissione Territorio e della Commissione Lavori Pubblici, a cui è seguito l’incontro con il sindaco da parte dei residenti, giovedì si è tenuta presso la sede del PD di via Cavour a Brugherio una conferenza stampa a cui erano presenti, oltre allo stesso Chirico: Silvia Bolgia, Laura Valli per Alleanza Progressista, Dominique Sabatini per Brugherio è Tua, Vittorio Viganò in rappresentanza dei cittadini di via Bindellera e, soprattutto, Carlo Peraboni, ex assessore all’Urbanistica di Brugherio e docente presso il Politecnico di Milano.

Non scelte obbligate ma scelte politiche

Nel corso di questo incontro con la stampa, l’opposizione ha rimarcato come, pur non contestando la totale legittimità di tutta l’operazione, questa è figlia di precise scelte politiche dell’attuale maggioranza e non di una situazione irreversibile su cui il governo cittadino dice di non avere voce in capitolo, che renderebbe vano ogni tentativo di negoziazione con la società con cui la convenzione è in essere. Questo a causa – sostengono da Villa Fiorita – delle scelte fatte dalle amministrazioni precedenti. Peraboni, presente in qualità di consulente tecnico, dopo aver esaminato tutte le carte ha voluto evidenziare come – a suo parere – vi sia una serie di questioni da chiarire e che dimostrerebbero come i margini per una trattativa ci sarebbero eccome.

A partire proprio dalla destinazione d’uso dell’area, che – dice – ammette senza ombra di dubbio la logistica ma che nel progetto originale, che prevedeva che la struttura fosse destinata ad attività produttive, l’edificio che avrebbe dovuto ospitare le attività avrebbe dovuto essere a due piani. Cosa che è incompatibile con l’infrastruttura necessaria allo svolgimento delle operazioni legate alla logistica, fatta di carico e scarico merci, che chiaramente può avvenire solo a livello stradale.

Bindellera, una variante per la logistica

La logistica è possibile in quell’area solo attraverso una variante alla convenzione. Fare una variante alla convenzione, sottolinea Peraboni, è del tutto legittimo ma deve avere delle chiare motivazioni. Le condizioni che c’erano al momento della stipula sono mutate e non si può più prevedere una attività produttiva? O forse la logistica è più funzionale alla realizzazione della bretella che collegherebbe via Monza e viale Lombardia?

Così Peraboni: “La logistica non può trovare attuazione se non si fa una variante, è scritto, non è un’elucubrazione notturna di un essere malvagio. La variante si fa perché l’amministrazione, in maniera molto libera dal punto di vista delle proprie determinazioni, ha scelto che, per poter realizzare la bretella di collegamento tra viale Lombardia e via Monza, l’unica soluzione era accogliere la logistica. Nella delibera di giunta si legge molto bene, perché si dice che l’obiettivo prioritario del progetto è il completamento delle opere di urbanizzazione e la realizzazione del nuovo tratto di viabilità pubblica“.

Parcheggi, rotonde e area verde: i quesiti dei residenti su via Bindellera

Ci sono poi altre questioni, effetti collaterali che verrebbero scatenati dalla realizzazione del polo logistico. Sarebbero previsti poco più di 400 metri quadrati di parcheggi, in pratica otto posti auto. Dove parcheggerebbero i camion, i tir e gli autoarticolati in attesa di caricare o scaricare? in via Bindellera no. Si dice in viale Europa, si dice che si stipulerà una convenzione con il Bennet, ma tutto questo al momento non è messo nero su bianco da nessuna parte. Inoltre, sarebbe prevista un’area verde che in realtà, stando a quanto riferisce Peraboni, altro non sarebbe che una vasca di laminazione.

Anche le due rotonde che collegherebbero i due fronti della bretella destano preoccupazione. Si è detto che gli autotrasportatori dovrebbero entrare e uscire da via Monza, ma ad essere ingrandita rispetto al progetto originale sarebbe quella di viale Lombardia, con la logica conseguenza che il trasporto pesante passerebbe da quest’ultimo varco, sia in entrata che soprattutto in uscita: c’è il rischio che i tir non passino dalla rotonda più piccola di via Monza. Infine, c’è anche il tema della manutenzione del manto stradale della bretella, che da via di scorrimento per traffico urbano passerebbe a transito di trasporto pesante: a chi sarebbe in capo la manutenzione?

Che il privato a sostegno del pubblico e non il contrario

Le domande dell’opposizione sono molteplici: se non vi erano possibilità di trattativa alle proposte della società con cui la convenzione è stata stipulata, perché è necessaria l’approvazione in Giunta? Perché si è accettata la richiesta di variante del privato, seppur legittima, senza aprire una discussione, né in consiglio comunale, né coi cittadini? Perché in maniera unilaterale si permette al privato di fare la logistica bypassando tutti e ignorando qualsiasi discussione?

L’opposizione ribadisce inoltre che non c’è volontà di piantare bandierine, ma solo di aprire un dialogo, perché c’è ancora tempo per fare qualche modifica che, nel rispetto degli accordi già presi, non costringa la città ad accettare pedissequamente le condizioni poste dal privato, a discapito della comunità.

C’è ancora la possibilità di correggere il tiro – conclude Chirico – altrimenti non avremo più un intervento privato che va a sostenere un’opera pubblica, ma un’opera pubblica che va a rendere funzionale un intervento privato. Sembra la stessa cosa, ma non lo è“.

- Pubblicità -
TI POTREBBERO INTERESSARE...
- Advertisment -

I più letti

- Advertisment -