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Un sogno che si realizza: il clavicembalo arriva alla Scuola Piseri

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Uno strumento tanto antico quanto affascinante: il clavicembalo è il nuovo arrivato alla Scuola di Musica Luigi Piseri. Grazie alla donazione dei fratelli Valli — Laura, Fabio, Alessandro e Paola — dello strumento appartenuto al padre, un sogno a lungo coltivato dalla scuola è finalmente diventato realtà.

Come ha spiegato Bogdan Chiorean, segretario ed ex allievo, la Piseri ha sempre desiderato ampliare il proprio repertorio con uno strumento di tale fascino, senza averne però mai avuto l’occasione.

«È il clavicembalo ad aver scelto noi. Era uno strumento a cui si pensava da tempo, quasi come a un sogno irraggiungibile. La decisione dei fratelli Valli ha colto nel segno e ci auguriamo di dare continuità e vita a un gesto tanto generoso e significativo».

Il nuovo strumento è stato presentato al pubblico durante l’incontro Conosciamo il clavicembalo”, svoltosi domenica 15 marzo alla Scuola di Musica Luigi Piseri. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Luigi Piseri con il supporto della Sezione Cultura, Eventi e Promozione del Territorio del Comune di Brugherio, ha offerto un primo momento di scoperta e approfondimento.

A guidare il pubblico è stato Iacopo Rossi, pianista e clavicembalista. Ha accompagnato la parte introduttiva con l’esecuzione di brani didattici di Johann Sebastian Bach, proponendo un confronto diretto tra interpretazione pianistica e clavicembalistica.

Il clavicembalo

Spesso definito l’antenato del pianoforte, il clavicembalo si distingue per il suo particolare meccanismo sonoro. «Nel clavicembalo le corde vengono pizzicate da una penna azionata dal tasto. Non ci sono variazioni di volume in base al tocco, ma si può lavorare su diversi registri per ottenere una certa varietà di timbro. Il pianoforte, invece, utilizza martelletti che percuotono le corde con intensità diversa — da cui il nome “forte-piano”, poi pianoforte — permettendo una dinamica più ampia», spiega Chiorean.

Lo strumento donato alla Fondazione è, nello specifico, una copia di un pregiato modello francese Taskin del XVIII secolo, realizzata dal cembalaro Carlo Mascheroni.

Nuove prospettive didattiche

L’arrivo del clavicembalo arricchisce il patrimonio della scuola e apre nuove prospettive didattiche e artistiche. Il repertorio antico, in particolare quello barocco, è già da tempo parte integrante dell’offerta formativa, sia per scelta artistica sia per il suo valore didattico.

Chiorean sottolinea però come le incursioni più specifiche in questo ambito siano ancora limitate:
«Sono rare le esplorazioni approfondite di questo repertorio, ma, così come stiamo dedicando attenzione alla musica contemporanea — tra masterclass di composizione, seminari di analisi musicale ed esperienze d’ensemble — potrebbe diventare la nostra prossima sfida».

Al momento non è previsto un percorso specifico dedicato al clavicembalo, ma sono già in programma iniziative per avvicinare gli studenti allo strumento:
«Ci saranno interventi per permettere agli allievi di pianoforte di conoscerlo meglio e sviluppare maggiore consapevolezza interpretativa nel repertorio di prassi comune. Sarà inoltre utilizzato in ambito cameristico barocco e, ad esempio, per il continuo nei concerti di Vivaldi che il nostro Ensemble d’archi proporrà a breve», afferma Chiorean.

Il clavicembalo, tuttavia, non verrà impiegato nella stagione concertistica “Respiri Musicali” della fondazione, a causa della sua delicatezza.

«Il trasporto all’esterno di questo strumento — per dimensioni e caratteristiche — è piuttosto complesso», spiega il segretario. «Sarà quindi più facile prevederne un utilizzo interno oppure, eventualmente, organizzare più appuntamenti ravvicinati per ottimizzarne lo spostamento».

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