domenica, Marzo 1, 2026
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Comitato per il Sì nasce a Segrate: presieduto da Nicolò Zanon

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Nasce anche il comitato a favore del Sì alla riforma costituzionale oggetto di referendum il prossimo 22 e 23 Marzo. Presieduto dal costituzionalista Nicolò Zanon, che sembra aver superato le precedenti perplessità espresse sulla riforma, il comitato si propone di coordinare un lavoro i tipo informativo che permetta di approfondire la riforma a sufficienza per il prossimo voto referendario. Abbiamo parlato con Alberto Pettinelli, coordinatore del comitato, il quale ha sottolineato di non essere da parte sua un giurista, ma di aver «avuto la fortuna di approfondire questi temi con grandi professionisti e di comprenderne le ragioni e le implicazioni».

Separare le carriere o riformare il CSM?

A fronte di una riforma promossa come separazione delle carriere, la riforma vede la sua parte sostanziale nelle modifiche apportate al CSM. Secondo Pettinelli, «la riforma conferisce maggiore autorevolezza al CSM, confermandone l’importanza nell’amministrazione della magistratura» grazie anche all’introduzione di un CSM aggiuntivo e più specifico. Al contrario, la riforma Cartabia, che limita i passaggi di carriera a uno soltanto, peccherebbe di essere solo una legge ordinaria e, pertanto, modificabile facilmente.

Il reale problema, più che un cambio di ruolo, sarebbe nel fatto che «giudici e PM appartengono alla stessa “categoria” o “famiglia” professionale». Un problema che, secondo il comitato, impedirebbe di fatto la realizzazione di un giusto processo. In pratica, la separazione delle carriere proposta sarebbe necessaria a rimuovere la condizione di subalternità del cittadino davanti al PM.

Correntismo e separazione dei poteri

Altro discorso è quello legato al fenomeno del correntismo. Come ricordato di recente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il CSM non è certo scevro da problemi e criticità, così come tutte le istituzioni della Repubblica. All’osservazione che limitare l’autonomia elettiva e di autogoverno della Magistratura, però, Pettinelli risponde che il CSM non è organo di rappresentanza politica. Piuttosto è pensato «come organo amministrativo e organizzativo delle carriere dei magistrati». Per questa ragione, «il correntismo è un fenomeno da sorpassare».

Infine, Pettinelli dà anche risposta sulla questione legata al rischio di un potere giudiziario assoggettato a quello esecutivo. «Chi afferma questo non conosce o travisa il testo della riforma» spiega, in quanto «si mantiene un numero di membri laici del CSM pari a 1/3 dell’assemblea» e il tutto con una conferma dei requisiti già oggi presenti.

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