HomeAmbientePlastic Free Brugherio, un evento di sensibilizzazione sui rischi della plastica

Plastic Free Brugherio, un evento di sensibilizzazione sui rischi della plastica

Plastic Free: una serata per sensibilizzare sull'uso della plastica e sul suo impatto dalle montagne ai mari, e perfino nei nostri organismi

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Tutela dell’ambiente montano, microplastiche e nanoplastiche nella nostra quotidianità e i vantaggi dell’acqua del rubinetto. Sono questi i tre grandi temi al centro dell’attenzione nell’incontro tenutosi venerdì 6 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Brugherio.

La serata, organizzata da Plastic Free Brugherio, ha ospitato Chiara Bonalumi, vicepresidente del Club Alpino Italiano (CAI) sezione di Brugherio, Anna Winkler, referente Plastic Free e dottoressa specializzata in microplastiche e, infine, Orietta Longoni, responsabile Laboratori di BrianzAcque. L’incontro è stato moderato da Gabriele Livorno, referente del territorio di Plastic Free, che dopo i saluti del sindaco Roberto Assi ha lasciato la parola agli specialisti. 

Bonalumi: “Proteggiamo l’ambiente alpino e riduciamo la nostra impronta quando lo viviamo”

Chiara Bonalumi, vicepresidente del CAI sez. Brugherio, ha spiegato quali sono i punti di ritrovamento delle plastiche e come ridurne l’uso e le perdite. “I punti caldi di contaminazione sono rifugi e funivie, luoghi economici in cui il personale dovrebbe pensare a tener “pulito” le strutture e la natura. Tra gli altri luoghi più comuni in cui si ritrovano plastiche vi sono i sentieri, nei pressi dei parcheggi e dei luoghi di sosta e nei punti panoramici. Per contrastare questo fenomeno si può pensare a un maggior supervisione delle strutture ricettive, aumentando il numero di cestini nei luoghi strategici e invitando gli escursionisti a indossare un abbigliamento consono”.

Bonalumi termina il suo intervento spiegando come diventare un “eroe” della montagna, ovvero proteggerla. “La volontà è che tutti diventino dei veri e propri eroi della montagna, proteggendo l’ambiente alpino e riducendo al minimo la propria impronta. Sono diversi i consigli fondamentali: gestione zero-rifiuti, il rispetto rigoroso dei sentieri e della fauna, la scelta di trasporti sostenibili e l’uso di prodotti ecologici. Si tratta di azioni concrete che includono non lasciare tracce, evitare rumori, sostenere l’economia locale e pianificare con cura la propria uscita per evitare pericoli”. 

Winkler: “Nanoplastiche dentro il nostro organismo tramite oggetti quotidiani”

La referente di Plastic Free, Anna Winkler, ha inizialmente spiegato cosa sono le microplastiche e le nanoplastiche. “Una microplastica è considerabile quando inferiore ai 5 millimetri, mentre le nanoplastiche hanno un diametro inferiore a cento nanometri, minore rispetto a quello dei capelli (1000) e delle nostre cellule (10 mila). Dunque le nanoplastiche possono anche entrare all’interno del nostro organismo in maniera più facile di quanto pensiamo. Esse sono presenti in molti prodotti per la cura del corpo come lo shampoo, la lacca, il rossetto, i deodoranti e molti altri. Inoltre, bevendo da bottiglie di plastica, aprendo il tappo esso rilascia miliardi di particelle sul collo della bottiglia, che poi tocchiamo con le labbra quando beviamo”. 

La referente Winkler spiega infine perchè le microplastiche sono così pericolose: “Sono ubique e contengono sostanze chimiche tossiche, hanno al loro interno additivi che posso essere rilasciati nell’ambiente e nella rete alimentare”. 

BrianzAcque: “L’acqua del rubinetto: un vantaggio sanitario, economico e ambientale”

A concludere la serata è stato l’intervento di Orietta Longoni, di BrianzAcque, azienda fornitrice sul territorio brianzolo. “L’acqua potabile è controllata fino al rubinetto, quella in bottiglia, invece, è controllata fino alla fabbrica. Il vantaggio sanitario dell’acqua del rubinetto è legato al numero e alla qualità dei controlli che vengono effettuati, quello economico è legato al prezzo e quello ambientale all’inquinamento delle plastiche delle bottiglie”. 

Il focus si sposta poi sulle casette dell’acqua presenti a Brugherio, ben cinque. “Sono luoghi in cui viene distribuita l’acqua in modo gratuito e sono controllate nel tempo. La volontà è promuovere l’uso dell’acqua in maniera consapevole e, soprattutto, far capire che l’acqua distribuita è potabile e di buona qualità. Utilizzando le casette dell’acqua le famiglie hanno risparmiato tantissimi soldi, riducendo l’uso dei materiali plastici e dell’emissione nel trasporto. Infine ogni litro di acqua erogato dall’acquedotto sostituisce un intero ciclo industriale completo”. 

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