HomeArte, cultura e spettacoliMistero Buffo rinasce con Matthias Martelli

Mistero Buffo rinasce con Matthias Martelli

A Brugherio, Matthias Martelli riporta in scena il capolavoro di Dario Fo con un’energia travolgente. Senza mai cadere nella sterile imitazione, l’attore reinterpreta le giullarate del Maestro tra mimica scintillante e un dialogo continuo con il pubblico. Un’ora e mezza di teatro puro che dimostra come i grandi classici restino indifferenti al tempo, trasformandosi in nuova linfa vitale.

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Lo diciamo sottovoce, non avevamo mai assistito a uno spettacolo firmato dal Maestro Dario Fo (la M maiuscola non è casuale e niente affatto ridondante), né quando folleggiava sul palco in prima persona, né post mortem. Questo fino al primo dei due spettacoli in programma a Brugherio, quello di martedì 3 marzo, quando dalla primissima fila di un Teatro San Giuseppe gremito e gonfio di attesa, quella delle grandi serate, abbiamo assistito alla riproposizione del capolavoro Mistero Buffo, interpretato da un attore scintillante, metafisico, letteralmente teatrale e incredibilmente Fo…lle: Matthias Martelli.

Una esibizione straordinaria la sua, un indispensabile, significativo e prezioso bigino di un’ora e mezza dell’opera completa, che, come rivela Martelli a inizio spettacolo, è composta da giullarate (le diverse messe in scena che compongono Mistero Buffo) per un totale di più di 4 ore. L’attore, intelligentemente, non cade nella tentazione di realizzare una sorta di cover teatrale ma, doverosamente e con dovizia, ricorre all’espressività e alla mimica tanto care al Maestro reinterpretando le giullarate a sua immagine e somiglianza, senza mai dimenticare di maneggiare con cura il testo. Il dialogo con il pubblico è continuo, dinamico, un filo diretto che inizia al minuto uno e non si interrompe mai, né durante lo spettacolo né nel foyer, quando incontra gli spettatori (guarda qui la nostra intervista a Martelli).

Dissacrare senza profanare

Il sacro, dissacrato, è da sempre un canovaccio comico molto apprezzato dalla gente. Riportare a una dimensione umana, terrena, ciò che ci appare inviolabile, troppo grande e troppo lontano è proprio lo spirito con cui Dario Fo realizzò questo spettacolo negli anni Settanta, e sono le stesse motivazioni che gli valsero il Premio Nobel nel 1997. L’abilità di farlo senza mai scadere nel profano, senza mai mettere in grassetto la scena, mutando il comico in ridicolo, non è solo nelle intenzioni dell’autore Fo, ma esattamente rispettata, quasi sublimata dalla performance di Martelli, che pure nelle sue divagazioni tra un Mistero e un altro, non diviene mai prevedibile, scontato; a parte una fugace allusione a Berlusconi, che sta sempre bene su tutto, Matthias non ricorre mai all’usato sicuro, al tragicamente comico.

Mistero Buffo e Matthias Martelli da godere

Per questo e per molto altro, altro che appartiene in esclusiva alla sensibilità e ai gusti di ognuno, questo Mistero Buffo di Matthias Martelli non è solo uno spettacolo da vedere ma decisamente da godere. Una scoperta se non avete mai avuto modo di apprezzare prima le capacità di recitazione del protagonista o il testo; una conferma per chi invece ha già avuto modo di apprezzare uno o entrambi. Una conferma, sì, perché anche Dario Fo, come abbiamo letto in una recensione, si “scappotterebbe” dal ridere nel vedere il suo spettacolo in questa chiave moderna eppure così fedele. E perché Matthias Martelli ha dimostrato ancora una volta di essere un grande artista.

Se nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, è così anche per l’arte. E per il teatro. I capolavori però restano tali, indifferenti al tempo che scorre e a chi cerca di rubricarli maldestramente alla voce “passato”. Anche perché, a dirla tutta, questo tempo che fugge in avanti, in definitiva, assomiglia sempre più a sé stesso. Forse anche per questo abbiamo bisogno di non prenderci sul serio, per non finire schiacciati, per riportare a una dimensione più nostra la storia, quella moderna soprattutto, che ci vogliono far credere troppo grande e distante, e invece si consuma fuori dalla nostra porta.

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