Di chi sono i nostri giorni? Se la domanda vi sembra ovvia, sappiate che invece non lo è. È il quesito su cui è imperniato l’ultimo film di Paolo Sorrentino, “La Grazia”, uscito nelle sale a fine gennaio e, come tutto il cinema di qualità, entrato quasi di diritto nel programma del Cinema San Giuseppe. Questa sera, sabato 21 febbraio alle 21:15, si terrà la prima proiezione nella sala parrocchiale brugherese, con repliche domani, domenica 22 febbraio, alle ore 15:30, 18:15 e 21:15.
Se volessimo fermarci a un giudizio puramente estetico, sarebbe sufficiente dire che è un film di Sorrentino: basta la parola, come diceva un vecchio spot. E possiamo garantire che il parere non è condizionato dal fatto che chi vi scrive sia un grande estimatore del regista napoletano.
La Grazia di Roma
Volendo però spingerci molto oltre nell’analisi di questa pellicola, occorre sottolineare come, rispetto a molti suoi lavori precedenti, il tempo Sorrentino – solitamente molto dilatato – in questa produzione si restringa un po’, diventando più scorrevole; non certo incalzante, ma sicuramente con meno pause e meno indugi. Un po’ come accaduto ne “Il Divo”, il film sulla vita di Giulio Andreotti.
Dopo “È stata la mano di Dio” e “Parthenope”, Sorrentino abbandona le atmosfere della sua terra natia e torna a Roma e alla politica, come aveva fatto appunto ne “Il Divo” e “La grande bellezza”. Film, questi ultimi, che vengono richiamati non solo per l’ambientazione capitolina, ma anche per la sovrapponibilità di alcuni personaggi: si pensi per esempio all’amica del Presidente della Repubblica (che altri non poteva essere se non Toni Servillo), la stravagante Coco Valori, interpretata da Milvia Marigliano, che richiama l’altrettanto singolare direttrice di giornale, la “Dadina” de “La grande bellezza”.
Nelle pieghe del Presidente
C’è però molto altro in questo film, che si piega su se stesso molte volte, creando diversi risvolti e offrendo molti spunti di riflessione. Sotto la lente d’ingrandimento, la storia restituisce al pubblico la figura del Presidente De Santis come quella di un politico integerrimo, un uomo tutto d’un pezzo ma in fondo un po’ pavido, che nella maratona rappresentata dalla Presidenza della Repubblica non vuole inciampare proprio all’ultimo miglio, messo davanti a due scelte difficili: apporre o meno la propria firma sulla legge che legalizza il diritto all’eutanasia? E ancora: concedere o meno la grazia a due detenuti, autori di altrettanti terribili omicidi?
Sullo sfondo di questi due dilemmi, non solo politici ma esistenziali, la trama ci parla anche dei segreti che i nostri cari si portano via quando vengono a mancare, del rapporto tra padre e figlia, della colpa, del pentimento, dell’eutanasia (e quindi di vita e di morte) e del coraggio delle proprie idee.
Solo quando il Presidente riuscirà a rispondere alla domanda posta dalla moglie scomparsa – “Di chi sono i nostri giorni?” – riuscirà a trovare le risposte a tutte le sue inquietudini. Alcune di queste risposte, forse, non sono sostenute dalla stampella della verità, ma in alcune circostanze è più rassicurante una falsa verità che la verità del dubbio.
“La Grazia” non è un film da vedere, ma da guardare, perché quando saremo di fronte all’incertezza, anche noi vorremo sapere di chi sono i nostri giorni. Se invece volete semplicemente aggiungere al vostro curriculum un bel film, senza soffermarvi troppo sui significati che esso vuole rappresentare, sia impliciti che espliciti, torniamo a quanto scrivevamo all’inizio: è Sorrentino, basta la parola.
Scheda del film
| Titolo | La Grazia |
| Regia | Paolo Sorrentino |
| Cast | Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano |
| Nazionalità/Anno | Italia, 2025 |
| Durata | 131 minuti |
| Genere | Drammatico |
Giorni e Orari di Programmazione
| Giorno | Data | Orari |
| Sabato | 21 febbraio 2026 | Ore 21:15 |
| Domenica | 22 Febbraio 2026 | Ore 15:30 – 18:30 e 21:15 |




