A dieci anni di distanza dal ritrovamento senza vita del corpo di Giulio Regeni, la sinistra brugherese è scesa in piazza martedì 3 febbraio ricordando il giovane studente rapito e ucciso a Il Cairo il 25 gennaio 2016. Un gesto organizzato dalla consigliera e leader di Brugherio è Tua Dominique Sabatini, seguita da diversi consiglieri ed ex consiglieri, che si sono riuniti all’incrocio tra Via Cavour e piazza Cesare Battisti.
Dopo un breve momento di presentazione, i consiglieri del Partito Democratico Damiano Chirico e Carlo Polvara, hanno esposto sul balcone della casa del popolo lo striscione che recita la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Si tratta dello stesso striscione che fino a poco tempo fa si trovava all’esterno di Villa Fiorita A questo è seguita la lettura di alcune parti tratte del libro “Giulio fa Cose”, scritto dai suoi genitori e dall’avvocata Alessandra Ballerini.
Sabatini: “Una questione che merita verità”
A prendere la parola e presentare il breve momento di ritrovo in piazza è stata la consigliera Sabatini, che ha ricordato i motivi per cui il giovane gruppo di consiglieri dal 2019 ad oggi si ritrova per non dimenticare quanto successo a Regeni. “Essere qui oggi, a dieci anni dalla sua morte per noi significa prendere una posizione importante, ferma, su ciò che è successo. Siamo presenti in questa piazza perché continuiamo a chiedere verità e giustizia per quello che è successo a Regeni. Ciò che ci fa male è che il nostro paese, per motivazioni economiche, politiche e di rapporti internazionali non ha mai “rotto” davvero con l’Egitto, quando bisognava rompere. L’Egitto si è sempre ritratto dal collaborare con l’Italia nelle indagini, vi sono stati depistaggi e…credo che la questione meriterebbe un po’ di verità, per questo continuiamo a scendere in piazza”.

Lo striscione, dal Comune alla casa del popolo senza polemiche
La consigliera fa poi chiarezza sul motivo per cui lo striscione non è più appeso sulla facciata del Comune. “Quando ci siamo accorti che lo striscione era stato rimosso, abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco Assi. Non è stato tolto per motivi politici ma per lasciare pulita e scevra la facciata del comune, tranne per le eventuali ricorrenze. Dopo quel confronto lo striscione ci è stato riconsegnato in quanto, nel 2019, siamo stati noi promotori di questa iniziativa e viste le due diverse vedute sull’esposizione dello striscione, ci è stato reso”.




