venerdì, Febbraio 6, 2026
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Il nuovo consiglio comunale, per chi non lo ha (giustamente) capito

Tassone fuori, dentro Benvenuto. I meloniani vicini a ottenere il quinto consigliere. Signorini si scambia con Neagu al misto. Bpe denuncia irregolarità nell'assegnazione dei seggi. "Doveva entrare Chieppa, distorta la volontà popolare"

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*articolo scritto in collaborazione con Stefano Reccagni

Dopo due settimane di rivoluzione, è ora di tirare le somme sulla nuova composizione del consiglio comunale, da rinnovare dopo la scomparsa di Fulvio Beretta.

Dunque, prima di tutto, ora è ufficiale: la prima in lista per subentrargli, la sindacalista Alessia Tassone, rinuncia alla carica. Lo ha annunciato lei stessa sui suoi canali social: “Una scelta libera e consapevole”, ha scritto.

Spazio dunque a Mario Benvenuto, ora vicino a Fratelli d’Italia. Se scegliesse di accettare e passare nel gruppo dei meloniani, porterebbe a cinque il numero dei consiglieri del partito di Enza Neri, cambiando gli equilibri di maggioranza.

Un impatto che Bpe cerca di assorbire mettendo uno dei volti più riconoscibili della lista, Laura Signorini, a presidiare il gruppo misto. È ormai di dominio pubblico lo “scambio” tra quest’ultima e Irina Neagu, che entra al suo posto nel gruppo consiliare dei benziani.

Peraltro, sempre dalle parti di Bpe si levano voci per una presunta irregolarità nell’assegnazione del seggio in consiglio. Con un post FaceBook sul gruppo “Comitato Baraggia Brugherio”, il membro del direttivo Michele Chieppa dichiara: “I dati pubblicati sul sito del Municipio non corrispondono alla realtà”, perché “i 31 voti mancanti [allo stesso Chieppa ndr.] sono stati assegnati, per un errore di trascrizione, a un altro candidato che entrerebbe in consiglio ingiustamente”. Cioè a Benvenuto.

Una ricostruzione che, nel frattempo, è stata portata all’attenzione della Prefettura e su cui si attendono sviluppi.

Tassone: “Formalizzata una rinuncia irrevocabile”

Andiamo con ordine. La prossima seduta vedrà un Conisiglio comunale rivoluzionato. Tassone ha rinunciato a sostituire Beretta e lo ha annunciato con un post sul suo profilo FaceBook: “In piena autonomia ho scelto di rinunciare alla nomina in surroga, formalizzando una rinuncia irrevocabile, regolarmente depositata e protocollata presso il Comune”, scrive.

Il post Facebook con cui Alessia Alessia (pseudonomo di Alessia Tassone) annuncia la rinuncia al seggio

Continua Tassone: “Confido pertanto che si voglia evitare ulteriori commenti o ricostruzioni non corrispondenti ai fatti. Ribadisco che la mia scelta è stata ed è pienamente libera e consapevole”.

Già in precedenza aveva spiegato che l’elezione a consigliere avrebbe comportato alcune incompatibilità co la sua carriera nel sindacato.

L’impatto di Benvenuto

Verbale ufficiale alla mano, dopo Tassone il diritto a subentrare passa a Mario Benvenuto, un tempo vicino a Forza Italia, e ora tra i militanti di Fratelli d’Italia.

Contattato attraverso la coordinatrice del partito, Enza Neri, Benvenuto preferisce il silenzio stampa. Come del resto lo preferisce Irina Neagu, appena assurta al ruolo di quinto consigliere Bpe. Dopo la sua nomina, il partito meloniano può ottenere un quinto esponente in consiglio, rafforzando la posizione di secondo partito dopo i cinque consiglieri “e mezzo” di Bpe.

La mossa di Signorini, il “quinto consigliere e mezzo”

Cinque consiglieri “e mezzo” – e non sei – perché nel frattempo Laura Signorini si accaserà nel gruppo misto al posto di Neagu. Il sindaco Roberto Assi spiega a mezzo stampa che ciò le permetterà di condurre “alcune battaglie in maggiore autonomia”. Al tempo stesso Assi tiene a ribadire l’appartenenza di Signorini a Bpe. Insomma, sarebbe il “quinto consigliere e mezzo” dei benziani.

Il vantaggio dell’operazione è conservare un gruppo in più in maggioranza, il gruppo misto, e quindi la possibilità per il centrodestra di disporre di più occasioni di intervento in consiglio e la presenza in tutte le commissioni consiliari. Un vantaggio che sembrava essersi perso dopo il passaggio di Neagu in Bpe.

Peraltro, il fatto che Assi abbia tenuto a precisare che Signorini è un membro organico della lista è un chiaro segnale al resto della maggioranza. Un segnale che indica il peso politico “sostanziale” della lista civica in vista del rimpasto in giunta per sostituire Silvia Monguzzi.

Infine, questa “colonizzazione” del gruppo misto evita che FdI possa, attraverso Benvenuto, approfittarsi della situazione nello stesso modo.

Chieppa (Bpe): “Un altro candidato entra ingiustamente”

Lo scorso fine settimana l’ex presidente della commissione servizi, Michele Chieppa è tornato sui dati post-scrutinio del 2023. Il post sul gruppo di Baraggia Brugherio in cui dichiara che “un altro candidato entrerebbe ingiustamente” fa il pieno di like.

La tesi contenuta nel post è semplice, e la spiega lo stesso Chieppa ai nostri microfoni: “A seguito del primo conteggio, avvenuto da parte degli scrutatori delle 27 sezioni brugheresi – spiega – risultarono 68 preferenze a mio nome. Nella trascrizione, avvenuta da parte della dottoressa mandata dal presidente del tribunale, c’è stato un errore, riportando 31 miei voti a un altro candidato”.

Il post in cui Michele Chieppa (Bpe) espone la sua tesi sulla composizione del consiglio comunale

Quindi la ricostruzione è la seguente. Con 68 voti (due più di Tassone), sarebbe Chieppa ad avere il diritto di subentrare a Beretta. Questo infatti è il risultato a caldo dello scrutinio, ed è ciò che è stato pubblicato dai giornali e sul sito del comune all’indomani delle elezioni.

Tuttavia, il verbale ufficiale assegna a Chieppa soli 37 voti (31 in meno del dato iniziale). Sarebbe questo l’errore di trascrizione che impedirebbe a Bpe di avere lui in consiglio comunale.

Il verbale difforme

Il verbale contestato, di cui pubblichiamo la foto, è senza dubbio difforme dai dati comunicati a caldo e che, a causa del rifacimento del sito di Villa Fiorita, non sono più disponibili.

Lo dimostra peraltro il fatto che a Fulvio Beretta sono stati assegnati 70 voti dal verbale finale, contro i 68 attribuiti all’indomani delle elezioni.

Si tratta, è bene metterlo in chiaro, del verbale che un Ufficio Centrale dedicato redige sulla base dei singoli verbali che arrivano dalle sezioni all’indomani delle elezioni. È però quello che tuttora fa fede per la nomina dei consiglieri. Viene redatto in duplice copia: una destinata alla Prefettura, una al deposito in Comune.

La ricostruzione di Bpe è dunque che ci sia stato un errore a redigere questo verbale nella fase finale delle operazioni. Tuttavia la complessità delle procedure rende possibile che l’errore si annidi in altri passaggi.

Il verbale dell’Ufficio Centrale assegna a Michele Chieppa 37 voti

Procedure complesse e possibili cause dell’errore

L’Ufficio Centrale non può avere accesso alle schede. Per cui, per redigere il verbale finale, si avvale dei verbali compilati dai presidenti dei vari seggi elettorali. Sono infatti loro che prendono fisicamente in mano le schede e certificano le preferenze di sindaco, lista e candidati all’interno di ogni sezione.

Quando un presidente di seggio finisce lo spoglio, redige poi un “verbale di sezione”, anch’esso in duplice copia. Una di queste viene depositata in Comune, l’altra viene appunto mandata all’Ufficio Centrale per permettere la redazione del verbale finale.

I lavori dell’Ufficio Centrale sono presieduti da un magistrato delegato dal presidente del tribunale competente. Partecipano sei elettori idonei a essere presidente di seggio, scelti da un albo. E i rappresentanti di lista che desiderano farvi parte.

In ogni caso, sufficiente che una sezione abbia scritto per errore due “verbali di sezione” differenti, per far sì che l’Ufficio Centrale redigesse un verbale difforme rispetto ai dati in possesso di Villa Fiorita, e pubblicati sul sito. Ma, questo vuol dire che, senza un controllo delle schede, non si può sapere quale tra i due verbali di sezione sia corretto. E dunque non si può sapere chi tra Benvenuto e Chieppa abbia ottenuto più voti. E solo il tribunale può avere accesso alle schede.

In alternativa, molto più semplicemente, ci può esssere stato un errore di comunicazione dei dati ufficiosi a caldo sul sito internet il giorno dello spoglio. Anche questo spiegherebbe la discrepanza tra i dati del verbale finale e quelli diffusi dalla stampa. E sarebbe più facilmente verificabile, riconteggiando a partire da tutti i verbali di sezione depositati a Villa Fiorita.

In ogni caso, la Prefettura è stata allertata della situazione. Questo perché, alla fine di tutte le procedure, una copia del verbale finale, unita a tutti i verbali di sezione e alle schede viene inviata al Prefetto.

Incertezza sui ricorsi. Benzi: “Distorta la volontà popolare”

Tuttavia, soprattutto nello scenario in cui l’errore sia solamente nella trascrizione del verbale finale dell’Ufficio Centrale, ci si aspetterebbe un ricorso. Anche perché lo scarto dei voti – più di una trentina – non è di poco conto.

Su questo, a mezzo stampa, il sindaco Roberto Assi ha affermato di non avere proceduto al ricorso all’indomani delle elezioni perché non lo riteneva necessario. Presumibilmente, perché si trattava di candidati non eletti. Per cui non valeva la pena, all’epoca, spendere risorse per aggiustare la graduatoria.

Mentre lo stesso Chieppa afferma: “I ricorsi hanno tempistiche molto lunghe, oltre i due anni, si arriverebbe a fine mandato”.

La ricostruzione di Chieppa è comunque sostenuta da tutto il partito, che si sente defraudato di un consigliere. La leader di Bpe Mariele Benzi parla, senza mezzi termini, di “distorsione della volontà popolare”.

E molti esponenti di Bpe, inclusa la “fuoriuscita” Laura Signorini, si domandano sui social se sia davvero opportuna la permanenza in consiglio di una persona nominata in questo modo.

Di certo, l’effetto di tutto questo è di aumentare la pressione sul nuovo arrivato: Benvenuto, appunto.

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