mercoledì, Febbraio 25, 2026
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Consiglio, il caso Benvenuto, i malumori della Lega: le verità del Sindaco Assi

Il Sindaco fa il punto dopo le polemiche in Consiglio: difende la compattezza della maggioranza e attacca il "doppiopesismo" sui cambi di casacca. Un'intervista a tutto campo che spazia dalle sfide urbanistiche, come il nodo logistica di via Bindellera e la reintroduzione dell'edilizia pubblica nel PGT, fino all'allarme sul personale e i progetti per Brugherio Comunità Europea dello Sport.

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Possiamo dire che il Consiglio Comunale dello scorso giovedì è stato forse uno dei più difficili, se non il più difficile, del suo mandato?

A dire la verità ce n’è stato uno più difficile a causa di coincidenze che, peraltro, non avevano niente di politico. Furono coincidenze che si presentarono proprio in occasione dell’approvazione del bilancio di quest’anno, quindi mi pare fosse il 19 o il 20 dicembre.

Quello in cui venne a mancare il numero legale?

Quello. Nei giorni successivi ho anche dovuto scusarmi personalmente con alcuni dei consiglieri assenti, perché mi ero molto arrabbiato, ma poi ho scoperto che un consigliere era veramente malato, un altro aveva effettivamente detto che non ci sarebbe stato e un altro ancora (Stefano Manzoni, nda) ha dovuto mollare il suo laboratorio e, letteralmente in divisa da lavoro, è venuto in Consiglio Comunale. Ecco, quello è stato un Consiglio nel quale io ero piuttosto arrabbiato. Per fortuna, però, poi è andato tutto bene.

E quest’ultimo Consiglio com’è stato secondo lei?

Diciamo che il Consiglio poteva andare molto peggio. È stato un momento, però, in cui la maggioranza si è accorta di una cosa e l’ho detto ai consiglieri: noi non siamo qui né a farci una passeggiata, né a farci le vacanze, né a doverci necessariamente volere bene. Noi siamo qui perché una città ha investito su di noi. E noi abbiamo detto a questa città, in diverse occasioni, che possono fidarsi di noi.

Come accade sul luogo di lavoro: a volte devo lavorare con a fianco una persona che può starmi antipatica. Ci sono delle ragioni programmatiche che ci dividono? No. Abbiamo fatto una riunione con tutti i consiglieri e non sono emerse divisioni. Allora, mandate giù tutti i rospi che dovete mandare giù. Per certi aspetti è stato anche un momento di chiarimento rispetto a delle tensioni che effettivamente nelle ultime settimane si sono create, in buona parte a causa di persone che non siedono in Consiglio; e anche questo ce lo siamo detto in maniera molto chiara.

Veniamo a un tema di strettissima attualità. So che sul tema del polo logistico di via Bindellera ha delle cose da aggiungere, rispetto a quanto detto in Consiglio Comunale.

Incontrerò i residenti di via Bindellera. Siamo in campagna elettorale e, per quanto sia assurdo perché io non dovrei parlare di referendum, la legge me lo impone e mi impone anche alcuni vincoli per cui non posso fare come mi è stato chiesto, ovvero un’assemblea pubblica in Comune con gli uffici comunali, cosa che tra l’altro avrei volentieri fatto. Li inviteremo uno per uno e li farò parlare con l’ufficio tecnico, perché alcune persone in questi giorni mi hanno fermato e fatto domande. Penso che siano state raccontate loro cose che meritano delle rettifiche, soprattutto sulla scansione dei tempi.

In Consiglio Comunale ho detto che, purtroppo, le osservazioni sull’assetto di quel comparto andavano fatte nel 2016, se non addirittura prima. Non è che ho voluto scaricare la colpa su chi c’era prima, ma è una procedura normata e regolamentata dalla legge 12 in maniera rigorosissima. C’è un solo modo per cancellare tutto e decidere che lì si fa un prato: una variante generale al PGT, tenendo conto che c’è già una convenzione firmata nel 2012. Una convenzione è un contratto ed è valido fino al 2030. Se noi rimettessimo in discussione tutto, loro avrebbero tutta la libertà di interrompere la discussione sul tema delle opere di urbanizzazione e, con un contratto in mano, domani mattina verrebbero a Brugherio per fare la logistica, e la farebbero. Nessun ufficio potrebbe negare loro questo diritto.

Torniamo a quanto accaduto nel Consiglio Comunale di giovedì. Mario Benvenuto l’ha fatta arrabbiare fin dal suo discorso di insediamento, anche se poi, a onor del vero, le ha fatto i migliori auguri di buon lavoro. Cosa vuole dire in merito?

Mario Benvenuto, tanto per cominciare, è la tessera numero uno di BPE. Nel 2009 lui costituì Brugherio Popolare Europeo insieme a me, Mariele Benzi e altri amici. Non posso che essere contento per lui, per il fatto che alla fine vede coronato un obiettivo che probabilmente da tanti anni metteva nel mirino, anche se credo sia stata la prima volta che si è candidato in prima persona. Ho votato a favore della sua convalida, nonostante sia ben consapevole, come ne è consapevole lui, delle vicissitudini che ci hanno coinvolto subito dopo le elezioni.

Sapevo benissimo già da due anni che lui aveva deciso di intraprendere un percorso all’interno di un partito mio alleato, quindi non è che la cosa sia arrivata come un fulmine a ciel sereno. Tant’è che né io né altre persone di BPE, almeno in quella serata, gli abbiamo rinfacciato – come invece è stato fatto ad altri – il passaggio in Fratelli d’Italia. Ho fatto un po’ fatica ad accettare alcune parole del suo discorso, ma la cosa è assolutamente rientrata; anzi, sono convinto che con lui lavorerò bene come in passato.

Voglio affrontare con lei proprio il tema del passaggio di testimone tra le consigliere Signorini e Neagu [Petrini, nda]. Devo dire che, a livello personale, il commento da lei pronunciato in Consiglio – secondo cui le critiche sono arrivate dall’opposizione per questioni di invidie e di genere – mi ha convinto poco. È davvero sicuro che sia solo questo?

Allora, è un problema di genere, di invidie e di parti politiche. Di questo sono convintissimo. Come sono convintissimo che se alcune vicissitudini fossero capitate a Irina Petrini, a Laura Signorini o a Mariele Benzi, l’indulgenza che c’è stata in Consiglio Comunale (e parlo di accadimenti degli ultimi 10-15 anni) non ci sarebbe mai stata; anzi, avremmo assistito a un linciaggio, ne sono convintissimo. C’è stata una palese ed evidente disparità di trattamento nei confronti di due donne che hanno fatto una scelta politica e a cui si dice che sono delle traditrici, mentre a un uomo che fa esattamente quella stessa scelta gli si dice che è un modello di libertà. Ecco, io questa cosa non l’accetto, come non ho accettato che dall’opposizione si dica a Irina Petrini che si è fatta mettere le briglie come se fosse un animale da soma.

Se questa cosa l’avessimo detta noi nei confronti di una donna dell’opposizione ci avrebbero tirato dietro il mondo, accusandoci di maschilismo. E confermo quello che ho detto l’altra sera in merito al sorpasso di BPE sul PD. Faccio un esempio. Ci saranno delle elezioni provinciali, a maggio o a ottobre. Il fatto che un partito che ha una sua storia importante, e che per certi aspetti io apprezzo molto, non possa più dettare le regole come le dettava fino a qualche anno fa imponendosi su alcune scelte, ha il suo peso. Il fatto che qui ci siano cinque, anzi sei, sette, otto con me, consiglieri comunali che da soli potrebbero sostanzialmente decretare la vittoria o meno di una delle due parti in Provincia, e che sia una lista civica non controllabile con un ordine di scuderia… incide, eccome.

Il discorso della consigliera Petrini Neagu, che durante il Consiglio Comunale ha ufficializzato il suo passaggio in BPE attaccando apertamente la Lega, non è stato gradito dai consiglieri Manzoni e Radaelli, che hanno abbandonato l’aula. Cosa ne pensa? Questo può avere ripercussioni sulla solidità della maggioranza?

Parto dalla domanda più semplice, la seconda: no, perché il Consiglio è andato avanti, sia quella sera che la sera successiva. Loro non c’erano, ma il resto della maggioranza c’era ed è proseguito lo stesso. Quindi a livello numerico non ci sono ripercussioni. Ma non ce ne saranno nemmeno da un punto di vista argomentativo. La Lega è uno dei pilastri su cui si regge questa maggioranza, il rapporto tra noi e loro è solido.

Però una cosa devo dirla, anzi due, rispondendo alla domanda più difficile. La prima: sono convinto che se Mario Benvenuto non avesse parlato di “partito padronale” riferendosi a BPE, Irina Petrini non si sarebbe sentita in dovere di rimarcare l’esatto contrario e di fare quindi quel tipo di intervento. La seconda questione riguarda ciò che è successo nelle ultime settimane sui social: gli attacchi personali che Irina Petrini ha subito non si può pensare che le siano stati indifferenti.

Durante la discussione, la consigliera Dalla Corna non si è espressa favorevolmente nei confronti dei cambi di casacca, poi però al momento del voto ha dato luce verde. Ho visto che poi Lei [Sindaco] si è avvicinato a lei, cosa vi siete detti?

Sa che non mi ricordo? La verità è che, al di là di tutto, con la consigliera Dalla Corna e con Forza Italia ho un ottimo rapporto. Non ricordo proprio, ma non credo che si parlasse di questo, altrimenti me lo ricorderei.

Un altro tema che è stato caldo nel corso del Consiglio della scorsa settimana: la richiesta della consigliera Sabatini di una commissione d’inchiesta per quanto riguarda l’assessorato allo sport e, in particolare, le assegnazioni degli spazi alle società. Il pubblico presente caldeggiava questa ipotesi, che è stata invece bocciata.

Va bene, facciamo una commissione, facciamo una conferenza capigruppo e spieghiamo tutto quello che c’è da spiegare. L’assessore risponderà alle domande e, se poi vogliono fare qualche domanda anche a me, risponderò anch’io. La richiesta di una commissione d’inchiesta, peraltro, ha delle forme molto precise che non sono state rispettate, ma non ho neanche voluto tirarlo fuori: dovevano esserci almeno otto firme e invece ce n’erano tre; deve essere una proposta di deliberazione, invece è stata avanzata attraverso una mozione… ma non importa, nel caso in cui il Consiglio avesse approvato avremmo corretto il tiro alla prima occasione.

Ma se si parte dal presupposto per cui l’amministrazione è stata inefficiente, ha ritardato o ha fatto una scelta sbagliata, allora ne discutiamo in Commissione Bilancio, ne discutiamo in Conferenza Capigruppo. Si può chiedere, perché no, la convocazione della Consulta dello Sport, che non si riunisce dai tempi del Covid. Ma per queste problematiche non è la commissione d’inchiesta il luogo adatto per fare approfondimenti. Se invece è di legalità che si vuole parlare, vorrei saperlo, perché nella mozione non si parlava di questo. Secondo loro c’è un vizio di legittimità nei pareri di conformità che sono stati emessi dagli uffici? Allora vengano, ce lo dicano e si fa una commissione d’inchiesta. Ma vale quello che ho detto: poi si parla di tutto.

Allude a quanto già detto nella seduta del Consiglio, quando ha fatto riferimento a Damiano Chirico e al CGB?

Io non l’ho mai citato Chirico, però è chiaro che se io mi fossi trovato nella condizione di avere un rapporto di lavoro con il proprietario di una società sportiva che in questo momento è in contenzioso col Comune, io non avrei partecipato alla discussione. Dopodiché, ognuno è responsabile di ciò che fa. Io posso solo rilevare questa cosa, poi secondo la legge è la persona coinvolta che deve decidere cosa fare, se rimanere o uscire. È chiaro, però, che in una commissione d’inchiesta viene fuori tutto.

Lo sportello casa digitale che chiude, lo sportello antiviolenza che è stato delegato all’ambito, l’assessore ai servizi sociali che al momento non è ancora stato nominato: forse in ambito sociale bisognerebbe fare di più?

Secondo me non è questo. Il problema è di contingenza. L’ho spiegato venerdì e devo dire che Giovanna Borsotti, che ha fatto per dieci anni l’assessora ai servizi sociali, mi ha dato ragione. Negli ultimi anni c’è stato un picco della spesa sociale. Credo che quanto si spende in questo ambito non si spenda in nessun’altra parte. La fetta più grossa del nostro bilancio è lì. Quindi non si può dire che non ci sia attenzione. Il problema è che ci sono delle esigenze che fino all’epoca del Covid non esistevano. Contesti nei quali non si interveniva e ora si deve intervenire, causando costi molto più elevati. Banalmente, gli adeguamenti contrattuali pesano tantissimo.

Pesano sul Comune, quindi sul funzionamento della macchina comunale. Sulle mense (più del 50% degli incrementi è dovuto agli adeguamenti contrattuali. Pesano sui servizi sociali e questa cosa dobbiamo dircela. Occorre che lo Stato si mette in testa che non può continuare a ribaltare sugli enti locali determinate responsabilità. Secondo me, nell’arco di 5-6 anni dovremo riconoscere che i Comuni diventeranno meri erogatori di servizi sui quali non c’è bisogno che ci sia un sindaco che dia degli indirizzi politici, perché saranno già vincolati. Il tema della chiusura dei servizi purtroppo è dovuto a quello.

Con Fratelli d’Italia come sono i suoi rapporti?

Con le singole persone tendo ad avere un buon rapporto. Nel mio partito il numero legale non è mai mancato; sono convinto che loro riusciranno a fare chiarezza laddove ritenessero di doverne avere al loro interno. Sono un grande partito, oggi hanno un coordinamento legittimato da un congresso, e non è una cosa frequente nel centrodestra. La Lega faceva i congressi, ma nei partiti più grossi non c’era questa tradizione. Invece in questo momento noi, credo per la prima volta, abbiamo i due partiti di centrodestra, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno entrambi un coordinamento legittimato da un congresso. Secondo me questa è una cosa importante.

Si risolverà anche al loro interno la diatriba che evidentemente c’è e che non deve scandalizzarci. Così come è normale che dentro la maggioranza ci siano sensibilità diverse, è altrettanto normale che in un partito così grande ci siano sensibilità diverse e discussioni interne. Invito i miei alleati a prendere spunto e fare come ha sempre fatto la sinistra. Non è che non avessero diatribe interne, ma avevano la capacità di capire che il Consiglio Comunale non è un luogo nel quale devono venire fuori queste cose. Non si possono forzare le istituzioni per risolvere problematiche che non sono istituzionali.

Possiamo dire, però, che c’è una corrente che forse non le è proprio amichevole?

Non ho mai avuto nessun problema con la segretaria provinciale Enza Neri e in questo momento ho un rapporto di cordialità con tutti loro. Sebbene mi sia capitato di avere delle discussioni, anche serie, che possono essere sfociate in alcuni atti, si è trattato di discussioni puntuali su casi specifici.

Ha fatto una dichiarazione interessante nel corso dell’ultimo Consiglio: ha affermato di essere il sindaco più di sinistra degli ultimi trent’anni, e che ci sono temi che la sinistra cittadina non cavalca. Può spiegare meglio?

Sì, sono palesemente il sindaco più di sinistra negli ultimi 30 anni, a Brugherio. Tanto per cominciare, non mi stupisce che la sinistra non cavalchi i temi della sinistra. Ma nessuno si è accorto che dal PGT del 2016 è sparita l’edilizia pubblica? Ma che fine ha fatto la sinistra? Sto rifacendo il PGT e non so se riuscirò a reinserirla, perché contemporaneamente negli anni il Comune ha in qualche modo alienato le aree standard. E quelle rimaste servono per portare avanti i progetti già in essere. Se io riuscissi a mettere nel PGT almeno un po’ di edilizia pubblica, con tutti i difetti che pur mi attribuisco, direi di aver fatto il più bel PGT degli ultimi 30 anni.

Però, perbacco, è possibile che questa cosa nessuno l’abbia detta? Avevamo un avanzo d’amministrazione – che peraltro in parte abbiamo tuttora – che avrebbe consentito ad alcuni di dire: “prendo 4 milioni di euro e mi rifaccio la piscina”. Li avevamo. Invece la scelta fu quella di regalarla a un privato per 20 anni. Sono contro il business fatto sulle spalle della pubblica amministrazione. Anche laddove è legittimo, perché i progetti sono legittimi.

La domanda sarebbe stata successiva, ma visto che ha toccato l’argomento glielo chiedo subito: per la palestra del Cremonesi possiamo avere una tempistica?

La tempistica si sta essenzialmente allungando perché ho chiesto delle modifiche progettuali. Ho chiesto le tribune, che prima non erano previste, perché l’idea è che non sia più solo una palestra per l’allenamento, ma di renderla omologabile per le partite ufficiali. Poi ho pensato che non possiamo perdere l’occasione di mettere mano alla Parini, che ha un problema di ammodernamento degli spogliatoi, non ci sono le tribune e piove dal tetto. E c’è anche un problema estetico: una società come i Diavoli Rosa, con la fama che hanno a livello nazionale e internazionale, che porta le persone lì dentro… Non è una bella immagine neanche per noi come amministrazione, e non sarebbe male se contribuissimo.

Ma secondo lei i lavori potranno partire già quest’anno?

Spero che partano quest’anno, perché sicuramente la vogliamo pronta per la stagione 2027. Anche perché sarà l’anno in cui saremo Comunità Europea dello Sport, dobbiamo farla. Un’altra cosa per cui abbiamo chiesto un aggiornamento è che volevamo intervenire su quella benedetta pista ciclabile che sta per essere divorata dalle erbacce.

Veniamo all’intervista che ha rilasciato Balconi al nostro giornale. So che non è stata molto gradita, soprattutto nel passaggio finale in cui l’assessore non nascondeva le sue velleità di candidarsi a sindaco, benché avesse sottolineato il fatto che, se il candidato di centrodestra alle prossime elezioni fosse stato Lei, lui non avrebbe avuto ragioni per non appoggiarla. Cosa vuole rispondere?

Diciamo così: io non l’avrei mai detto. Lo ringrazio per l’attestazione di stima che mi ha indubbiamente ed espressamente fatto. Non l’avrei mai detto da assessore; magari un consigliere comunale può avere una libertà diversa da questo punto di vista, ma un assessore ha un rapporto fiduciario. Se hai un altro tipo di ambizione devi fare una scelta immediata, mentre un consigliere comunale si può permettere di dire le sue verità e nessuno può chiedergli di uscire dalla maggioranza. Una cosa a Balconi l’ho detta personalmente: se al mio posto ci fosse stato qualcun altro, magari qualche sindaco passato, probabilmente non gliel’avrebbe fatta passare. In passato, per un’affermazione del genere si poteva essere mandati a casa. Io non la vedo così, ho un rapporto anche d’amicizia con Balconi e non ho dubbi sulla fiducia che gli ho dato e sulla fiducia che lui ha in me.

A proposito di personale, Balconi diceva di ponderare meglio le assunzioni, perché secondo lui a volte si privilegiano alcuni assessorati anziché altri. Cosa risponde?

No, questa cosa non la condivido. Abbiamo un programma da portare avanti e soprattutto abbiamo una situazione da sistemare, e lui lo sa. La spesa del personale è fondamentale. Noi ci stiamo accorgendo che questo Comune ha una forte necessità di personale. Ci serve del personale in più. Passare in dieci anni da 230 dipendenti a 150 è una catastrofe. Quando siamo arrivati avevamo, tanto per fare un esempio, un corpo di Polizia Locale con 14 agenti.

Oggi ce ne sono 24, anzi 23 perché uno è stato trasferito, ma abbiamo già in corso delle nuove assunzioni. Lo dico chiaramente: io aspiro, entro la fine del mio mandato, ad arrivare ad almeno 30 agenti. Una città di 38.000 abitanti non può averne meno di 30. Sicuramente dobbiamo mettere mano all’ufficio tecnico. Non possiamo avere una sola persona all’ufficio strade, una persona al verde. Una persona che si deve occupare di tutto, tutto.

Facciamo i bandi e non riusciamo a portarli a termine perché non ci sono tecnici, e quelli che ci sono fanno bene ad andare in Regione o all’Agenzia delle Dogane, dove sono meno stressati e dove hanno meno contatto diretto con i cittadini. Questa è la situazione, una situazione oggettiva che non riguarda solo Brugherio. Insieme ad altri sindaci del Consiglio delle Autonomie Locali abbiamo approvato un verbale col quale abbiamo chiesto alla Regione di valutare degli aiuti.

Cioè dire alla Regione: abbiamo capito che mi rubi il personale, perché il mio personale sta molto meglio da te che da me, però se io devo fare una strada e non ho personale, tu metti insieme un team per cui io vengo da te e ti dico “progettami la strada”. Ecco, il concetto è un po’ quello che si iniziò a fare con i segretari comunali. Noi fino al 2006-2007-2008 avevamo un Comune di, all’epoca, 33-34 mila abitanti con il suo segretario comunale. Dal 2010 poi abbiamo dovuto iniziare a condividerlo con altri Comuni. I tecnici sono figure sempre più richieste, sempre più professionalizzate; piaccia o no, dobbiamo metterci insieme.

Le sottolineo un altro passaggio dell’intervista a Balconi: disse che per quanto riguarda la comunicazione dovreste evitare il fuoco amico, e che spesso vi fate opposizione da soli.

Ha ragione. Però, noi siamo democratici e secondo noi l’opposizione deve esserci. Qualcuno deve farla. No, seriamente. Dovremmo stare meno attenti al canto delle sirene e alle Cassandre, perché spesso il fuoco amico arriva da persone che magari non hanno niente da perdere; e poi è chiaro che se i consiglieri comunali e gli assessori si fanno tirare dentro, alla fine viene fuori il finimondo. Questo va detto.

Scivoletto ogni tanto torna alla carica con la proclamata, in campagna elettorale, riapertura delle consulte di quartiere, che ancora non è avvenuta.

Nel nostro programma elettorale avevamo il tema delle consulte di quartiere. C’è un assessorato: noi abbiamo deciso di nominare un assessore alle consulte di quartiere, che è Diego Cristiano. Io non ho nessun problema a ragionare effettivamente sulla riapertura delle consulte. Sicuramente su una cosa il mio predecessore (Marco Troiano, nda) aveva ragione: è fondamentale rivederne l’assetto. Nel senso che se oggi prendi lo Statuto del Comune e leggi come sono regolamentate le consulte dei quartieri, ti accorgi che è una roba che arriva dagli anni Novanta, forse prima ancora che esistesse l’URP e che si diffondesse internet. A quel tempo c’era bisogno del personaggio di quartiere che andasse in Comune a fare segnalazioni.

Tutto questo oggi non ha più senso. In che senso, secondo me, possono esistere le consulte di quartiere, o delle consulte tematiche? C’è bisogno di partecipazione? Sì, allora cerchiamo di far crescere il contesto sociale, di capire non il bisogno singolo, ma il bisogno strutturale. Che so, poniamoci in programma delle politiche della casa e facciamo partecipazione su questo. Vediamo se la gente ha qualcosa da dirci in tema di politiche della casa. Mi verrebbe da dire che l’Incontragiovani potrebbe diventare una consulta, un luogo dove ci siano cose di questo tipo (una volta credo addirittura esistesse la Consulta Giovani). E secondo me vale la pena riperimetrare i quartieri; questa cosa è già emersa nel 2011, c’è un problema di riperimetrazione. Ci sono quartieri come San Damiano, Baraggia o Moncucco che necessitano effettivamente di un’autonomia diversa.

Sull’appalto del verde cosa succederà nei prossimi mesi?

Purtroppo, sapete che è arrivata una sentenza. Una sentenza che sostanzialmente, come noi ci aspettavamo, ha detto che c’è stato un errore di calcolo. La Provincia avrebbe dovuto, diciamo così, in esecuzione di questa sentenza, rifare il calcolo e rimandarci la graduatoria, e sulla base di quella graduatoria il Comune avrebbe fatto l’assegnazione. Nel frattempo, però, è arrivato il ricorso al Consiglio di Stato da parte della società che ha perso. Noi non abbiamo fatto ricorso perché non abbiamo perso, nel senso che quella sentenza non ha annullato tutto. E non possiamo certamente attendere né i tempi del Consiglio di Stato né poi i tempi della SUA (Stazione Unica Appaltante, nda). Quindi abbiamo deciso di fare una cosa diversa. Abbiamo deciso di fare un nuovo appalto, che non è l’appaltino ponte di 130.000 euro dell’anno scorso: è un appalto che quota il doppio, quindi siamo a 262.000 euro.

Siamo comunque al di sotto dei 500.000 euro, quindi non dobbiamo fare un bando europeo, ma facciamo una cosa a chiamata, un avviso pubblico. In questo modo noi abbiamo otto tagli, quindi due in più rispetto a quelli canonicamente previsti. Si inizia ad aprile, si finisce a dicembre. Subito dopo faremo invece l’appalto per il giardinaggio e potremmo stare dentro i 140.000 euro. Aggiungo, siccome molti me lo chiedono, che le potature degli alberi poi sono un’altra cosa ancora, cubano 170.000 euro e sono già partite, quindi per quest’anno siamo coperti.

Nel 2027 Brugherio, insieme a Carugate e Pessano con Bornago, sarà Comunità Europea dello Sport. Complimenti per questo risultato ma, in soldoni, quali benefici ci saranno per la città?

Intanto ci darà l’opportunità di fare, utilizzando l’avanzo d’amministrazione, degli investimenti importanti sulla città. Sicuramente vorremmo inaugurare la nuova palestra. Vogliamo instaurare con questi due Comuni un rapporto importante anche sul tema della gestione degli impianti sportivi. Ora, non che fuori da Brugherio si sia messi particolarmente meglio. Ci siamo accorti, andando a fare incursioni altrove, che in realtà ci sono dei problemi immani sul tema della carenza di spazi anche in altri Comuni. Però il fatto di poter ragionare in sinergia, per esempio con Carugate che è qua di fianco, cambia molto la situazione; l’idea è che attraverso questo titolo noi si possa partecipare a dei bandi con molta più facilità rispetto a come potremmo fare da soli, in un contesto che potrà attrarre anche finanziamenti esterni.

Credo molto a questa cosa, mi piace che avvenga – del tutto casualmente – nell’anno successivo al centosessantesimo compleanno del Comune di Brugherio. Mi piace che avvenga nell’anno in cui avremo una nuova palestra e mi piace che avvenga in un contesto in cui (e sto dicendo una cosa che l’assessore Imperato ha già detto, ma a questo punto è giusto dirla) spero si possa dare più certezza nel tempo alle società sportive sulle assegnazioni. Ovvero: non fare più le assegnazioni annualmente, perché nessuno è oggettivamente in condizione di programmare anno per anno, al netto dei ritardi. Diciamo alle società sportive: “Guarda, tu per i prossimi 2-3 anni hai questi spazi; quindi, la tua attività di crescita o di sviluppo la fai sulla base di questi spazi”. Questa è una cosa che io conto possa avvenire già quest’anno.

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