Ancora contenuto l’impiego dell’IA nel tessuto produttivo europeo. Per affrontare il problema, arriva a Milano la AI Week, un appuntamento dal taglio europeo e mirato alla divulgazione sulla più discussa evoluzione tecnologica della nostra epoca.
Ancora marginale l’impiego nell’impresa europa delle IA
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2025 circa il 20% delle imprese UE con almeno 10 dipendenti ha utilizzato tecnologie di intelligenza artificiale nei propri processi aziendali. Il dato registra un aumento di 6,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Una quota in crescita, ma che resta comunque in forte ritardo rispetto al potenziale che l’IA può avere come leva strategica nei modelli di business e nei sistemi produttivi europei.
Dove e come viene adottata l’intelligenza artificiale
L’impiego più diffuso riguarda applicazioni come l’analisi del linguaggio scritto (11,8%), la generazione di immagini e contenuti multimediali (9,5%) e la generazione di linguaggio naturale (8,8%). Anche il riconoscimento vocale e la conversione del linguaggio parlato in testo sono in crescita, ma restano a livelli di penetrazione più bassi.
In questi numeri si riflette una tendenza chiara: le imprese europee tendono a usare l’IA soprattutto per attività di supporto (automatizzazione, analisi dati, comunicazione). Al contrario, l’adozione di soluzioni più complesse integrate nei core business resta minoritaria.
Divari territoriali e specificità italiane
All’interno dell’UE, possiamo osservare anche velocità diverse fra le varie nazioni membre. I livelli più alti si registrano in Danimarca (circa 42%), Finlandia (37,8%) e Svezia (35%), mentre Romania, Polonia e Bulgaria rimangono sotto il 9% di imprese con IA integrata.
Per quanto riguarda l’Italia, il quadro è migliorato negli ultimi anni, ma il paese resta sotto la media UE. Sono circa il 16% delle imprese italiane a utilizzare tecnologie di IA, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Il gap si complica ulteriormente se si guarda alla popolazione: solo il 19,9% degli italiani ne ha fatto uso nel 2025, contro una media europea del 32,7%.
Dietro questi numeri non ci sono solo ostacoli tecnologici, ma soprattutto barriere culturali e di competenze digitali, che spingono molte PMI a rimandare o limitare investimenti in IA.
Milano lancia la AI Week
Nel tentativo di accelerare l’adozione e di stimolare imprese e professionisti, Milano si prepara a ospitare la AI WEEK 2026 il 19 e 20 maggio alla Fiera di Rho. L’evento si presenta come il più grande appuntamento europeo dedicato all’intelligenza artificiale. Aperto a manager, imprenditori e professionisti interessati a esplorare applicazioni, casi reali, strategie di integrazione e sfide etiche e normative.
Oltre 700 speaker internazionali e più di 250 espositori, con un pubblico atteso di oltre 25.000 partecipanti. Tra i relatori confermati ci sono figure di spicco del settore tecnologico, ricerca e business, pronte a confrontarsi su casi di successo, modelli di governance dell’IA e prospettive future.
Inoltre, l’evento offre aree tematiche diversificate, come summit dedicati alla sanità intelligente o allo sport, oltre a sessioni focalizzate sulla formazione e sull’incontro diretto tra startup, corporate e istituzioni.
Secondo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, il problema non è solo tecnologico ma culturale. «I dati mostrano un’Europa in rapido movimento, ma ancora lontana dal pieno potenziale dell’IA», spiegano. «Senza competenze diffuse e consapevolezza dei benefici concreti, molte imprese continueranno a restare ai margini dell’innovazione». «Iniziative come AI WEEK 2026 assumono un ruolo cruciale: non solo per mettere in luce casi concreti di utilizzo di questa tecnologia, ma soprattutto per alimentare una cultura condivisa, che superi barriere di competenza e diffonda consapevolezza su come la tecnologia possa diventare un fattore abilitante per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità delle imprese europee e italiane».




