domenica, Gennaio 11, 2026
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Ronchi (Lega): “Alla maggioranza serve un tagliando. È mancata la comunicazione interna”

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“Non voglio dire che abbiamo salvato il Bilancio…”, esordisce il capo politico della Lega, Maurizio Ronchi, in apertura della conferenza stampa di giovedì sera. Al che, la replica dei giornalisti: “Ma così lo hai detto!”. “Queste sono interpretazioni giornalistiche”, ridacchia Ronchi. Insomma, con un siparietto così in apertura, ci si aspettava solo il crescendo: “Alla maggioranza serve un tagliando, come si fa con le macchine dopo un certo numero di chilometri”. Eccolo.

Ma andiamo con ordine. Oltre a trattare le questioni riguardanti la zona di Bindellera, i leader del Carroccio, Ronchi e il segretario Massimo Peraboni, hanno dato la loro visione sulla situazione politica in città. In primo luogo parlando degli emendamenti presentati dal capogruppo Stefano Manzoni al bilancio di previsione: rotonda di San Damiano e tassa di soggiorno. In secondo luogo analizzando gli equilibri di maggioranza.

“La rotonda di San Damiano già nel 2027”

Per quanto riguarda la rotonda, l’emendamento non aveva trovato parere favorevole da parte degli uffici ed era quindi stato ritirato da Manzoni. “È stato bocciato per equilibri tecnici di bilancio”, spiega Ronchi. “Tuttavia il nostro assessore, Massimiliano Balconi, ha promesso che verrà stanziata parte dell’avanzo 2026 con previsione di spesa per il 2027 per quest’opera, in modo che i lavori partano nella primavera 2027”.

Prende quindi forza l’idea che era stata proposta da Balconi e dal sindaco Roberto Assi in quella sede. Cioè una variazione di bilancio primaverile per condurre in porto quest’opera da 500 mila euro. Si tratta di una rotatoria tra viale Lombardia, via Offelera e via Montello per alleggerire il traffico pesante su San Damiano.

L’altra proposta su cui Ronchi assicura di avere l’appoggio della maggioranza è la tassa di soggiorno, che ha come primo obiettivo gli affitti brevi a scopo turistico. Lo scopo è intercettare risorse da chi soggiorna, perlopiù per motivi di lavoro, sul territorio comunale. Verrebbe applicata ai clienti di hotel e B&B e sarebbe calcolata tenendo conto delle aliquote dei comuni con caratteristiche paragonabili al nostro nel circondario. A Cologno, tanto per dare un’idea, è di 3,50 euro.

“Non ridaremo la città alla sinistra”

L’ultimo consiglio comunale, in cui l’assenza della Lega ha contribuito al mancato raggiungimento del numero legale, è stato un banco di prova. Solo con l’arrivo tardivo del capogruppo leghista Manzoni è stato possibile approvare il bilancio. “Gli assenti da parte della Lega erano più che giustificati da tempo – mette in chiaro Ronchi –. Ma non c’è da fare grandi voli pindarici: per evitare di spostare il consiglio a lunedì 23 dicembre, il buon Stefano, con grande senso di responsabilità, è arrivato indossando gli abiti del suo lavoro”. Non si può quindi non parlare degli equilibri consiliari.

La prima freccia però è ai danni dell’opposizione. “Voglio tranquillizzare la sinistra: non siamo noi quelli che ridaremo loro la città. Sappiamo come governano, quello che hanno fatto in passato e per cui stiamo ancora pagando le conseguenze, come il centro sportivo e la scuola. Noi ormai siamo il partito più antico di Brugherio e manteniamo serietà e trasparenza. Chi a sinistra ha pensato che potessimo fare uno sgarro al nostro assessore sbaglia”.

La seconda freccia è diretta alla linea ufficiale di Bpe, che ancora prima della seconda chiama dell’ultimo consiglio comunale aveva addossato sull’opposizione la responsabilità del mancato numero legale. “Non condivido quanto detto sulla sinistra, cioè che siano stati loro ad andarsene. Se stavano dentro mi preoccupavo: ha fatto quello che fa ogni opposizione”.

(Peraltro, per uno strano gioco delle parti, proprio nello stesso consiglio comunale era stato l’assessore leghista Balconi a riprendere questa linea e il sindaco di Bpe, Roberto Assi, a pensarla in modo simile a quanto poi detto da Ronchi).

Un tagliando per la maggioranza

E qui si arriva al punto vero: i rapporti di forza nel centrodestra. Siamo alla seconda delibera auto-emendata dalla maggioranza in pochi mesi, e sempre su temi che in qualche modo coinvolgono il Carroccio. Su Cem la prima volta, sulle partecipate di competenza di Balconi la seconda. Tutto ciò non è passato inosservato a Ronchi e Peraboni. “Quello che è successo in questi casi è un campanello d’allarme. È come quando la macchina va in riserva. È evidente che su questi argomenti è mancata la comunicazione politica tra i partiti”, afferma Ronchi.

Che prosegue: “Dopo due anni e mezzo di maggioranza, come per una macchina dopo aver percorso molti chilometri, c’è bisogno di un tagliando. Siamo a metà mandato, al giro di boa. Quindi ci si deve guardare in faccia tra alleati e fare un ragionamento per crescere, tornare a sorridere e andare avanti”.

Dunque, il monito: “Tutti i partiti del centrodestra sono necessari l’uno all’altro. Se manca il numero, regaliamo la città a chi ha tolto il mercato dal centro e ha fatto quello che ha fatto. Per esperienza, quando si inizia la discesa di metà mandato i personalismi mettono in difficoltà le maggioranze perché si vedono già le elezioni. Ma serve continuità per portare a termine quanto promesso. La Lega mette tutta la sua disponibilità”.

Peraboni è ancora più chiaro: “La stabilità è data dal fatto che ognuno dei partiti di maggioranza è tale per cui, se non ci fossero gli altri, non ci sarebbe maggioranza. Siamo costretti dai numeri ad andare avanti. Il tagliando metterà in crisi la maggioranza? No, è un modo per guardarsi in faccia e ripartire”.

E se, a domanda diretta, Ronchi risponde che è un caso che il “tagliando” debba avvenire in concomitanza con un Pgt che entra nel vivo, resta il fatto che siamo in un periodo in cui una ridiscussione delle deleghe assessorili è necessaria dopo le dimissioni di Silvia Monguzzi.

I numeri in consiglio comunale

Comunque va detto che, calcolatrice alla mano, i voti di Bpe (incluso Assi), Fratelli d’Italia, Forza Italia e Misto fanno arrivare il conteggio a 14, cioè alla maggioranza dei 25 consiglieri, a prescindere dalla Lega. Ma, anche restando in maggioranza, gli eventi del bilancio di previsione hanno mostrato che bastano due assenze nel centrodestra affinché la Lega risulti decisiva per il numero legale.

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