Alessia, 17 anni, studentessa al quinto anno di liceo scientifico, con il sogno di fare la ricercatrice. Le piace l’idea di essere un medico che studia e lavora per trovare cure e vaccini alle peggiori malattie del mondo. Soprattutto è una dei tanti studenti che stanno seguendo il mio seminario di Difesa Personale Educativa, presso l’istituto superiore che l’ha organizzato.
Come spesso accade in questi seminari, si aprono molti dibattiti, quello principale di quel giorno riguardava il comportamento possessivo del partner. Con mio sommo dispiacere mi ritrovai affranta, sconvolta e stupita nel sentirmi dire dalla maggior parte degli studenti, che era un comportamento corretto.
Se il tuo partner dice che vuole controllare il tuo telefono è lecito, se tu non vuoi lasciarglielo fare significa che hai qualcosa da nascondere. E che nel 99% dei casi corrisponde ad un tradimento.
Comportamenti tossici che non hanno genere
Questo è un comportamento che riguarda entrambi i sessi, anche se risulta una richiesta espressa per lo più dai ragazzi verso le ragazze. In realtà non è cosi, semplicemente i ragazzi pensano di avere facoltà di opporsi a differenza delle ragazze che sono invece “obbligate”.
Stessa cosa per quel che concerne l’abbigliamento, se il fidanzato pensa che lei in giro con quei vestiti non ci deve andare, lei è obbligata a cambiare stile.
Parlare con “quel” ragazzo è vietato, al contrario però lei potrà arrabbiarsi quanto vuole ma lui non smetterà di dare confidenza alla sua ex, o qualsiasi altra ragazza che ha attirato la sua attenzione.
Un’altra restrizione aberrante ma, secondo loro lecita, è vietare di uscire con le amiche. E nemmeno si discuta la frequentazione di una discoteca con le stesse, senza di lui??
È oltraggioso anche solo pensare di avere una libertà simile se sei fidanzata. Altrettando ovvio che questo comportamento non prevede il contrario, il maschio fa quello che vuole, esce con chi vuole, quando vuole, dove vuole.
Però mi vuole bene……
Avanzo una domanda all’intero corpo studentesco partecipante, ma specifico che mi rivolgo soprattutto alle ragazze quando chiedo: perché mai un comportamento simile dovrebbe essere giusto, corretto? La risposta è semplice: la gelosia e la possessività, anche quelle estreme e senza fondamenta, sono la dimostrazione che TI AMA. Contrariamente, se non è geloso per il modo in cui ti vesti, o se non ti vieta di essere libera, significa che non ci tiene a te.
E vi assicuro che quando mi danno questa spiegazione sono convinte! Mentre i maschietti al loro fianco gongolano, ridono e ci sono anche quelli che si battono il cinque. Ovviamente spiego che è l’esatto opposto, li porto con me nel mondo del femminicidio raccontando storie vere di persone che si sono trovate seriamente nei guai, ho riportato esempi drastici e aimè non sono riuscita a convincerli, per lo meno non tutti.
Al termine del tempo concesso al mio seminario, consegno dei piccoli riassunti schematici degli argomenti trattati quel giorno e faccio notare che su ogni pagina ci sono riportati i miei contatti. Rammento loro che possono scrivermi quando vogliono e di tutto ciò che vogliono, per approfondire temi o per farmi domande io sarò sempre disponibile.
L’ email di Alessia
Dopo otto ore circa, il mio smartphone segnala l’arrivo di una nuova e.mail.
Alessia ha scritto:
salve oggi ero presente al suo seminario a scuola, l’ho trovato molto interessante. Io spero di non disturbarla, le scrivo perché mi sento molto confusa. Da un anno sto assieme ad un ragazzo che mi piace tantissimo, mi tratta bene, ma è molto geloso. E fa tutte quelle cose che ha detto lei oggi che a me però fanno diventare triste.
Un giorno mi ha visto parlare con un ragazzo della mia classe, fuori da scuola, si è arrabbiato tantissimo. Mi ha fatto promettere che non sarebbe mai più successo. Cosi ogni giorno io prendo il pullman per tornare a casa insieme a lui, non lo guardo nemmeno in faccia. Mi siedo lontana. Ma non gli è bastato. Ha voluto vedere il mio telefono per controllare se ci scriviamo, morivo di paura perché c’erano dei messaggi che lui ha trovato. Parlavamo di un compito in classe ma non gli importava, mi ha accusata di aver cancellato quelli sconci. Mi ha tirato uno schiaffo dandomi della bugiarda e mi ha lasciata.
Non ci siamo sentiti per tutto il giorno, poi però la sera è venuto sotto casa mia con un mazzo di rose rosse bellissime: mi ha chiesto scusa per lo schiaffo anche se me lo meritavo.
Io non so cosa fare, non voglio che mi lasci, lo amo e so che anche lui mi ama. Cioè credo che mi ami, perché fa tutte quelle cose che ha detto lei stamattina: non vuole che esco con le mie amiche da sola, la sera stiamo insieme fino alle 23:00 e il sabato sera fino a mezzanotte. Poi mi riporta a casa perché lui deve uscire con i suoi amici, e quando sono a casa vuole che, dopo mezz’ora, gli mando un messaggio dal telefono di mia madre così sa che sono a casa per davvero.
Alcune mie amiche vanno a ballare da sole ma lui non vuole che vada con loro, le ragazze serie non vanno a ballare da sole. Quando mi confronto con le ragazze dei suoi amici mi dicono le stesse cose, quindi ho pensato che se sei fidanzata è cosi che funziona. So di altre ragazze che escono da sole anche se sono fidanzate, dicono che non fanno niente di male, ma nemmeno io farei niente di male
Come faccio a convincerlo, mi può dare un consiglio su come si fa a convincerlo che io non farei niente di male. Io lo amo non lo tradirei mai.
Grazie se mi risponde.
Il prodotto dei nostri tempi
Eccolo qui, il prodotto della società odierna.
Seminari, stage, pubblicità, film, documentari, corsi a più non posso per cercare di mettere in guardia, di incalzare un auto analisi, di cambiare questa mentalità patriarcale e siamo a questo punto, un passo avanti e sette indietro.
Mi è venuto il magone quando ho letto questa email. Lei non cercava da me un consiglio per uscirne, lei voleva un consiglio per cambiare il suo ragazzo. Per poter essere felice insieme a lui. Perché lo amava. Cosi come era certa che lui amasse lei.
Quella mattina ho parlato per un ora e mezza di come questo comportamento non è salutare, non è amore, non è normale, e lei … mi chiede come conviverci.
Vado in cucina, decido che ho bisogno di una tisana rilassante, accendo il portatile, e mentre aspetto che il bollitore segnali la giusta temperatura l’acqua, penso al giusto modo di rispondere a questa ragazza.
La risposta di Tania
Tania.difesa@gmail.com ha scritto:
Carissima Alessia,
innanzitutto grazie per aver condiviso le tue perplessità con me, sono a scriverti una risposta alla tua domanda che troverai deludente in quando non sarà ciò che speravi di ricevere.
NON SI Può CAMBIARE UNA PERSONA.
Non posso consigliarti modi per convincerlo a farti vivere la tua libertà che ti spetta di diritto, perché non ce ne sono.
Posso però dirti che un rapporto sano, dove si ama davvero l’altra persona è basato sulla fiducia reciproca. un compagno deve essere un valore aggiunto nella tua vita, non una privazione di qualcosa.
C’è un altro fattore però che non c’entra nulla con l’amore o la paura di un tradimento, qualcosa di estremamente grave e pericoloso ed è l’idea spaventosa che la fidanzata o il fidanzato sia di sua esclusiva proprietà, esattamente come un oggetto.
Se il tuo fidanzato ti priva di ciò che ti rende felice per paure derivanti da esperienze passate, o perché altrimenti viene preso in giro dagli amici, allora qualche speranza di avere un dialogo costruttivo forse ce l’hai. Ma se ti rendi conti che il suo comportamento nei tuoi confronti è legato all’idea di possesso, bimba mia non sottovalutare la situazione. Racconta tutto in famiglia, non vergognarti, non crearti problemi di nessun genere e se perdi amicizie per questo rallegratene, amici non sono.
A presto.
Alessia, via dal suo amore tossico
Sono passati quasi 3 anni da questo episodio, due dei quali passati oscillando tra la paura e la determinazione, Alessia dopo 3 mesi dalla nostra prima mail decide di lasciare il suo fidanzato, che inizialmente sembrò anche averla presa bene, ma poi ci fu il susseguirsi di comportamenti al limite della sopportazione e anche della legalità, con l’aiuto della famiglia e con la sua forza ne uscì.
Alessia oggi studia medicina in una delle migliori università di Italia. La decisione di frequentare l’università in un’altra regione fu presa dopo un anno sabbatico passato ad affrontare le sue paure e le sue fragilità trasformandole in coraggio e in forza d’animo, imparando l’atteggiamento giusto per difendersi da questi uomini e amicizie, per non inciampare più in una relazione tossica di questo genere.
Fuori paese, non come via di fuga, ma come un nuovo inizio,
Partì senza lasciarsi niente alle spalle, carica di energie, di sogni e tanto amore verso se stessa.
Se penso che quel giorno all’istituto superiore, dove erano presenti centinaia di ragazzi, solo una di loro mi ha scritto. Mi rattrista e ammetto che un po’ mi deprime, però poi penso a lei, ad Alessia, penso a come era fragile e confusa, e come oggi invece sia una persona determinata e forte. Allora mi dico che va bene così, una persona è meglio che nessuna. Un’altra storia da raccontare nella speranza che tocchi cuori talmente nel profondo da cambiare la vita di un’altra persona senza nemmeno che io lo sappia.






