La Lombardia punta ad essere avanguardia del settore agroalimentare. Questo l’obbiettivo di Agrifood Basket Bond, programma che partirà il prossimo 12 gennaio e mirato a stanziare 75 milioni di euro nel settore. Lo strumento si inserisce in una strategia nazionale, che sembra bilanciare il protezionismo locale con l’apertura verso l’esterno, con un’Europa che si avvicina all’accordo con il Mercosur. Diverse però le criticità di cui tenere conto, soprattutto in termini di distribuzione dell’investimento pubblico.
Gli investimenti in Lombardia
L’Agrifood Basket Bond 2026 è un programma da 75 milioni di euro per finanziare PMI del settore attraverso minibond agevolati. Gestito da Finlombarda e Mediocredito Centrale, con garanzia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, vedrà l’apertura delle domande il 12 gennaio sul portale regionale. Le imprese potranno accedere a prestiti da 1 a 3,75 milioni per investimenti in innovazione, sostenibilità e commercializzazione. Questo intervento mira a rafforzare la filiera locale, che rappresenta una fetta significativa del valore aggiunto nazionale, tutelandola da minacce esterne come la concorrenza low-cost. In un anno di transizione verde e tagli alla PAC, il Basket Bond è un baluardo per la competitività lombarda, allineato a fondi PNRR che privilegiano efficienza e digitalizzazione.
Il finanziamento è in linea con le azioni del governo nazionale. Il governo Meloni ha inizialmente frenato sull’accordo UE-Mercosur per proteggere agricoltori e PMI, sfruttando l’asse con la Francia e le proteste di dicembre 2025. Aggiornamenti recenti indicano un’inversione: l’Italia pianifica di supportare il deal al voto degli ambasciatori UE il 9 gennaio, per raggiungere una possibile firma il 12 gennaio. Questa mossa pragmatica bilancia la difesa del Made in Italy (chiedendo clausole specchio su standard ambientali/sanitari) con opportunità export. Per la Lombardia, significa che investimenti come il Basket Bond guadagnano tempo per maturare, ma in un contesto di mercati più aperti.
Il contesto internazionale
A livello internazionale, l’accordo UE-Mercosur creerebbe un mega-mercato da 780 milioni di consumatori e sembra essere prossimo alla firma. I ministri agricoli UE discuteranno il patto mercoledì 7 gennaio, con enfasi su salvaguardie per settori sensibili come carne e zucchero. Si punta a ottenere diversificazione da Cina e USA, con quote limitate su import sudamericani. Rimangono ancora rischi di concorrenza sleale, che potrebbe deprimere prezzi locali finendo per colpire soprattutto le parti d’Italia meno spinte da investimenti pubblici sull’esportazione.
La strategia italiana sembra evolversi, dunque, verso un sostegno cauto al Mercosur. Questo cambio concede ossigeno agli investimenti locali per innovare, ma è una scommessa: se firmato senza robuste protezioni, il Centro-Sud (più vulnerabile a low-cost) rischia di più, nonostante le quote PNRR. Per la Lombardia, l’accordo sembra un’opportunità di crescita a tutti i livelli. Resta però da vedere se la mancanza di equilibrio nella gestione interna non finirà per affondare anche gli investimenti produttivi.





