venerdì, Gennaio 23, 2026
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Il Brianza Pride 2026 sarà a Brugherio e Cologno Monzese

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Il Coordinamento del Brianza Pride ha comunicato giorno e luogo dell’ottava edizione della manifestazione: si terrà il 12 settembre 2026 e il tradizionale corteo sfilerà da Cologno Monzese a Brugherio.

Per la prima volta un Pride unirà due province, quella della città metropolitana di Milano e quella di Monza e Brianza. Una sfida organizzativa non semplice, ma voluta fortemente per sottolineare anche materialmente il tema centrale delle rivendicazioni della manifestazione, intitolata “La periferia di nessun⊗”. Si tratta di una “scelta politica precisa” – si legge nel comunicato stampa – con la quale il Coordinamento intende “ribadire la necessità di connessione, dialogo e alleanza tra territori che vivono quotidianamente relazioni sociali, lavorative e culturali profonde” denunciando “come l’abitare territori prossimi alle grandi città venga troppo spesso raccontato come marginalità”.

Il Sindaco di Brugherio Roberto Assi ribatte stranito: “Non so di quale marginalità si stia parlando, Brugherio non è né periferica, né marginale. Siamo il cuore della provincia di Monza.

Brianza Pride 2026: ne parla Oscar Innaurato, Presidente BOA Brianza

Le associazioni che organizzano il Pride insistono però nel rivendicare un rapporto tra Città metropolitane, per natura e numeri accentratrici di servizi e investimenti, e periferie che ricercano connessioni con i grandi centri. Il riferimento è anche a temi attuali come l’enorme questione dell’insostenibilità abitativa di Milano che spinge sempre più persone a spostarsi nell’hinterland. Che ci sia una ricerca di connessioni tra periferia e centro appare poco contestabile se si pensa ai trasporti: dall’eterna progettazione della tramvia brugherese alla contesa dei fondi per finanziare i prolungamenti di M5 verso Monza e M4 verso Segrate.

“Le prossime Olimpiadi sono solo l’ennesima dimostrazione di quanto la Lombardia sia Milano-centrica e il tanto sbandierato multicentrismo esista solo a parole – commenta Oscar Innaurato, Presidente di Brianza Oltre l’Arcobaleno, associazione capofila del Coordinamento Brianza Pride – Ma non ci dobbiamo dimenticare che chi vive e popola i grandi centri come Milano siamo proprio noi, che abitiamo le periferie e ogni giorno ci spostiamo per studio, lavoro o interessi. E quelle periferie non sono dormitori, sono posti in cui costruiamo le nostre vite.”

Che cosa centra con le rivendicazioni dei diritti della comunità LGBTQIA+? “Nel 2025 gli episodi di violenza contro persone della comunità LGBTQIA+ sono aumentati, ma questo tema è scomparso dalle agende politiche nazionali e internazionali – continua Innaurato – La comunità arcobaleno è messa sempre più ai margini, una periferia umana della società. Brianza Pride combatte per affermare che nessun territorio e nessuna persona è periferica per natura”.

E centra anche con il rapporto con le associazioni LGBTQIA+ che operano nelle grandi città. “È vero che il Milano Pride ha una portata più grande in termini numerici, ma chi partecipa siamo proprio noi che veniamo dalla cosiddetta periferia. Attraversando due province vogliamo anche affermare che, come movimento, non ci consideriamo minori. Chi opera nelle grandi città ha più visibilità, maggiori garanzie e tutele, ma dignità, diritti e autodeterminazione non possono essere un privilegio geografico.”

“Provocazione? No, reazione agli stimoli esterni”

La sfida organizzativa di attraversare due province, quindi, se da una parte vuole creare un ponte tra territori e battaglie sotto la stessa bandiera arcobaleno, dall’altra suona come una provocazione. Verso realtà che pur combattendo le stesse lotte, difetterebbero nel riconoscere un ruolo di protagoniste alle associazioni del Comitato Brianza Pride. Ma anche verso il comune di Brugherio che l’anno scorso non aveva riconosciuto il patrocinio all’iniziativa (Cologno Monzese, nell’area di Milano, lo aveva invece concesso al Milano Pride). Un atteggiamento che non sorprende, se si pensa anche ai sassolini dalla scarpa che BOA Brianza si è tolta sotto la finestra del sindaco di Arcore durante il Pride 2025.

“Non si tratta di provocazioni – puntualizza Innaurato – ma di reazioni a stimoli esterni. Ad esempio, tanto discussa Via Frocis era una risposta alle dichiarazioni del cardinale Muller. Oggi sentiamo di dover reagire per affermare di non essere la periferia di nessuno.”

Rispetto al patrocinio non concesso lo scorso anno il Sindaco Assi non ha ripensamenti: “Alla luce degli slogan provocatori che sono stati utilizzati nella manifestazione dell’anno scorso, direi che abbiamo fatto bene. Pur non negando a nessuno la possibilità di esprimersi e manifestare, non possiamo concedere un patrocinio che significa adesione morale nei confronti dell’evento, quando questa non c’è da parte di tutta la città”.

E poi esprime qualche perplessità sulla comunicazione diramata dal Coordinamento del Brianza Pride: “Per ora non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali. Ho sentito parlare di un percorso che attraverserebbe viale Lombardia, ma io spero vivamente di avere dei lavori in corso su quel tracciato in estate. Bisognerà valutare la fattibilità, forse sarebbe stato meglio consultarsi prima”.

L’iter organizzativo è appena cominciato, seguiremo da vicino gli sviluppi.

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