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Brugherio ricorda Giulio Mandelli: posata una Pietra d’inciampo in sua memoria

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Sabato 24 gennaio, nella sala consiliare del Comune, si è svolta la cerimonia per la deposizione della Pietra d’inciampo dedicata a Giulio Mandelli, concittadino vittima della persecuzione nazifascista.

Ad aprire la cerimonia è stata la vicesindaco Mariele Benzi, che ha portato i saluti istituzionali, sottolineando anche il significato della giornata: “Giulio Mandelli è un nostro concittadino, la cui memoria oggi viene restituita alla città in maniera pubblica in uno spazio pubblico”. Dopo l’intervento di Benzi, la cerimonia è poi proseguita con l’inno nazionale.

Il messaggio del sindaco Assi: la memoria come responsabilità

A seguire, ha preso la parola il sindaco Roberto Assi, che ha invitato i presenti a vivere la Giornata della Memoria non come una ritualità, ma come una responsabilità attuale e permanente. “La memoria non è un esercizio retorico – ha affermato -, né una formula che pronunciata una volta all’anno mette al riparo la storia dal ripetersi del male”. 

Il primo cittadino ha richiamato il pensiero di Hannah Arendt sulla “banalità del male”, sottolineando come lo sterminio non nasca improvvisamente, ma da un lungo processo di disumanizzazione, di rinuncia al pensiero critico e di sospensione del giudizio morale. 

Inoltre, nel suo discorso è stato centrale anche il tema dell’educazione: “Quando viene meno l’educazione, quando non si insegna a distinguere il vero dal falso e il giusto dall’ingiusto, il vuoto viene inevitabilmente riempito da qualcuno”. Assi ha poi evidenziato il valore simbolico delle Pietre d’inciampo, che restituiscono nomi e identità a chi era stato ridotto a numero: “È un processo opposto alla spersonalizzazione operata dalla burocrazia dello sterminio. Noi ripartiamo dai nomi”.

Lisa Pierini: il valore delle Pietre d’inciampo

A seguire è intervenuta Lisa Pierini, componente del direttivo ANPI di Brugherio, che ha ricordato le parole di Liliana Segre, secondo cui le Pietre d’inciampo rappresentano il funerale di chi non lo ebbe. “Per noi – ha continuato Pierini – sono invece la rinascita a vita eterna di coloro che, strappati dalla loro esistenza, non ebbero più la possibilità di riabbracciare i propri cari, di rivedere i propri amici, non tornavano mai più nelle loro case. Con la deposizione di queste pietre, queste persone tornano a casa per restarci per sempre”. 

Pierini ha inoltre ricordato che, grazie al preziosissimo studio storiografico condotto dall’Associazione brugherese Papaveri Rossi, è stato possibile commemorare e riportare a casa Giulio Mandelli. Ha poi sottolineato che sono state già dedicate altre cinque Pietre d’inciampo ad altri cittadini: Giulio Agostoni, Albino Pisoni, Edoardo Colombo, Gioacchino Teruzzi e Vittorio Borgonovo. Le loro storie sono state raccontate dagli studenti delle scuole medie di Brugherio, ai quali Pierini ha rivolto un ringraziamento per aver dato voce alle loro vite spezzate.

La prima parte della cerimonia si è conclusa con un momento musicale della scuola di musica Luigi Piseri, alla presenza del maestro direttore Roberto Gambaro.

Il corteo e la deposizione della pietra

La cerimonia è poi proseguita con un corteo verso il parco cittadino di via Galvani, accompagnato dalla Polizia Locale. Durante il percorso, la Pietra d’inciampo dedicata a Giulio Mandelli è stata portata dal sindaco Assi, che una volta giunto nel luogo della deposizione, l’ha consegnata ai familiari, i quali hanno posato la Pietra.

Dopo la posa della Pietra, don Alberto Capra ha offerto un momento di riflessione leggendo un passo del Vangelo di Giovanni. Infine, il corteo si è ricomposto per fare ritorno in municipio, dove la cerimonia si è conclusa.

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