Scoppiano petardi anche in questo capodanno, registrando un preoccupante bollettinno medico per quello che, ormai, si configura come un problema sistemico anche a livello nazionale. Dall’IRCCS San Gerardo emerge un quadro preoccupante, che fa riflettere anche sulla situazione nazionale.
Ricoveri e interventi d’urgenza: il quadro che emerge
Il lato oscuro della notte di capodanno è esploso per sei giovani pazienti, trattati all’IRCCS San Gerardo, dei Tintori di Monza. Gravi traumi alle mani, al volto e agli occhi causati dall’esplosione di petardi e dall’uso improprio di pistole a salve. Secondo comunicato dallo stesso ospedale, tra le 22:30 del 31 dicembre e le 10:30 del 1° gennaio, sono stati gestiti cinque casi direttamente al San Gerardo, mentre un sesto, un minore di 13 anni, è stato dirottato verso Verona. Gli incidenti hanno coinvolto prevalentemente minori e giovani adulti, evidenziano un problema ricorrente in Italia, dove i botti di fine anno hanno causato, solo quest’anno, 283 feriti a livello nazionale, con un morto e 50 casi gravi.
Emblematico il caso di un 21enne, trasferito dal bergamasco via attraverso l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, con lesioni bilaterali alle mani, al volto e agli occhi, richiedendo un intervento multidisciplinare che ha coinvolto chirurghi maxillo-facciali, oftalmologi e ortopedici. “Si tratta di traumi che possono compromettere in modo permanente la funzionalità di un arto” ha spiegato il dott. Andrea Marchesi, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e della Mano “e incidere profondamente sulla qualità di vita futura”.
La situazione nazionale
Questi episodi monzesi si inseriscono in un contesto nazionale allarmante, anche se va evidenziato un leggero miglioramento. Secondo i dati del Viminale, i feriti totali per botti e festeggiamenti sono stati 283, in lieve calo rispetto ai 309 del 2025, ma con 54 ricoveri e 12 ferimenti da armi da fuoco. Napoli guida la triste classifica con 57 feriti, seguita da Roma con 28 e Torino con 3. I Vigili del Fuoco hanno effettuato 770 interventi per incendi legati ai festeggiamenti, 112 in meno rispetto all’anno precedente. C’è poi la questione ambientale, dovuta ai picchi di polveri sottili fino al +1900% e la morte stimata di circa 5.000 animali domestici e selvatici ogni Capodanno.
“Questi eventi dimostrano quanto sia fondamentale scoraggiare comportamenti pericolosi” continua Marchesi. “L’uso di petardi, fuochi d’artificio e armi a salve, soprattutto da parte dei minori, rappresenta un rischio concreto e spesso sottovalutato“.
Il lieve miglioramento non è, per ora, sufficiente a far tirare un respiro di sollievo. La situazione continua a richiedere di ripensare le celebrazioni per il nuovo anno per ridurre l’impatto di episodi simili.




