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Relazioni tossiche: la storia di Alice

Al 30° compleanno, Alice capisce che il compagno Flavio è un manipolatore violento. Pianifica la fuga in segreto per mesi, difendendo la sua indipendenza economica e fisica. Dopo il primo schiaffo, chiede aiuto. Grazie a una rete di supporto collettivo, scappa e si salva, diventando un simbolo di vittoria contro le relazioni tossiche.

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Sabato 7 giugno 2022, è il trentesimo compleanno di Alice, ed anche il giorno in cui il suo istinto l’avvertì che qualcosa, nell’uomo che amava e con il quale conviveva da circa un anno, non andava. È successo tutto così in fretta, il modo in cui si erano conosciuti e innamorati e tre mesi dopo lui le aveva chiesto di vivere insieme.

Era stato un anno impegnativo per lei, il trasloco in un’altra città dove non conosceva nessuno, il cambio di lavoro, le si era anche rotta la macchia ed era costretta a farsi accompagnare da lui ovunque avesse bisogno in quanto anche i mezzi di trasporto erano scarsi e la metropolitana più vicina era due paesi più fuori.

E’ sempre stata una donna indipendente e questa condizione la portava spesso ad avere giornate di nervosismo che sfociavano in discussioni animate con Flavio, il suo compagno, si ritrovava sempre a chiedere scusa perché era lei a sbottare, lui invece era sempre lì tranquillo pronto a subire la sfuriata senza mai perdere la pazienza. La lasciava sfogare e poi cercava di calmarla, comprendeva che tutti quei cambiamenti erano per lei a volte troppo da sopportare e si sentiva in colpa perché erano stati tutti fatti in virtù della loro relazione.

Una nuova città lontano dagli affetti

Stare con lui significava andare ad abitare in un’altra città, lasciare i propri affetti, le abitudini, i colleghi e gli amici. Inizialmente Alice era eccitatissima all’idea di tutto questo, lo vedeva come un nuovo inizio, un cambiamento che sarebbe stato sicuramente positivo ma a lungo andare le pesava sempre di più.

Però era innamorata di Flavio e per quanto a volte risultasse soffocante fare sempre tutto insieme, si convinceva di essere un’ingrata: lui era sempre a disposizione e in fin dei conti anche lui non usciva mai con i suoi amici da solo, quindi anche lui aveva rinunciato alla sua quotidianità da quando stava con lei.

Con l’avvicinarsi del suo trentesimo compleanno, aveva espresso il desiderio di festeggiare con tutti i suoi amici che ormai non vedeva da troppo tempo. Per Flavio non era un problema, nemmeno il fatto che lei avesse specificato che voleva andarci da sola.

Desiderava una serata spensierata, lontana da tutti quei cambiamenti che la rendevano sempre cosi nervosa. Ovviamente lui non centrava nulla, non era un modo per stare lontana da lui, era un modo per respirare un po’ di vecchia vita che le mancava e ricaricare le energie. Confessò che aveva bisogno di sentire la sua mancanza, non era abituata a fare sempre tutto insieme al suo fidanzato e questo un po’ la soffocava e come sempre Flavio risultò fin troppo comprensivo.

La festa di compleanno dopo un sabato lavorativo

Lavorava anche di sabato, un’altra novità a cui si è dovuta abituare, quel giorno però passò rapidamente, era il suo compleanno, aveva portato pasticcini sul luogo di lavoro e non vedeva l’ora di tornare a casa a prepararsi per la serata. Arrivata a casa trovò Flavio con due bicchieri di spumante ghiacciato per un brindisi di auguri, le bendò gli occhi con una sciarpa e l’accompagnò in camera da letto dove c’era un enorme pacco regalo ad attenderla, lesse prima il bigliettino che diceva: “affinché la tua serata sia perfetta. Con immenso amore Flavio”

Felice come un’adolescente si avventò sull’enorme scatola che conteneva un vestito nuovo, un completino intimo e un paio di scarpe. Quando lo abbracciò per ringraziarlo scoppiò in lacrime, si sentì in colpa e gli chiese di andare con lei quella sera, ma lui disse che era la sua serata e doveva viverla al meglio e con i suoi amici, e di stare tranquilla: aveva in serbo un’altra meravigliosa sorpresa.

Cosi Alice si andò a preparare, si vestì con tutti i nuovi regali del suo fantastico fidanzato e quando fu pronta era semplicemente radiosa! Eccitata, felice, non conteneva la gioia e si disse che era proprio fortunata. Suonò il citofono, erano Laura e Simona, le sue migliori amiche che erano andata a prenderla, disse loro che sarebbe scesa subito ma Flavio si intromise invitandole a salire: proponeva un ultimo brindisi con lei prima di lasciarla andare, non c’era nulla di male dopotutto.

Un brindisi interminabile

Si abbracciarono gridando di felicità! Brindarono tutti insieme e nell’esatto istante in cui fece per baciarlo a mo’ di saluto, il campanello della porta suonò. Andò lei ad aprire e nell’atrio trovò Pietro e Gianluca: ma che sorpresa! Entrarono e Flavio porse subito un bicchiere anche loro, nemmeno il tempo di capire cosa ci facessero lì che il campanello suonò di nuovo.

E fu cosi che passò l’ora successiva, un continuo arrivare di gente, amici di Alice che lei stessa non frequentava nemmeno più da anni, alcuni non era nemmeno contenta di vederli ma questo, Flavio non poteva saperlo quando aveva deciso di organizzarle una festa a sorpresa, chiamando tutta la sua rubrica. Ed eccolo lì, quell’istante in cui il suo istinto l’avvertì: non aveva organizzato una festa a sorpresa per farla felice, aveva sabotato la sua serata senza di lui, e lo aveva fatto in maniera subdola e manipolatoria.

Era paranoica? O aveva fatto centro? Non ne era sicura, così decise che lo avrebbe messo alla prova, avrebbe studiato i suoi comportamenti e, tratte le dovute conclusioni, avrebbe preso una decisione. Era in grado di scindere mente e cuore? Non lo sapeva ma ci avrebbe sicuramente provato.

Alice mette alla prova le intenzioni di Flavio

Cominciò quella sera stessa, cercando di isolarsi a parlare con qualcuno, aveva capito che per Flavio questo era un problema a prescindere se il suo interlocutore fosse di genere maschile o femminile, lui non sopportava il fatto di non sentire cosa si dicevano, doveva essere al corrente di tutto, notò anche che con un controllo spaventoso trovava sempre il modo di infilarsi nel discorso senza destare sospetti. Fu una serata pessima.

Il lunedì successivo la festa mandò un sms al compagno per comunicargli che non avrebbe pranzato a casa. In genere durante la pausa pranzo tornava sempre a casa a mangiare, perché anche Flavio faceva la stessa cosa, ma decise che non l’avrebbe più fatto. Pochi secondi dopo arrivò la chiamata di lui, che le chiedeva il motivo: “I miei colleghi vanno a mangiare in pizzeria oggi, mi hanno invitata e ho accettato“.

Mi racconta che quel giorno, tornati dal pranzo, era rimasta fuori dal cancello dell’azienda con altri 4 colleghi a fumare l’ultima sigaretta prima di riprendere l’attività lavorativa. Se ne stavano li a parlare quando le passò davanti Flavio con l’auto che viaggiava lentamente. guardando malignamente lei e i colleghi tanto che gli stessi, non conoscendolo, si domandarono come mai quello strano personaggio li stesse guardando cosi male.

Alice, tre mesi di test per Flavio

I tre mesi successivi passarono cosi, tra vari test di lei e le conseguenti reazioni di lui che portarono Alice alla terribile conclusione che non si era sbagliata sul compagno: cercava di controllarla e manipolarla, cosa che fino a poco tempo prima era convinto d’esser riuscito a fare, e in un certo senso era cosi perché lei era sinceramente innamorata di lui. Ma di lui chi? Perché il ragazzo che le aveva rubato il cuore non esisteva, era una recita, il vero volto era quello con il quale si era rapportata negli ultimi mesi e non le piaceva affatto.

Rimaneva un solo problema: come uscirne?  Come fare ad andare via di li? Aveva investito tutti i soldi, abitava in un altro paese e ovviamente il primo obiettivo di Flavio doveva per forza essere stato quello di isolarla dagli affetti, i quali, con ogni probabilità, si sarebbero accorti prima di lei dei suoi malevoli intenti, ultimo dei quali era l’impellente determinazione nel metterla incita. Sempre più spesso gli si rompevano accidentalmente i preservativi, oppure dimenticava di comprarli.

Superato il panico iniziale, ideò un piano di azione: per prima cosa si fece prescrivere la pillola anticoncezionale che teneva nascosta in ufficio, poi andò in banca a richiedere una prepagata e ogni mese versava quel che riusciva, di nascosto a Flavio: l’obiettivo era quello di metter da parte denaro fino a raggiungere la cifra sufficiente per andar via di casa. Doveva essere scaltra però, non doveva farsi accorgere e doveva avere pazienza, molta pazienza, dato che il suo stipendio era il minimo sindacale, ma non le importava: avrebbe venduto oggetti, oro, chiesto soldi come regali di natale dai familiari e tutto il ricavato sarebbe servito per andar via.

Una sera purtroppo indimenticabile

Una sera, non si sentiva tanto bene, colpa del primo giorno di mestruo, un giorno indimenticabile. Flavio si arrabbiò molto, le disse che non era in grado nemmeno di concepire. O forse non voleva? Era stupida, nemmeno la sua famiglia la voleva. Non era in grado di fare una lavatrice e cucinava da schifo.

Che razza di donna era quella che non voleva avere dei figli? Era per il lavoro? Allora poteva licenziarsi, avrebbe provveduto lui alla famiglia! Era cieco dalla rabbia e continuava a vomitarle addosso insulti, ma non ci fece troppo caso sul momento perché la parola LICENZIARSI echeggiava nella sua mente, svelando il significato reale di quel termine.

Lui voleva toglierle anche l’indipendenza economica? Si, perché è così che fanno queste persone, appena ti conoscono mettono una maschera meravigliosa sul volto, si trasformano nell’inesistente principe azzurro che ci insegnano a desiderare fin da bambine, per toglierci, giorno dopo giorno, un pezzo di noi fino a restare niente.

La conversazione di quella sera terminò con un sonoro schiaffo sul suo bel viso rigato dalle lacrime, e rosso di rabbia. Restò immobile, in piedi in mezzo al soggiorno con lo sguardo incredulo rispetto a ciò che era appena successo. Il giorno dopo era nella palestra dove lavoravo. Alice si è presentata con un atteggiamento di preoccupazione misto a rassegnazione. Mi chiese in quanto tempo sarebbe stata in grado di difendersi e quella domanda mi diede la certezza che le serviva aiuto immediato.

Alice, primo passo: mettere al corrente la famiglia

Fui sincera, ci vuole tempo e allenamento ma, se la preoccupava un’aggressione che avrebbe potuto verificarsi nell’imminente o che si fosse già verificata, l’avremmo studiata insieme da subito in modo da rendere la sua difesa il più possibile efficace, ma doveva raccontarmi tutta la sua storia nei minimi particolari. Le consigliai di mettere al corrente tutta la sua famiglia, gli amici e i colleghi, le consigliai di andare in banca a chiedere un prestito, le serviva aiuto ad ogni mezzo e tacere per vergogna o per paura di un giudizio non era una soluzione.

Ottenne un piccolo prestito, se lo sarebbe fatto bastare, poi i parenti insieme ad amici, compagne di corso, io compresa e anche i colleghi, ci mobilitammo tutti per cercarle un appartamento in tempi record. Nel giro straordinario di una sola settimana Alice era fuori di casa. Emozionante vedere come il vecchio detto “l’unione fa la forza” non sia mai fuori moda.

Una nuova vita, nuova davvero

Inizia una nuova vita, si sente più forte, sta riacquistando fiducia in sé stessa, io personalmente l’ho riempita di complimenti e uso la sua storia per diffondere una verità che tendiamo volutamente ad occultare. I SEGNALI D’AVVERTIMENTO, esistono davvero e siamo tutti in grado di coglierli. Alice in questo è stata fenomenale, li ha riconosciuti, studiati e contrastati.

Ha preso subito provvedimenti, non era disposta a perdere sé stessa per un uomo che aveva solo tante belle parole e un bel viso, che usava per nascondere un lato oscuro di sé. Ha provato più volte a contattarla, chiedendo un incontro chiarificatore che lei non gli ha mai concesso. Alternava questa richiesta tra pianti e suppliche di perdono con momenti di rabbia furiosa e minacce di percosse fisiche pericolose. Come suggerito. Alice ha registrato ogni conversazione e si è rivolta ai carabinieri.

La sua è una storia di coraggio e amore. Amore verso sé stessa, questo suo volersi bene non le ha permesso di cadere nella trappola, le ha permesso di essere ancora viva e probabilmente se non fosse stata così determinata a difendere la sua volontà di avere una vita felice, avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere un altro nome, l’ennesimo, sui giornali di cronaca nera.

Invece Alice è riuscito ad essere il nome della vittoria.

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