lunedì, Dicembre 1, 2025
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Lavoro in stallo: dai fondi esauriti agli incentivi inefficaci

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Annunci ripetuti e strumenti fragili: questa sembra essere la ricetta nazionale per il problema del lavoro. La tanto decantata Transizione 5.0 esaurisce i fondi, mentre il ricorso a incentivi per l’assunzione di giovani subisce un crollo vertiginoso. I dati parlano chiaro, anche se nessuno li ascolta: un quadro di incertezza cronica che riguarda investimenti e mercato del lavoro.

Transizione 5.0: un percorso a ostacoli con risorse insufficienti

La misura nasce con il DL 19/2024, viene precisata dal DM 24 luglio 2024 e diventa operativa solo a settembre, quando il GSE apre la piattaforma per le prenotazioni dei crediti d’imposta. Solo pochi mesi per preparare progetti, consultare fornitori, certificare i requisiti energetici e presentare domanda. Ne è risultata una corsa ai fondi, che sono terminati rapidamente: il 6 novembre 2025 un decreto direttoriale comunica le risorse esaurite.

Assolombarda, tramite il presidente Alvise Biffi, segnala un “deludente segnale di incoerenza” e “un ulteriore passo indietro” in una fase economica già complessa. L’associazione punta il dito soprattutto contro ritardi attuativi e discontinuità nelle politiche industriali, che rendono difficile la progettualità a lungo termine nell’innovazione tecnologica.

Incentivi al lavoro: fruizione in calo per le agevolazioni

Sul versante lavoro, gli ultimi dati INPS mostrano che nel 2025 le assunzioni agevolate da sgravi contributivi sono diminuite del 68% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel caso specifico della Lombardia, emerge dai dati che solo il 4,7% dei contratti di apprendistato beneficia di agevolazioni. Sono appena del 2,2% le assunzioni che sfruttano l’esonero giovani e addirittura lo 0,8% i beneficiari dell’incentivo donne.

Da questi dati, in generale, emerge una scarsa efficacia degli strumenti offerti, ma la causa non sembra così scontata. Un forte effetto lo ha senza dubbio avuto la scomparsa della Decontribuzione Sud. Tuttavia, i dati riguardanti la Lombardia mostrano come non sia possibile attribuire solo a questo fattore il peso del calo nazionale. C’è una difficoltà sistemica, che in molti attribuiscono alla difficoltà di accesso alle misure contributive. Resta comunque incertezza sulle cause del dato, il che rende indubbiamente più complessa la costruzione di una risoluzione.

L’imprevedibilità del sistema

Se la Transizione 5.0 ha sofferto anche di inadeguatezza dei fondi offerti, resta comunque sullo sfondo un problema comune con la questione agevolazioni sul lavoro. Emerge un quadro di regole incerte, che tendono a cambiare spesso finendo per offrire tempistiche molto ristrette. In un contesto che richiede modifiche strutturali alle imprese, che quindi richiedono ampia pianificazione, questa incertezza diventa tossica. L’incertezza delle regole, inoltre, impone prudenza, al fine di dover evitare una costosa restituzione delle agevolazioni godute. Il risultato è un paradosso: si chiede stabilità con strumenti instabili. E il sistema, prevedibilmente, si ferma.

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