Gli ultimi mesi in casa Inter non sono stati tra i più facili: la finale di Monaco, il rinnovo degli abbonamenti, un mercato fatto di tante voci e ora un San Siro stile “teatro”. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’Interclub Brugherio, Giovanni Libutti, che ha detto la sua si diverse di queste tematiche.
Dopo la notizia del divieto di entrata al primo anello verde e blu delle bandiere dei club per permettere ai tifosi disabili di tornare a vedere la partita da dietro le porte, l’Interclub Brugherio ha preso posizione con un comunicato. Un segnale di vicinanza ai tifosi disabili e delle richieste alla società Inter.
Presidente Libutti, da cosa nasce l’esigenza di un comunicato?
Ci tengo a precisare che il nostro comunicato non era assolutamente polemico, anzi, è stato scritto con l’intento di stemperare le polemiche che altri hanno portato avanti. Come Interclub abbiamo compreso la decisione dell’Inter, perché tra i nostri soci c’è un gruppo di tifosi disabili, Masnada 104, che negli ultimi anni ha lottato molto per ottenere questo risultato. Finalmente sono riusciti a riottenere un utilizzo esclusivo i una zona dello stadio, dietro le due porte.

Dunque, congiunti con gli amici dell’Interclub Abbiategrasso, abbiamo chiesto all’Inter di cercare una soluzione alternativa. Il riscontro che abbiamo avuto è positivo ma per ora non vi è nulla di definitivo.
Negli ultimi giorni si è parla tanto di “teatro” allo stadio, com’era l’atmosfera allo stadio contro il Torino?
Per chi era presente a Monza, o a Monaco in finale qualcosa aveva già vissuto, dunque non sono rimasto così shokkato. È una situazione molto strana. Per chi vive lo stadio da decenni è strano non sentire lanciare i cori, vedere le bandiere o le coreografie. Lo stadio è senza dubbio più bello con il tifo, ma il tifo non è garanzia di risultato, e se la squadra in campo vince e fa divertire allora si porterà dietro anche lo stadio stesso.
Che obiettivi vi siete fissati come Interclub in questa stagione?
L’obiettivo principale è confermare i numeri fatti lo scorso anno, e in questo siamo a buon punto. Abbiamo chiuso a 1207 soci e ora siamo già a quasi 1090, lo scorso anno a fine agosto non avevamo questi numeri. La volontà è confermarsi ai vertici sia del movimento lombardo Interclub ma anche a migliorare la nostra sede.
Stiamo dialogando con l’amministrazione brugherese perché la volontà è quella di trovare un luogo più grande che sia in grado di contenere più persone. La sede che abbiamo ora è bella e accogliente, come una seconda casa, ma ci stiamo rendendo conto che per il numero di soci che abbiamo e per quanti vengono a visitarla e viverla è troppo piccola.
Cosa si aspetta dalla stagione dell’Inter?
Mi piacerebbe vincere lo scudetto…in questi ultimi cinque anni siamo stati la squadra più forte e credo che avremmo potuto vincere di più. Anche quest’anno le premesse sono buone, i giovani che abbiamo inserito sono ottimi, vedi Sucic, Bonny e Pio Esposito. Sono abbastanza sicuro che se lo scorso anno ci fossero stati loro le cose sarebbero potute andare in maniera diversa sia in campionato che in Champions League.